TUTELE PREVIDENZIALI PER I CONTRATTISTI IN OLANDA: GARAVINI (IV) INTERROGA DI MAIO

TUTELE PREVIDENZIALI PER I CONTRATTISTI IN OLANDA: GARAVINI (IV) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - Garantire tutte le tutele previdenziali al personale a contratto che lavora nelle sedi diplomatico-consolari in Olanda. È quanto chiede la senatrice Laura Garavini (Iv) con una interrogazione al ministro degli esteri Luigi Di Maio.
“I contrattisti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a legge locale olandese, di cittadinanza italiana od olandese, impiegati presso l'ambasciata d'Italia a L'Aja, la cancelleria consolare a L'Aja e l'istituto italiano di cultura per i Paesi Bassi con sede ad Amsterdam – spiega la parlamentare nella premessa – si trovano in una condizione di forte sperequazione dal punto di vista delle tutele previdenziali di fronte alla più larga platea dei lavoratori locali; nei Paesi Bassi la pensione di vecchiaia statale, AOW, è una prestazione di base, al livello del minimo di sussistenza, che spetta a tutti i residenti (lavoratori e non, contribuenti e non) e si accumula con un 2 per cento per ogni anno di residenza nei Paesi Bassi, a decorrere dal 17° anno di età fino al 67° anno”.
“Per integrare tale pensione di base – aggiunge la senatrice eletta in Europa – la quasi totalità dei lavoratori olandesi (96 per cento) usufruisce di una pensione collettiva tramite il datore di lavoro, che porta la sua indennità mensile complessiva di pensionato a circa il 70 per cento dell'ultimo stipendio; essa, pur non essendo il frutto di un obbligo di legge, è di fatto ormai una soluzione diffusa e consolidata, equiparabile a un diritto acquisito per i lavoratori”.
“Il tipo di contratto utilizzato per i contrattisti ministeriali a legge locale olandese – segnala Garavini – non prevede, invece, alcuna copertura previdenziale, né la legge olandese prevede l'obbligatorietà per il datore di lavoro di mettere in atto uno schema di pensione complementare; il decreto sui contrattisti del 16 marzo 2000 stabilisce all'art. 158 la possibilità, nel caso di manifesta insufficienza delle misure previdenziali locali e senza porre limiti territoriali che renderebbero tale articolo non rilevante nel caso di sistemi previdenziali europei, di avvalersi su richiesta di un'assicurazione presso un ente italiano o locale”.
Ricordato che “i contrattisti locali in diverse occasioni, l'ultima nel novembre 2018, hanno rappresentato al Ministero tale preoccupante situazione, richiedendo un intervento volto a superare tale grave limitazione di diritti, senza ricevere tuttavia alcun riscontro”, Garavini segnala che “la forte sperequazione delle prospettive pensionistiche rappresenta un disincentivo alla permanenza di personale presso le nostre strutture diplomatico-consolari e al reperimento di nuovo personale, quanto mai necessario per l'assolvimento dei servizi”.
Per questo, la senatrice chiede al Ministro se “non ritenga di affrontare finalmente la questione, più volte segnalata dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, e di considerare l'esigenza che venga applicata la possibilità contrattuale della partecipazione ai fondi pensionistici complementari, nelle forme e nei modi che si riterranno più opportuni ad assicurare ai contrattisti a legge locale una pensione dignitosa”. (aise) 

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