LA MARCA (PD): CON IL “DANTEDÌ” L’ITALIA GUARDA AVANTI

LA MARCA (PD): CON IL “DANTEDÌ” L’ITALIA GUARDA AVANTI

ROMA\ aise\ - “Oggi in Italia e nel mondo si celebra il “Dantedì”. È la prima volta che accade. Così è stato voluto dal Ministro della cultura Dario Franceschini e dal Governo italiano, in vista dell’anniversario dei settecento anni dalla morte del sommo Poeta, che cadrà il prossimo anno. Sarà una celebrazione senza cerimonie e manifestazioni, impedite dalle giuste precauzioni assunte per evitare l’espandersi del contagio virale. Contro il quale in Italia si sta combattendo una durissima battaglia, ma che ormai anche in molti altri Paesi è diventato una priorità assoluta. Al maggiore poeta italiano, mancheranno i riconoscimenti esteriori, che sono anche quelli più convenzionali. Se la ragione non fosse seria, drammatica, oserei dire meglio così. Perché in questo modo il ricordo di Dante sarà tutto interiore: storico culturale ed etico. Adatto alla profondità del suo pensiero, alla bellezza dei passaggi più alti della sua poesia, che fin da ragazzi abbiamo cercato di memorizzare e fare nostri, all’importanza dell’opera di fondazione della lingua italiana, che verso di Lui ha il debito più grande”. Questa l’opinione di Francesca La Marca, deputata del Pd eletta in Europa, riguardo il Dandedì.
“Dante nel mondo è stato anche sinonimo di Italia - aggiunge ancora l’eletta all’estero -. Sono innumerevoli i luoghi, gli edifici, le ricorrenze che portano il suo nome in tutti i continenti. Così è stato voluto dalle tante generazioni dei nostri emigrati perché, per loro, per gli italiani, Dante significa semplicemente identità”.
“Quando è stata decisa questa ricorrenza - evidenzia La Marca -, nessuno poteva immaginare che essa sarebbe caduta nel vivo di una delle prove più difficili che gli italiani avrebbero dovuto affrontare nei loro tempi moderni. Ma tuttavia così è stato. Sicché oggi questa giornata si carica di un motivo simbolico che va affermato e rivendicato”.
“Questa giornata - conclude l’onorevole - è anche quella dell’orgoglio dell’Italia, per il ruolo di civiltà che ha avuto e continua ad avere nel mondo, ed è quella in cui l’Italia dice al mondo che in forza di questo suo grande retroterra culturale ed etico, continua a guardare avanti, oltre ogni difficoltà. A testa alta”. (aise) 

Newsletter
Rassegna Stampa
 Visualizza tutti gli articoli
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli