“IL CLIMA STA CAMBIANDO: NON LASCIAMO INDIETRO I PIÙ VULNERABILI”: NUOVO APPUNTAMENTO CON “YOUTH4CLIMATELIVESERIES”

“IL CLIMA STA CAMBIANDO: NON LASCIAMO INDIETRO I PIÙ VULNERABILI”: NUOVO APPUNTAMENTO CON “YOUTH4CLIMATELIVESERIES”

ROMA\ aise\ - Il cambiamento climatico non colpirà tutte le persone allo stesso modo e alcuni gruppi rischiano di pagare un prezzo più alto. Se ne parla domani, 23 ottobre, alle 14.30 (ora italiana), quinta tappa di avvicinamento agli incontri che a Milano, tra un anno, serviranno a preparare la COP 26, la conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
L’appuntamento di venerdì fa parte della Youth4ClimateLiveSeries, programma di webinar dinamici e stimolanti dedicati ai giovani, ideato dal Ministero dell'Ambiente, della Terra e del Mare in collaborazione con Connect4Climate - World Bank Group e l'Ufficio dell'Inviato del Segretario Generale per i Giovani. L’obiettivo è portare proposte concrete ai negoziati sul clima dell'UNFCCC, la prossima conferenza delle parti si terrà a novembre 2021 a Glasgow.
Le donne, ad esempio, rappresentano circa i due terzi dei poveri nel mondo e circa il settanta per cento degli agricoltori del mondo, il che significa che dovranno farsi carico della maggior parte di questa immensa sfida (IPCC 2015, "Rapporto speciale sui cambiamenti climatici e sulla terra"). Nonostante siano spesso le prime ad adottare molte nuove tecniche agricole, ad intervenire nelle fasi di crisi, ad essere imprenditrici nell’energia verde e responsabili delle decisioni domestiche, le donne e le ragazze sopportano già il peso degli shock ambientali, economici e sociali. Però il loro contributo viene troppo spesso trascurato e le loro esigenze dimenticate. Costruire un futuro sostenibile comporterà l'emancipazione delle donne e delle ragazze, come sancito dall’Obiettivo 5 per lo sviluppo sostenibile (“Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”).
Anche i lavoratori agricoli, compresi i giovani e le donne, sono estremamente vulnerabili ai cambiamenti climatici. L'aumento delle temperature sta provocando gravi siccità e ondate di calore, scarsità d'acqua e gravi danni al suolo, con maggiori rischi di desertificazione in molte aree del mondo. La pandemia COVID-19, insieme ai cambiamenti climatici e ai modelli di sviluppo "business as usual", ha esacerbato la pressione cui devono far fronte i più vulnerabili, con particolare riguardo all'accesso e alla sicurezza alimentare. Secondo la FAO, in Etiopia, Kenya e Somalia quasi 12 milioni di persone si trovavano già in circostanze terribili a causa di estese siccità gravi e raccolti falliti consecutivi quando orde di locuste del deserto discendevano sui loro raccolti e pascoli tra la fine di dicembre 2019 e l'inizio di gennaio 2020. Nessun continente è immune.
Assicurare anche l'accesso al cibo e la sicurezza alimentare significa contribuire a una trasformazione generale. Tuttavia, le condizioni per raggiungere questi obiettivi dipendono dalla capacità dei governi di mettere in campo programmi educativi inclusivi, equi e di alta qualità che promuovano opportunità di apprendimento permanente per tutti, come stabilito dall’Obiettivo 4 per lo sviluppo sostenibile (“Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”).
Il webinar vedrà la partecipazione del vice segretario generale delle Nazioni Unite, Amina J. Mohammed.
I tre giovani speaker saranno: Fatou Jeng (Gambia), fondatrice di Clean Earth Gambia, una ONG che cerca di creare consapevolezza sull'ambiente e sostiene le donne agricoltrici; Sophia Kianni (Stati Uniti), membro del Comitato dei giovani sul cambiamento climatico, costituito dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, e fondatrice di una ONG con oltre 5.000 volontari che traduce informazioni sul clima in più di 100 lingue e Louise Mabulo (Filippine), fondatrice del Progetto Cacao, un'impresa sociale che ha aiutato più di 200 agricoltori a piantare 80.000 alberi.
Tramite un messaggio video, il viceministro degli esteri Emanuela Del Re aggiornerà i giovani sulle più recenti iniziative della cooperazione italiana sui temi della vulnerabilità.
A moderare i lavori saranno Salina Abraham, presidente uscente dell’International Forestry Students' Association, e Ahmed Badr, scrittore, artista multimediale, imprenditore sociale, Fondatore di Narratio ed ex rifugiato iracheno. (aise) 

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