NICOLA CARÈ (PD): PIÙ SINERGIA TRA IMPRESA E FORMAZIONE

NICOLA CARÈ (PD): PIÙ SINERGIA TRA IMPRESA E FORMAZIONE

ROMA\ aise\ - Giovedì 30 maggio, Fondazione Altagamma si è riunita a Palazzo di Montecitorio per un importante convegno dal titolo "I talenti del fare", con numerose personalità istituzionali ed imprenditori dell’industria del lusso italiana: l’eccellenza del Made in Italy, il 2,2% del Pil Nazionale.
Ad ospitare per il secondo anno consecutivo l’evento il deputato del Partito Democratico eletto in Australia, Nicola Carè, il quale si dice oggi "lieto" dei risultati ottenuti con la Giornata Altagamma: "la mia esperienza ultradecennale come CEO presso l’Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia mi ha permesso di raccogliere direttamente dagli "addetti ai lavori" le reali difficoltà e potenzialità del settore".
Fondazione Altagamma, dal 1992, raggruppa 104 brand italiani di prestigio internazionale nei settori moda, design, gioielleria, food and beverage, ospitalità, motori e nautica. Secondo le stime elaborate con Unioncamere, entro il 2023, l’industria del lusso italiana richiederà oltre 236.000 nuovi dipendenti: una costante crescita del 5% del mercato a livello globale, nonostante una disoccupazione interna al 30%; risultati destinati a restare inutilizzati senza l’invocato coinvolgimento delle istituzioni e una sinergia tra domanda e offerta.
"Nell’ultimo decennio", osserva Carè, "l’imprenditoria italiana ha continuato, nonostante bassa inflazione, costante delocalizzazione produttiva e un pesante carico fiscale, a combattere una globalizzazione spietata in cui Cina e Stati Uniti hanno tentato di escluderla dal mercato mondiale. Il settore ha risposto alla sfida con 115 miliardi di fatturato annuo, sostituendo alla visione Unidimensionale-Global, il Cliente Glocal, consumatore dalla mentalità ecosostenibile e consapevole. Intuizioni risultato di enormi sacrifici, anche nel reperire liquidità per gli investimenti, garantendo crescita ed innovazione".
Per il parlamentare italoaustraliano "emerge, dunque, un’industria italiana lanciata nel futuro e moderna a cui le istituzioni non offrono collaborazione; un enorme patrimonio miliardario che richiede, sempre più insistentemente, una maggiore cooperazione tra impresa e formazione nonché aiuti governativi mirati".
"Sono tantissimi i marchi che, a fronte di una carente base artigianale e tecnica nell’istruzione pubblica, hanno sostenuto notevoli costi per dotarsi, al proprio interno, di appositi istituti di preparazione e formazione", aggiunge Carè. "Sono, infatti, molto poche le Scuole Professionali Statali o gli Istituti Tecnici Commerciali che si coordinano con aziende e mestieri: una carenza grave per il quadro occupazionale del Paese".
"Uno dei principali compiti della politica istituzionale è ascoltare i cittadini e fornire immediate soluzioni: risposte concrete" e Nicola Carè si dice "sempre più convinto, in base agli straordinari risultati che il Made in Italy continua ad acquisire, della necessità di valorizzare e promuovere il nostro immenso potenziale, sostituendo ad un inutile assistenzialismo, finanziamenti mirati e produttivi". (aise)


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