GARAVINI, SCHIRÒ E UNGARO (PD): PROBABILE AUMENTO IMU E TASI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

GARAVINI, SCHIRÒ E UNGARO (PD): PROBABILE AUMENTO IMU E TASI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ - “Dal 2019 c’è il rischio concreto che aumentino IMU e TASI per gli italiani all’estero proprietari di un immobile in Italia”. È quanto dichiarano in una nota congiunta i parlamentari PD eletti in Europa, la senatrice Laura Garavini e i deputati Angela Schirò e Massimo Ungaro. “La legge di bilancio appena votata dalla maggioranza, infatti, non ha confermato il congelamento del fisco locale introdotto nel 2015-2016 dal Governo di centrosinistra. Questo – spiegano i parlamentari Pd – significa che i Comuni potranno aumentare la tassazione sulle seconde case, a loro discrezione. Si stima che potranno essere circa l’80 per cento quei comuni che si avvarranno dello sblocco del fisco locale. Il rimanente 20 per cento dei comuni, soprattutto quelli delle grandi città, aveva già precedentemente adottato l’aliquota massima consentita”.
“Ciò significa che gli italiani residenti all’estero proprietari di immobili in Italia, che non siano già titolari di pensione estera, rischiano concretamente un aumento delle tasse sulla casa in Italia”, aggiungono Garavini, Schirò e Ungaro. “Il blocco della cosiddetta leva fiscale, introdotto dai governi di centrosinistra, impediva ai comuni e alle regioni di aumentare tributi locali e le addizionali ed era stato prorogato dal Governo Gentiloni fino al dicembre 2018. Il Governo Lega/5 stelle non ha prorogato tale divieto”.
Secondo i tre eletti all’estero “sarà difficile che i comuni decidano di non aumentare le aliquote, ora che questo Governo le ha liberalizzate, dal momento che la manovra tartassa per altri versi i Comuni, imponendo loro forti oneri, valutati attorno all’1,3 miliardi. C’è dunque da aspettarsi che molti comuni delibereranno le maggiorazioni delle aliquote con il rischio che esse possano arrivare (sommando IMU e TASI) fino all’11,4 per mille sul valore dell’immobile. Una vera stangata – concludono – anche per i nostri connazionali residenti all’estero”. (aise) 

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