10 anni dalle Primavere arabe: la conferenza finale del progetto IAI-ECFR-CeSPI

ROMA\ aise\ - A distanza di dieci anni dall'inizio delle proteste in Medio Oriente e Nord Africa, il processo di mobilitazione popolare che aspira a un cambiamento sostanziale dello status quo non si ferma. Nell'ultimo decennio, le piazze arabe hanno assistito alla nascita e alla trasformazione di diversi movimenti di resistenza popolare nonché a reazioni da parte dei governi nazionali differenti, il tutto in un contesto geopolitico regionale sempre più conflittuale.
Il progetto congiunto IAI-ECFR-CeSPI "10 years of protests in the Middle East and North Africa. Dynamics of mobilisation in a complex (geo)political environment" ha approfondito la dimensione locale, nazionale e internazionale dell'ultimo decennio di proteste in Medio Oriente e Nord Africa concentrandosi sui casi studio di Algeria, Egitto, Iraq, Libano, Marocco, Sudan e Tunisia.
A partire dall'analisi condotta sia sui singoli casi studio che comparativa, martedì prossimo, 21 settembre, si terrà la conferenza finale del progetto che guarda al futuro delle rivolte, ponendo nuove domande per portare avanti il dibattito: come si rapportano fra loro i processi di mobilitazione in Medio Oriente e Nord Africa dell'ultimo decennio? Cosa ci dicono le speranze e le strategie dei diversi movimenti di protesta sulle sfide presenti e future inerenti al cambiamento politico nei contesti nazionali e a livello regionale? Quali sono le prospettive e le percezioni delle piazze riguardo alle dinamiche politiche in corso, alla cooperazione esterna e al futuro della regione?
Attraverso le riflessioni degli esperti direttamente coinvolti nella ricerca e della prospettiva di ricercatori-attivisti che hanno avuto esperienza diretta delle proteste, la conferenza finale del progetto intende offrire l'opportunità di guardare al futuro della mobilitazione popolare in Medio Oriente e Nord Africa.
Nella prima sessione verranno analizzate le dinamiche di mobilitazione nella regione e forniti spunti di riflessione per una lettura comparativa, mentre la seconda sessione darà spazio alle prospettive degli attivisti di contesti nazionali selezionati e della regione più ampia.
I lavori saranno introdotti, alle 10, da Lucio Demichele (Maeci); seguiranno i contributi di Daniela Huber (Istituto Affari Internazionali-IAI), Arturo Varvelli (European Council on Foreign Relations-ECFR), Daniele Frigeri (Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI).
Relatore principale sarà Joseph Bahout (Issam Fares Institute for Public Policy and International Affairs, American University of Beirut).
Nel corso dei lavori interverranno anche Hafsa Halawa (consulente indipendente), Mattia Giampaolo (CeSPI), Francesca Caruso (IAI), Theodore Murphy (ECFR), Aurora Ianni (CeSPI) e Nawel Belakhdar (Freie Universität Tunisia).
Per partecipare occorre registrarsi qui. (aise)