REFERENDUM, COMMEMORAZIONI, ECONOMIA E SICUREZZA NELLA NUOVA NEWSLETTER DI UNGARO (IV)

REFERENDUM, COMMEMORAZIONI, ECONOMIA E SICUREZZA NELLA NUOVA NEWSLETTER DI UNGARO (IV)

ROMA\ aise\ - Referendum costituzionale del 20/21 settembre, con le ragioni della sua indicazione di voto; un pensiero per Beirut; legge su omotransfobia; valutazioni sul MES; Marcinelles; referendum sulla fine della libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea nella confederazione svizzera; economia e sicurezza, con la richiesta di abolizione dei cosiddetti “Decreti Salvini”. Questi sono i contenuti della nuova newsletter di Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa.
Prima di soffermarsi sul Referendum, il deputato ha voluto mandare un “un abbraccio ai nostri fratelli libanesi. L'esplosione al porto è l’ennesima sciagura nella terra dei cedri, già martoriata da troppe guerre e troppi attentati. Un pensiero ai nostri militari feriti e a tutti i loro colleghi della missione UNIFIL”. Poi, il deputato si è focalizzato sul Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, spiegando che il 20 e 21 settembre voterà “NO”, per poi spiegare le sue ragioni: “In questi due anni alla Camera mi sono battuto per difendere la rappresentanza democratica degli italiani all'estero e per questo motivo mi sono sempre dichiarato contrario alla riforma Fraccaro di riduzione del numero di parlamentari, una proposta che penalizza soprattutto gli italiani all'estero. Già oggi gli eletti all’estero danno voce a molti più elettori che i loro colleghi eletti in Italia. Con la riforma ogni deputato dovrà rappresentare oltre 700 mila italiani all’estero, diluendo ancora di più il rapporto tra eletti ed elettori. Non si risparmia sulla democrazia. Questa riforma non migliora il nostro assetto costituzionale, indebolisce la rappresentanza e rende la voce autonoma degli italiani all’estero nel Parlamento ancora più fioca. Mi sono opposto con interventi in aula alla Camera, iniziative pubbliche, petizioni firmate da migliaia di italiani all’estero, flashmob nel Regno Unito e in Germania. Per questo motivo voterò convintamente NO al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020. In questo breve intervento (4min) ho riassunto gli argomenti a favore del NO. Ne ho parlato recentemente anche qui, alla conferenza stampa del Comitato per il No”.
La sua contrarietà va di pari passo anche con il referendum in Svizzera sulla fine della libera circolazione, dove anche lì l’eletto all’estero si schiera per il “NO”: “in Svizzera il prossimo 27 settembre avrà luogo il referendum sulla fine della libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea nella confederazione elvetica, una proposta sostenuta da l'UDC, l’EDU e altri piccoli partiti della destra svizzera. Io credo che chiudere i confini sia una soluzione miope e mi sembra giusto ricordare che la libera circolazione faceva parte degli accordi approvati nel 2000 tra UE e Svizzera, accordi in seguito ratificati da un referendum con il 67.2% dei voti a favore. I 7 accordi bilaterali Svizzera-UE regolano il commercio, gli appalti pubblici, l’agricoltura, la ricerca, il trasporto terrestre e aereo e la libera circolazione delle persone (ALC), assicurano quindi alla Svizzera l'accesso al mercato europeo e ai cittadini svizzeri di vivere, lavorare, studiare nell’UE e viceversa ai cittadini dell’UE. Questi accordi sono un pacchetto unico: se ne viene meno uno, anche gli altri saranno revocati. L'UE non è un ristorante à la carte: se si vuole l'accesso al mercato unico, bisogna accettare la libera circolazione delle persone, come stiamo provando a spiegare in questi mesi ai nostri amici britannici. La fine della libera circolazione e la conseguente revoca di tutti i trattati rischiano davvero di pregiudicare la prosperità e il benessere della Svizzera. Per questo è importante andare a votare: mi appello a tutte le italiane e a tutti gli italiani con la cittadinanza svizzera di votare per il NO al referendum del 27 Settembre”.
Ha parlato, però anche di “lotta all'omotransfobia. In aula è avvenuta la discussione generale della proposta di legge Zan-Scalfarotto di cui sono co-firmatario. In commissione sono stati approvati emendamenti a tutela della libertà di espressione migliorando ulteriormente il testo, per l'approvazione finale dovremo aspettare settembre”.
Poi economia: “basta pregiudizi sul MES”, ha ribadito il deputato renziano. “Ritorno su una questione importante. Il MES serve e conviene all'Italia per affrontare le spese sanitarie in caso di nuovo ritorno della pandemia. Meglio farsi prestare 37 miliardi a 0.01% che a 1%: centinaia di milioni di euro di risparmi da investire in scuole e ospedali e da ripagare senza condizioni particolari”.
L’8 agosto avrà luogo il 64° anniversario del disastro di Maricenelle, il deputato lo ha voluto ricordare assieme ad altre commemorazioni: “in questi giorni commemoriamo anche i 40 anni dal più grave attentato della storia repubblicana, la bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Un attentato di chiara matrice neofascista dove rimangono ancora troppe domande senza risposta. Sono passati invece 9 anni dalla strage dell'isola di Utoya, in Norvegia. Ho voluto ricordare le vittime in aula in questo modo. A meno di due anni dal crollo del Morandi di Genova, è stato inaugurato il nuovo ponte in tempi record, un segnale di speranza per il nostro paese”.
Sempre riguardo l’economia, Ungaro ha parlato anche dello scostamento di bilancio (il terzo quest'anno, per 25 miliardi di euro): “il Piano nazionale di Riforma, sul Rendiconto del bilancio dello Stato 2019 e sul disegno di legge di assestamento di bilancio per il 2020. Per il 2020 si prevede un saldo netto da finanziare di 302 miliardi di euro, ossia 224 miliardi in più di quanto previsto a gennaio, un aumento necessario per combattere la pandemia e la crisi economica. Nei miei interventi ho riassunto i modi in cui sono stati spesi questi soldi e ho lanciato alcuni appelli, anche per rispondere alle opposizioni. Trovate sotto il video completo, qui una versione più corta di 5min. In breve: 1) Oltre a indennità e contributi a fondo perduto, dobbiamo continuare a sostenere le partite IVA, anche riformandone la tassazione. 2) Un paese che spende di più per gli interessi sul debito (68mld) invece di istruzione, università e ricerca (61mld) non ha futuro. 3) In Italia nessun organo si occupa davvero di valutare le politiche pubbliche. Serve una seria analisi costi/benefici per capire cosa funziona e se i soldi sono stati spesi bene. 4) Senza l’Unione Europea il nostro paese sarebbe già fallito, sic et simpliciter. 5) Con il governo giallo-verde è salita la pressione fiscale e sono stati sprecati soldi in misure sbagliate come Quota 100 (dove la 'staffetta generazionale' è rimasta un miraggio): non si è riparato il tetto mentre splendeva il sole...Sì allo scostamento di bilancio se serve a bloccare le tasse, aiutare le nostre famiglie, rilanciare l'Italia”.
Sulla modifica dei “Decreti Salvini”, Ungaro ha reso pubblica anche la sua lettera indirizzata al Ministro degli Interni: “il governo è al lavoro per modificare gli indegni decreti (in)“Sicurezza” introdotti da Salvini e recepire i rilievi della Corte Costituzionale. Per questa ragione, assieme ad altri colleghi parlamentari eletti all'estero, ho scritto alla Ministra dell'Interno Lamorgese per rappresentarle l'urgenza della definizione di alcune questioni importanti per gli italiani all'estero, come i tempi insensatamente raddoppiati per l'acquisizione della cittadinanza italiana, specie per matrimonio di coppie miste, e le criticità più volte segnalate per la circolazione di veicoli con targa estera. Un vero problema per frontalieri, italiani residenti all'estero titolari di imprese nello spazio economico europeo, spesso residenti in Francia, Svizzera e San Marino. Mi auguro che nella proposta di modifica che il Governo farà al Parlamento tali problematiche vengano risolte”. (aise) 

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