FICO A IL CAIRO: SU REGENI SIAMO A UN PUNTO DI STALLO

FICO A IL CAIRO: SU REGENI SIAMO A UN PUNTO DI STALLO

ROMA\ aise\ - Missione in Egitto per il Presidente della Camera, Roberto Fico, partito sabato scorso per il Cairo dove ha visitato la sede del Parlamento egiziano e, oggi, incontrato il Presidente della Repubblica Al Sisi.
“È una visita che ho deciso di fare dopo l’invito da parte del Presidente della Camera dei Rappresentanti del Popolo, Ali Abdel Aal, con cui ho avuto un colloquio nei mesi scorsi a Montecitorio”, scriveva Fico alla vigilia della sua partenza. “Questa visita s’inserisce nel percorso di ricerca della verità sul sequestro, sulla tortura e sull’uccisione di Giulio Regeni”, ha aggiunto Fico che oggi, a margine dei colloqui con Al Sisi, ha spiegato che sulle indagini “siamo a un punto morto”.
“Ho detto al Presidente Al Sisi, nelle autonomie delle magistrature, che siamo a un punto fermo, di stallo. Spero che siano soluzioni immediate e che inizi un vero processo”, ha affermato Fico. Non solo Giulio è stato sequestrato, torturato e ucciso, ma c’è stata anche una prima fase in cui è stato diffamato; soltanto in una seconda fase l’Egitto e il suo procuratore hanno detto che Giulio era un costruttore di pace e un amico dell’Egitto”.
“Il lavoro tra le procure, anche in assenza di un protocollo, è andato avanti”, ha aggiunto il presidente della Camera. “La procura di Roma ha ottenuto un fascicolo da Il Cairo da cui sono partite delle indagini che hanno portato a delle risultanze, come i nomi di 9 persone. Quindi si è capito che attorno a Giulio si è mossa una rete non un ladro, una rete che alla fine l’ha pedinato e seguito, che gli è stata addosso fino al sequestro e all’uccisione. Ho ricordato tutte queste ad Al Sisi che chiaramente le conosceva bene. Lui mi ha assicurato che è una priorità per l’Egitto fare luce su questo vicenda. Allo stesso tempo – ha concluso Fico – sono stato molto chiaro sul fatto che ora servono i fatti”. (aise) 

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