SACCONI (FI): NON ELIMINARE IL PUNTO DI RISTORO AL CONSOLATO DI STOCCARDA

SACCONI (FI): NON ELIMINARE IL PUNTO DI RISTORO AL CONSOLATO DI STOCCARDA

ROMA\ aise\ - Il punto di ristoro storicamente presente all’interno del Consolato generale d’Italia a Stoccarda va salvaguardato. È quanto sostiene il senatore di Forza Italia Antonio Sacconi che ha in merito ha presentato una interrogazione al Ministro degli esteri Moavero Milanesi.
Nella premessa, Sacconi ricorda che “da circa 50 anni presso il consolato generale d'Italia di Stoccarda esiste un punto di ristoro, che si rese necessario per la forte presenza di italiani nella zona (circa 250.000); il consolato è luogo fondamentale per la comunità italiana presente a Stoccarda, e si trova in una zona sprovvista di servizi quali bar, supermercati, ristoranti, mentre gli Italiani che ricorrono al consolato devono trascorrervi varie ore per sbrigare le pratiche loro necessarie; dal febbraio 2013, il punto ristoro è in concessione ed è divenuto, grazie anche a notevoli lavori di manutenzione e ammodernamento dei locali, un luogo importante per gli Italiani che devono espletare pratiche al consolato, oltre che per gli stessi dipendenti e per quelli del vicino consolato spagnolo”.
“La concessione – spiega, quindi, il senatore – è scaduta il 15 febbraio 2019, e non è stata attivata nessuna procedura per il suo rinnovo e nemmeno per un nuovo bando volto alla nuova assegnazione del punto ristoro; di fatto, il console, dopo sollecito del concessionario, ha fatto sapere allo stesso e anche ai dipendenti che il punto ristoro chiuderà allo scadere della concessione; il console avrebbe addotto una serie di motivazioni che, a parere dell'interrogante, risultano contraddittorie; infatti, veniva annunciato il probabile trasferimento del consolato, dato che la sede attuale non corrisponderebbe alle esigenze di lavoro richieste. Ma anche se alla fine il trasloco non avvenisse, ha asserito il console, il punto di ristoro andrebbe smantellato e non ricostruito per ragioni di sicurezza”.
“Infine, - scrive ancora Sacconi – il console ha affermato, in evidente contraddizione con quanto ricordato, che forse nel 2020 sarebbe stato pubblicato un altro bando per dare in concessione il punto di ristoro; il 16 ottobre 2018, inoltre, il console ha convocato una riunione, comunicando agli impiegati la volontà di non rinnovare la concessione per il punto di ristoro; questa decisione risulta avere causato sconcerto anche tra gli stessi impiegati e funzionari del consolato; per avere chiarimenti molti cittadini si sono rivolti al Comites di Stoccarda, che, però, non ha risposto, pur avendo competenze, quanto meno consultive, nella difesa degli interessi dei nostri connazionali all'estero; appare, quindi, molto probabile la chiusura del punto ristoro del consolato italiano a Stoccarda, cosa assolutamente non auspicabile e fortemente dannosa”.
Secondo Sacconi “non appare comprensibile l'esplicita opposizione del console allo stesso mantenimento del punto di ristoro interno al consolato. Occorre, ribadire, infatti, che detto punto di ristoro è stato, ed è, molto importante per i cittadini che devono sbrigare le loro pratiche nel consolato, pratiche che, ovviamente, richiedono la presenza nella struttura per molte ore; tra l'altro, risulta all'interrogante che vi sarebbe da parte del console stesso la volontà di sostituire il punto ristoro con una semplice macchina distributrice di bevande e alimenti. Non si può non osservare come questa eventuale scelta sia rischiosa anche per la sicurezza dei locali. Una macchina abbandonata a sé stessa potrebbe causare incidenti, anche gravi, sui quali sarebbe ben difficile intervenire prontamente, mancando l'indispensabile elemento umano”.
Ricordato, infine, che “è stato anche affermato che l'imminenza delle elezioni europee rende impossibile, per i tempi ristretti, l'emanazione di un nuovo bando. Non si comprende, sempre a parere dell'interrogante, quale possa essere il legame tra le elezioni e l'eventuale emanazione del nuovo bando per la nuova concessione del punto di ristoro”, il senatore chiede di sapere “quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per evitare che il punto di ristoro venga chiuso, privando così i cittadini italiani che ricorrono ai servizi del consolato di un sito importante ed utile, non solo per le esigenze materiali, ma anche per contatti personali, sempre difficili in altri luoghi della città” e “se al Ministro risulti la auspicabile volontà del consolato italiano a Stoccarda di indire, anche dopo le elezioni europee di maggio, un nuovo bando per la concessione di un punto di ristoro che, come detto più volte, è di grande importanza per i cittadini che devono affrontare anche 300 chilometri per giungere al consolato per adempiere alle pratiche necessarie alla loro attività quotidiana”. (aise) 

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