Afghanistan: alla LUM School of Management la lectio di Pontecorvo e Bacini

MILANO\ aise\ - In occasione del master Diplomatic Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios, diretto dal professor Marco Bacini per la School of Management dell’Università LUM, sabato scorso l’Ambasciatore Stefano Pontecorvo, alto rappresentante civile della NATO in Afghanistan, ha tenuto una lectio sull’evolversi della situazione a Kabul.
Diplomatico di lungo corso, già ambasciatore italiano in Pakistan tra il 2015 e il 2020, Paese islamico con una diretta influenza su tutto ciò che è avvenuto, sta avvenendo e avverrà in Afghanistan, Pontecorvo è stato anche vice capo missione presso le ambasciate d’Italia a Londra e Mosca e da gennaio 2013 a ottobre 2015 consigliere diplomatico di tre Ministri della Difesa italiani.
Scelto dal segretario generale NATO Jens Stoltenberg, da poco più di un anno Pontecorvo e alto rappresentante civile della NATO in Afghanistan.
In questa veste, ad agosto, ha lavorato per garantire la sicurezza all’Aeroporto Hamid Karzai di Kabul.
Una rivista straniera ha definito Pontecorvo come “gli occhi e le orecchie del mondo dall’aeroporto di Kabul”; partendo dall’esperienza personale, la Lectio è iniziata proprio dal racconto, molto emozionante, degli ultimi giorni a Kabul dove si era creata una situazione “senza precedenti” e con una massiccia evacuazione in corso.
“Da Kabul di solito partivano al massimo sei aerei civili al giorno, più un paio di militari; ne abbiamo fatti decollare 120 al giorno”, ha spiegato Pontecorvo. “In due settimane abbiamo fatto uscire circa 140mila persone, l’80% del numero di passeggeri che partiva dallo scalo di Kabul in tutto un anno. E la base Nato, costruita per contenere 5mila persone, ne ha ospitate fino a 18 mila”.
Aperta dal rettore Antonello Garzoni, al lectio è proseguita per circa due ore focalizzando l’attenzione su tre temi principali: il primo relativo a quella che può essere considerata la rivoluzione della comunicazione multimediale quale strumento di diplomazia per i governi e di persuasione delle masse; partendo dall’analisi dello sviluppo della comunicazione social dei Talebani, definiti proprio dal Diplomatico “Talebani 4.0” per la grande capacità di aver sviluppato una eccellente macchina di comunicazione e propaganda social, anche attraverso il lavoro del responsabile comunicazione talebano, Zabihullah Mu-jahid.
Il secondo tema ha riguardato l’importanza del trinomio tra sistemi di difesa e sicurezza, intelligence e diplomazia, specialmente diplomazia culturale, per la trasmissione di identità e valori.
Il terzo tema ha invece posto l’attenzione sul ruolo fondamentale della NATO e sulle capacità operative dell’Alleanza fondate sui diritti umani e i valori caratteristici della civiltà occidentale.
Il dibattito è continuato ponendo l’accento anche sull’influenza cinese sul paese e sul ruolo delle potenze regionali, oltre che sulla storia che ha caratterizzato l’Afghanistan e i paesi della regione negli anni ‘60 e ‘70.
La Lectio si è conclusa con moltissime domande degli studenti e alcune riflessioni sulla situazione attuale che, ha affermato Pontecorvo, è ancora tutta da seguire, perché con la costituzione di un governo talebano sorgeranno due esigenze fondamentali: governare il Paese e tenere fede alla propria vocazione jihadista, la cui etica impone di aiutare gli altri jihadisti.
I talebani, in quanto tali, sono nazionalisti, non compiono attentati in giro per il mondo, ma, ha osservato, un intero Afghanistan controllato dai talebani rischia di diventare una terra di nessuno.
Sicuramente nel nuovo governo sono presenti estremisti ma anche personalità di spicco della galassia talebana che potranno influenzare le scelte del Paese ed è quindi importante, ha ribadito il diplomatico, non spegnere la luce sull’Afghanistan ma continuare a seguire l’evoluzione dei fatti. (aise)