Draghi a Gerusalemme: Israele è per l’Italia un Paese amico

GERUSALEMME\ aise\ - “Israele è per l’Italia un Paese amico, un partner fondamentale. I nostri rapporti sono stretti, si sono rafforzati ulteriormente negli ultimi anni in ambito sanitario, economico, commerciale”. Così il Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle dichiarazioni alla stampa con il Primo Ministro israeliano, Naftali Bennett, a margine del loro incontro oggi a Gerusalemme.
In Israele da ieri, Draghi ha iniziato la giornata di oggi visitando il memoriale dello Yad Vashem. Una “grande emozione”, ha riferito prima di sottolineare che “la sua testimonianza contro l’odio, la violenza, l’indifferenza, è particolarmente importante in questo momento”. L’Italia, ha tenuto a ricordare Draghi, “è impegnata con la massima determinazione a contrastare l’antisemitismo in tutte le sue forme, e a difendere i valori fondanti della nostra Repubblica e dell’Unione europea: pace, tolleranza e fratellanza”.
Richiamato il “continuo scambio di informazioni” tra i due Paesi durante la pandemia, con l’obiettivo di “migliorare le nostre strategie di vaccinazione e di contenimento dei contagi”, Draghi ha confermato che l’Italia vuole “che questa collaborazione in campo medico e in campo scientifico prosegua e si estenda anche in molti altri campi”.
Sul fronte economico, ha proseguito, “nonostante il Covid-19 gli scambi commerciali sono aumentati nel 2021 e questa tendenza sembra confermata anche quest’anno”.
E ancora: “vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione soprattutto nei settori più innovativi come: la robotica, la mobilità sostenibile, l’aerospazio e la tecnologia applicata all’agricoltura. L’accordo bilaterale per la cooperazione scientifica e industriale, che abbiamo firmato nel 2002, e le collaborazioni avviate con start-up locali, offrono un modello da seguire. Sul fronte energetico lavoriamo insieme nell’utilizzo delle risorse di gas del Mediterraneo per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, e accelerare la transizione energetica verso gli obiettivi climatici che ci siamo dati”.
Quanto alla guerra in Ucraina, Draghi ha ribadito che “l’Italia sostiene e continuerà a sostenere in maniera convinta l’Ucraina e il suo desiderio di far parte dell’Unione Europea”.
Il premier ha quindi voluto “ringraziare il governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi”. Il governo italiano “continua a lavorare perché si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili”.
Quanto al rischio di “catastrofe alimentare dovuta al blocco dei porti del Mar Nero”, i due Premier hanno concluso che “dobbiamo veramente operare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano. Abbiamo pochissimo tempo, perché tra poche settimane il nuovo raccolto sarà pronto e potrebbe essere, a quel punto, impossibile conservarlo”.
Infine, “gli incontri di questi giorni ci hanno permesso di esaminare insieme la situazione della regione e sostenere il processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi”, ha riportato il Premier italiano. “Abbiamo affrontato la situazione in Libano e in Siria, la cui stabilità impatta sull’intera area, e abbiamo esaminato la possibilità di un rilancio del processo di pace con la Palestina. Si tratta – ha concluso – di un tema che approfondirò anche oggi pomeriggio durante la mia visita a Ramallah”. (aise)