I-Can: best practice per l'Interpol

ROMA\ aise\ - Termina oggi ad Istanbul l'89^ Assemblea generale Interpol. Tre giorni di incontri, iniziati il 23 novembre scorso, per discutere di lotta al crimine e sicurezza globale, cui ha partecipato per l’Italia una delegazione guidata dal vice capo della Polizia Vittorio Rizzi e dal generale di Brigata dei carabinieri Fabio Cairo, direttore del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.
Nel discorso di apertura del segretario generale dell'Interpol Jurgen Stock, particolare apprezzamento è stato espresso nei confronti del progetto I-Can (Interpol cooperation against 'ndrangheta), un'iniziativa promossa e finanziata dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno italiano. L'obiettivo del progetto, nato a giugno del 2020 in accordo con Interpol, è di accrescere la cooperazione internazionale nel contrasto all'organizzazione criminale di stampo mafioso costituita dalla ‘ndrangheta, in tutte le sue le ramificazioni mondiali.
Sul versante operativo, il progetto I-Can, in un anno e mezzo, ha consentito la cattura di 23 latitanti di 'ndrangheta in tutto il mondo (tra i quali Rocco Morabito in Brasile), supportato l’esecuzione dell’operazione denominata Magma, e sta supportando due altre importanti indagini italiane (Eureka e Cicero).
Tra gli argomenti discussi dall'Assemblea, governance e trattamento dei dati, progetti di modifica del quadro giuridico dell'Interpol, quadro strategico 2022-2025, partnership operative, contrasto alle minacce globali della criminalità informatica. (aise)