COVID: INTI DIPLOMATIC SERVICE DONA GAZEBO ALLA ASL ROMA 1 ANCHE PER LE AMBASCIATE

Covid: Inti Diplomatic Service dona gazebo alla Asl Roma 1 anche per le ambasciate

ROMA\ aise\ - “Un grande gazebo da usare come drive in per eseguire tamponi e vaccini Covid anche al numeroso personale diplomatico presente a Roma è stato donato dalla Inti Diplomatic Service alla Asl Roma 1 nel comprensorio di Santa Maria della Pietà”. Come riferisce il Giornale Diplomatico in un articolo pubblicato on line sul proprio portale, “la donazione – una tensostruttura di 20 metri per 10 e altra quasi 3 metri - arriva in seguito alla collaborazione avviata nei mesi scorsi tra la Inti Diplomatic Service e l’Asl Roma 1 che ha visto coinvolte sinora oltre 80 ambasciate presenti a Roma, nonché Farnesina e diverse agenzie dell’ONU (FAO, IFAD, WFP), NATO, Intersos, MFO e diverse altre nella capitale, per il supporto al personale in servizio nelle rappresentanze diplomatiche per la somministrazione e refertazione dei tamponi e per le operazioni di rientro nei Paesi di residenza.
Oltre a diversi rappresentanti diplomatici, alla cerimonia erano presenti: Angelo Tanese, direttore generale dell’Asl Roma 1; Enrico Di Rosa, direttore del Sisp dell’Asl Roma 1; Isabel Mantilla, amministratore delegato di Inti Diplomatic Service; e rappresentanti del personale del Santa Maria della Pietà.
“Questo è stato il primo servizio di tamponi drive-in a Roma e uno dei primi in Italia”, ha ricordato Tanese sottolineando che “gli operatori hanno fatto un lavoro incredibile: siamo passati da 200 a 1.000 macchine al giorno. Abbiamo cercato di trovare soluzioni per rendere più sicura e agevole l’attività e questo gazebo si inserisce benissimo in questo contesto operativo soprattutto in vista del vaccino anti-Covid. Sono molto contento di questa proficua collaborazione con la Inti Diplomatic Service e con le ambasciate perché, nella capitale che più di altre al mondo concentra un elevato numero di rappresentanze diplomatiche, esse devono avere un riferimento che semplifichi loro l’attività in questo particolare frangente pandemico. E questo ci fa piacere soprattutto per i temi delle prevenzione e della promozione della salute, con uno scambio che porteremo avanti”.
Gli ha fatto eco Enrico De Rosa, rilevando che “siamo soddisfatti di essere riusciti anche nei momenti più complessi a garantire l’esecuzione dei tamponi nei tempi previsti dalla regolamentazione dei viaggi. È stato un impegno che ci fa piacere sia stato assolto nel migliore dei modi e siamo particolarmente contenti di aver ricevuto oggi questo segno di apprezzamento della Inti Diplomatic Service per il nostro sforzo anche verso la folta comunità diplomatica”.
Isabel Mantilla, da tempo impegnata ad offrire anche un supporto sanitario oltre che organizzativo alle ambasciate, ha detto che “stiamo cercando di aiutare il mondo diplomatico presente a Roma in questo momento complesso e, quindi, per noi è un onore fare questa donazione alla Asl Roma 1 per ringraziarla del suo proficuo e intenso lavoro. Per questo vogliamo continuare questa postiva collaborazione, di cui il gazebo inaugurato oggi è solo l’inizio”.
Proprio per assecondare lo sforzo sul fronte della gestione della problematiche sollevate dal Covid, la Inti Diplomatic Service sin da marzo ha creato un servizio specifico, la Inti Medical Service e firmato una convenzione con la Asl Roma 1 per assistere le ambasciate nell'effettuazione dei tamponi. Va tenuto conto che la comunità diplomatica.
Di fatto Roma è infatti la Capitale della Diplomazia mondiale, ospitando ben 139 missioni permanenti accreditate presso la Repubblica Italiana, 78 presso la Santa Sede, ma ubicate in Italia, e 134 presso la FAO. In totale si arriva a 351 ambasciate sul suolo italiano. Ma non basta. E ad esse si aggiungono quelle presso l'IFAD e il Sovrano Ordine Militare di Malta, nonché 73 presso la Repubblica di San Marino. In queste sedi lavorano oltre 3 mila diplomatici, compresi i dipendenti delle cancellerie, uffici commerciali, uffici culturali e militari. E non parliamo di quelli che a vario titolo e per diverse incombenze ufficiali in realtà operano per l'intelligence di molti Paesi.
In particolare la “geografia” diplomatica nella Capitale italiana vede 43 rappresentanze di Paesi europei, 38 dell'Africa, 23 americane, 33 asiatiche e 2 dell'Oceania. Solo per la Santa Sede ci sono dislocate a Roma 78 missioni permanenti. Alla FAO gli Stati accreditati sono 134, con 648 diplomati-ci, ma di essi non tutti poi risiedono attorno al Tevere.
Ma questo non basta. Roma, infatti, ospita pure 26 delle principali organizzazioni internazionali attive nelle politiche di cooperazione e sviluppo di Paesi emergenti, A Roma hanno le loro sedi FAO, IFAD e WFP, appena insignito del Premio Nobel per la pace. Una decina di organizzazioni, comprese le tre citate, appartengono al novero delle organizzazioni afferenti all'ONU, 4 alle istituzioni UE e 12 intergovernative. Insomma, Roma è il terzo polo delle Nazioni Unite. Su un campione del 79% del totale, all'interno di queste organizzazioni lavorano 5.842 persone, di cui il 65% di nazionalità straniera. Ma per FAO, PAM e IFAD si arriva al 93% di personale straniero. (aise)


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