BASTA COMBATTIMENTI IN LIBIA: DICHIARAZIONE DI EGITTO, FRANCIA, ITALIA, EMIRATI ARABI UNITI, REGNO UNITO E STATI UNITI

BASTA COMBATTIMENTI IN LIBIA: DICHIARAZIONE DI EGITTO, FRANCIA, ITALIA, EMIRATI ARABI UNITI, REGNO UNITO E STATI UNITI

ROMA\ aise\ - “Profonda preoccupazione per le ostilità in corso a Tripoli” è stata espressa dai governi di Egitto, Francia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti che, in una dichiarazione congiunta, chiedono “un’immediata de-escalation e l’interruzione degli attuali combattimenti” e sollecitano “la pronta ripresa del processo politico con la mediazione delle Nazioni Unite”.
“Non può esistere una soluzione militare in Libia”, prosegue la dichiarazione, in cui si ricorda che “la protratta violenza è costata circa 1100 vite, ha causato più di 100.000 sfollati e ha alimentato una crescente emergenza umanitaria. Il confronto in corso ha minacciato di destabilizzare il settore energetico libico e ha esacerbato la tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo”.
I governi di Egitto, Francia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti sottolineano, quindi, le proprie “profonde preoccupazioni circa gli attuali tentativi da parte dei gruppi terroristici di sfruttare il vuoto di sicurezza nel Paese”, e, quindi, esortano “tutte le parti del conflitto a Tripoli a dissociarsi dai terroristi e dagli individui designati dal Comitato Sanzioni delle Nazioni Unite” rinnovando il proprio “impegno a chiamare in causa le responsabilità di quanti alimentano ulteriormente l’instabilità”.
Nella dichiarazione viene confermano il “pieno sostegno al ruolo guida del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite (SRSG) Ghassan Salamé, mentre lavora per stabilizzare la situazione a Tripoli, ristabilire la fiducia al fine di raggiungere la cessazione delle ostilità, estendere il proprio impegno in tutta la Libia, promuovere un dialogo inclusivo, e creare le condizioni per la ripresa del processo politico onusiano. Dobbiamo rinvigorire la mediazione delle Nazioni Unite, la quale mira a promuovere un governo di transizione che rappresenti tutti i Libici, prepari elezioni parlamentari e presidenziali credibili, consenta un’equa allocazione delle risorse e porti avanti la riunificazione della Banca Centrale di Libia e delle altre Istituzioni sovrane libiche”.
I governi firmatari, infine, esortano “tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite a rispettare i propri obblighi nel contribuire alla pace e stabilità della Libia, a prevenire destabilizzanti forniture di armamenti e a salvaguardare le risorse petrolifere della Libia in conformità con le Risoluzioni 2259 (2015), 2278 (2016), 2362 (2017), and 2473 (2019) del Consiglio di Sicurezza” e richiamano “tutte le parti e istituzioni libiche alle loro responsabilità di proteggere la popolazione civile, salvaguardare le infrastrutture civili e facilitare l’accesso agli aiuti umanitari”. (aise) 

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