BREXIT: COLLOQUIO TELEFONICO CONTE - MAY

BREXIT: COLLOQUIO TELEFONICO CONTE - MAY

ROMA\ aise\ - Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto sabato scorso, 16 febbraio, un colloquio telefonico con la Premier britannica, Theresa May. È quanto si apprende da una nota di Palazzo Chigi. Al centro del colloquio, i recenti sviluppi sul recesso del Regno Unito dall'Unione europea e le ultime iniziative britanniche sulle quali la Premier britannica ha fornito un “utile aggiornamento”.
Il Presidente Conte, riporta la nota, ha confermato l’esigenza che l’uscita del Regno Unito dall’UE avvenga nei termini stabiliti dall'accordo di recesso e in maniera ordinata, nell’interesse dei tanti cittadini, tra cui molti italiani, e imprese coinvolti da Brexit.
È stata confermata anche l'importanza di proseguire i colloqui tra il Regno Unito e le Istituzioni europee e – conclude la nota – la volontà comune di lavorare per evitare lo scenario di un recesso senza accordo.
In vista dell'uscita del Regno Unito dall'UE, il 29 marzo 2019, il Governo italiano ha pubblicato le informazioni utili sulle conseguenze della Brexit in ogni scenario (con accordo oppure senza accordo), al fine di tutelare i diritti dei cittadini, la stabilità finanziaria e assicurare la preparazione di imprese e operatori economici.
Queste informazioni sono state pubblicate all’indomani della sesta riunione della task force Brexit, presieduta dall’Ambasciatore Pietro Benassi, tenuta giovedì 15 a Palazzo Chigi.
In questa occasione, sono proseguiti, in particolare, i lavori sulle misure legislative a tutela dei diritti dei cittadini in caso di recesso senza accordo del Regno Unito dall’Unione Europea. È stato discusso anche lo stato dell’arte nel settore dei servizi finanziari, a seguito della preparazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze delle misure legislative necessarie per garantire la piena continuità dei mercati e degli intermediari e la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale, in caso di recesso senza accordo.
PALAZZO CHIGI: INFORMAZIONI SULLE CONSEGUENZE E SUI PREPARATIVI ALL'USCITA DEL REGNO UNITO DALL'UE
Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l’intenzione di recedere dall’Unione europea a norma dell’articolo 50 del Trattato sull’UE.
Il Governo italiano ha avviato dal giugno 2018 un coordinamento Brexit a Palazzo Chigi per seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit e, in particolare, il negoziato sull’accordo di recesso e sul quadro delle future relazioni tra l’Ue e il Regno Unito e le misure di preparazione e di emergenza per ogni scenario.
BREXIT CON ACCORDO DI RECESSO
Dopo circa un anno e mezzo di lavoro tra i negoziatori dell’Unione europea e quelli britannici, il 25 novembre 2018, il Consiglio europeo straordinario “art.50” ha dato il via libera all’accordo di recesso per l’uscita del Regno Unito dall’Ue e approvato la dichiarazione politica sul quadro delle future relazioni.
Si tratta di un’intesa di fondamentale importanza che consentirebbe di gestire il recesso britannico in modo ordinato e in termini chiari per cittadini e imprese, prevedendo, dopo l’uscita del 29 marzo 2019, anche un periodo transitorio al 31 dicembre 2020. Tra le altre cose, l’intesa garantisce la tutela dei diritti dei cittadini e la protezione delle indicazioni geografiche, il regolamento delle pendenze finanziarie britanniche nei confronti del bilancio Ue e pone le basi per un partenariato economico e di sicurezza profondo e ambizioso tra l’Ue e il Regno Unito dopo la Brexit.
Le procedure per la ratifica da parte dell’Ue dell’accordo di recesso sono in corso con l’obiettivo di essere concluse entro il 29 marzo 2019.
BREXIT SENZA ACCORDO
Nel contesto di perdurante incertezza sul processo di ratifica dell’accordo di recesso nel Regno Unito e in prossimità della data fissata per la Brexit (29 marzo 2019), devono proseguire paralleli preparativi per ogni scenario, incluso quello, poco desiderabile, di un recesso senza accordo.
La preparazione alla Brexit non coinvolge solo le Amministrazioni pubbliche ma interessa parallelamente il settore privato e i cittadini.
Per il caso di recesso senza accordo, la Commissione europea ha avviato da tempo il proprio lavoro sulla base di un piano d’emergenza collettivo, definendo nel novembre 2018 un calendario di lavoro comune tra i ventisette Stati membri dell’UE.
In tale contesto, è di fondamentale importanza che tutti i soggetti interessati dall’uscita del Regno Unito dall’UE arrivino preparati alla data del recesso, tenendo conto di tutti gli scenari possibili, valutandone integralmente i rischi e pianificando la risposta al fine di attutirli”. (aise) 

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