RAPPORTO ISTAT 2020/UNGARO (IV): TRE GRANDI EMERGENZE ATTENDONO L’ITALIA

RAPPORTO ISTAT 2020/UNGARO (IV): TRE GRANDI EMERGENZE ATTENDONO L’ITALIA

ROMA\ aise\ - Dal rapporto Istat 2020, presentato questa mattina a Roma, emergono, secondo Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, “tre grandi emergenze per l'Italia, oltre all’epidemia del Coronavirus: il divario digitale, disoccupazione e precarietà giovanile e inverno demogragico”.
Il divario digitale “interessa gravemente il nostro Paese - ha detto Ungaro -, che rimane tra gli ultimi nell'UE per competenze digitali elevate, diffuse solo tra il 22% della popolazione, e tra i primi per numero di persone che non sono utenti regolari di internet. Per questo dobbiamo accelerare e investire di più sull'innovazione tecnologica, nella diffusione delle competenze telematiche e nella copertura del paese con la banda larga veloce e ultraveloce. La creazione di una rete unica Open Fiber non può più aspettare”.
La seconda grande questione, sempre secondo l’eletto all’estero, riguarda il “lavoro nero e quindi precario. Ancora troppi sono i lavoratori in Italia in nero e quindi senza tutele, peraltro totalmente vulnerabili a crisi come quella che stiamo attraversando. Un problema ancora più serio tra i giovani e giovanissimi, gli over 65, le donne e nel Meridione. Oltre a sostenere la cultura della legalità, serve anche un ritorno della crescita economica per creare posti di lavoro di maggiore qualità. Anche per questo serve implementare con la massima urgenza un “piano shock” per rilanciare gli investimenti, specie nelle infrastrutture materiali e immateriali, come proposto da Italia Viva”.
Terza emergenza da affrontare nell’immediato, secondo il renziano, è, infine, “il rischio dell'inverno demografico. Per le famiglie è infine sempre più complesso avere figli e infatti il tasso di natalità in Italia è in caduta libera. Dobbiamo aiutare le giovani coppie creando nuovi asili nido, sostenere l'occupazione femminile e creare nuovi sistemi di welfare come previsto dal Family Act della Ministra Elena Bonetti”. (aise) 

Newsletter
Archivi