REFERENDUM, BICAMERALE E SUPERBONUS NELL’ULTIMA NEWSLETTER DI SCHIRÒ (PD)

REFERENDUM, BICAMERALE E SUPERBONUS NELL’ULTIMA NEWSLETTER DI SCHIRÒ (PD)

ROMA\ aise\ - Assistenza e Superbonus, commissione bicamerale e giornata nazionale dedicate agli italiani all’estero, fondo promozione lingua e cultura, cittadinanza per matrimonio e referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Questi gli argomenti trattati dalla deputata del Pd eletta in Europa, Angela Schirò, nella sua ultima newsletter pubblicata poco fa.
Assistenza e Superbonus
“Nell’ultimo decreto “Rilancio” ci sono due misure che rispondono a due emendamenti a mia firma - ha detto Schirò -. Il primo riguarda l’aumento di due milioni di euro, da aggiungere ai sei già stanziati in bilancio e ai quattro aggiunti in corso d’opera, che portano a 12 milioni complessivi i fondi da utilizzare per i connazionali che si trovino in condizioni di particolare difficoltà personale e familiare, soprattutto a seguito della pandemia. Il secondo è l’estensione agli italiani all’estero del superbonus del 110% per i lavori di adeguamento energetico e antisismico da fare anche sulle seconde case, come sono considerate quelle dei nostri connazionali che vivono all’estero”.
“Dopo che già il reddito di emergenza (REM) era stato ammesso anche per chi tornava dall’estero a seguito della crisi - ha aggiunto a riguardo ancora la deputata -, credo si potrà toccare con mano la differenza tra il modo come il governo gialloverde, a trazione leghista, trattava gli iscritti AIRE (basti pensare all’esclusione dal reddito di cittadinanza e al Decreto Salvini che ha alzato muri verso chi vuole acquisire la cittadinanza per matrimonio), rispetto al modo come li considera questo governo a presenza PD, pur con tante cose ancora da fare e tante da fare meglio”.
Commissione Bicamerale
Riguardo la Commissione Bicamerale, sul piano dei risultati legislativi, Schirò richiama “alcuni dati di fatto e di esprimere una qualche soddisfazione: la Commissione esteri della Camera ha definito il testo unificato della legge istitutiva della Commissione bicamerale per gli italiani nel mondo, che tiene conto, tra le altre, anche della proposta da me presentata. Dopo la riduzione del numero dei parlamentari, portare in porto la Bicamerale significherebbe riequilibrare almeno in parte il vuoto di rappresentanza che si verrà a creare e istituire un osservatorio e un luogo di confronto dedicato esclusivamente ai nostri temi e problemi. Non poco, per la verità. Anche la legge che istituisce la Giornata nazionale per gli italiani nel mondo, presentata dalla collega La Marca fin dall’altra legislatura e accompagnata in questa da altre proposte analoghe, una legge di cui sono stata relatrice in commissione, è stata licenziata a larga maggioranza per l’aula, dove dovrebbe essere approvata alla ripresa. Nello stesso tempo, è stata definita e approvata unitariamente la risoluzione che unifica le diverse proposte, tra le quali la mia, per la creazione di un portale unico per gli italiani nel mondo, uno strumento certamente adatto non solo a dare con continuità e precisione utili informazioni, ma anche a far crescere la consapevolezza di alcuni diritti, soprattutto sul piano della fruizione dei servizi”.
Fondo promozione lingua e cultura
“Da insegnante e da testimone dei sacrifici che le famiglie all’estero fanno per assicurare una formazione anche in italiano ai propri figli - ha spiegato ancora l’eletta all’estero -, ho seguito quasi come una cosa “mia” le questioni legate al prolungamento del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, in scadenza nel 2020, alle difficoltà cui sono andati incontri gli enti gestori a seguito della pandemia, alla necessità di regolarizzare la destinazione del personale scolastico all’estero, le cui disfunzioni comportano ritardi intollerabili nell’entrata a regime degli stessi corsi. Per il Fondo, in occasione del decreto Milleproroghe, sono riuscita ad ottenere il prolungamento ma ora servono le risorse, non poche, per recuperare almeno in parte quelle che dal prossimo anno verranno a mancare. Per gli enti gestori si è riusciti a fare attribuire anticipazioni più congrue, ma non nascondo una preoccupazione per quelli che non sono ancora riusciti a convertire a distanza la loro didattica, che possono vedersi penalizzati. Eppure, il governo ha accolto un mio ordine del giorno in cui chiedevo di estendere anche all’estero le misure di sostegno alla diversificazione tecnologica della didattica. Per la destinazione del personale scolastico all’estero ho presentato una proposta di legge di modifica del Decreto 64 sul sistema di formazione italiano nel mondo che riporta alla competenza esclusiva del Ministero degli esteri la facoltà di fare le graduatorie e di inviare il personale, prima divisa, con negativi risultati, tra Esteri e Istruzione. È urgente che si affronti la questione per riconoscere i diritti di alunni e famiglie e per il buon nome dell’Italia di fronte alle autorità scolastiche degli altri Paesi”.
Cittadinanza per matrimonio
“Ho fatto prima un cenno ai disastrosi decreti Salvini - ha evidenziato Schirò per parlare di cittadinanza -, costruiti per motivi elettoralistici sull’odio per lo straniero. Sullo slancio propagandistico, l’ex aspirante ai “pieni poteri” oggi in caduta libera di consensi ha fatto danni anche al nostro mondo, prevedendo la certificazione del possesso della lingua italiana al livello B1 del Quadro europeo delle lingue al coniuge straniero di un cittadino italiano che chieda la cittadinanza per matrimonio e rovesciando divieti e multe sui parenti degli iscritti all’AIRE che guidino veicoli immatricolati all’estero. In vista della modifica dei decreti, ai quali la maggioranza sta lavorando, e che io auspico prima di tutto perché si facciano passi in avanti per il riconoscimento dei diritti dei “nuovi italiani”, figli di stranieri ma nati e cresciuti in Italia, come è accaduto a noi figli di italiani in Paesi stranieri, ho scritto al Ministro Lamorgese, assieme ad altri colleghi di maggioranza, perché tra le storture da correggere ci siano anche quelle riguardanti gli italiani all’estero. La parola, infine, alla politica. Alla buona politica, spero”.
“Prima di tutto - ha aggiunto - non posso fare a meno di esprimere imbarazzo e disagio per il fatto che le deleghe per gli italiani all’estero siano state attribuite a una persona con la cultura e gli orientamenti politici di un Riccardo Merlo. Oltre all’assoluta improduttività della sua gestione di sottosegretario, il fatto che continui a collegare l’intangibilità dello ius sanguinis con il rifiuto della cittadinanza a chi è nato in Italia e per decenni vi ha vissuto e frequentato cicli scolastici è non solo una vergognosa posizione oltranzista, ma anche la negazione della storia vissuta da milioni di italiani che sulla base dello ius soli sono diventati cittadini di centinaia di paesi del mondo. Credo, onestamente, che gli italiani all’estero, come riferimento, meriterebbero di più”.
Referendum costituzionale

Ultimo ma non ultimo, la deputata del Pd ha voluto parlare anche del prossimo referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: “tra meno di un mese, infine, riceveremo il plico elettorale con la scheda che ci consentirà di votare per il referendum confermativo della legge che ha ridotto il numero dei parlamentari, tra cui quelli eletti nella circoscrizione Estero. Durante l’iter parlamentare sono intervenuta ripetutamente, anche da sola come eletta all’estero e dissociandomi dolorosamente dal mio gruppo di appartenenza, per esprimere con chiarezza e fermezza il mio NO. La lealtà verso i cittadini all’estero prima di tutto e questa legge taglia gravemente la loro rappresentanza, riducendone il peso e soffocandone la voce. Si aggrava uno squilibrio che esisteva già all’atto della istituzione della circoscrizione Estero e questo non lo potrò mai accettare. Ne riparleremo a ridosso del voto, ma il mio sarà un NO fermo e convinto”. (aise) 

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