Italia – Spagna/ Orlando e Díaz al “Corriere della Sera”: “I governi e l’Europa mettano il lavoro al centro della ripresa”

MILANO\ aise\ - “La crisi sanitaria che stiamo ancora vivendo ha avuto un impatto significativo sul lavoro e sull’occupazione. I nostri governi hanno adottato misure eccezionali per la protezione dell’occupazione, che hanno contribuito in modo significativo a non esacerbare eccessivamente le condizioni di vulnerabilità già esistenti prima della crisi. Riteniamo che, in un momento di speranza come questo in cui avanzano i piani di vaccinazione nei paesi dell’Unione Europea, sia essenziale tenere presente che le misure per la ripresa non dovrebbero cadere nuovamente nell’errore di incoraggiare l’occupazione attraverso contratti precari e condizioni di lavoro di scarsa qualità”. Inizia così l’articolo a quattro mani firmato dai Ministri del Lavoro italiano e spagnolo, Orlando e Diaz, pubblicato dal Corriere della sera.
Questa la versione integrale.
“I governi devono anticipare e promuovere, attraverso tutti gli strumenti a loro disposizione, la stabilità del lavoro e il miglioramento delle condizioni di impiego dei lavoratori che subiscono il peso della riduzione dell’attività produttiva nei nostri paesi. Nello specifico, i nostri paesi dovrebbero porre l’accento sull’adozione di misure adeguate a proteggere in particolare i lavoratori dei servizi essenziali più esposti ai rischi derivanti dal Covid-19.
Le trasformazioni già in atto de facto nelle nostre economie e sul posto di lavoro hanno subìto un’accelerazione nell’ultimo anno. È essenziale che il diritto del lavoro continui a svolgere il suo ruolo di protezione per garantire che queste tecnologie siano a misura delle persone e rispettino la loro privacy e i loro diritti fondamentali, come il diritto alla salute. Gruppi di lavoro ministeriali italo-spagnoli stanno sviluppando una forte collaborazione con la convinzione della necessità di prestare particolare attenzione ai lavoratori su piattaforme per favorire il riconoscimento dei loro diritti in termini di retribuzione, sicurezza e salute sul lavoro, orario di lavoro e accesso alla protezione sociale.
Sia in Italia che in Spagna, alcuni tribunali hanno riconosciuto lo status di dipendenti ai ciclo-fattorini che operano attraverso piattaforme. Si tratta di sentenze, la cui impostazione è stata condivisa da tribunali di altri paesi europei, che hanno dimostrato che la dipendenza e la subordinazione del lavoro possono avere molteplici manifestazioni, comprese quelle prodotte dagli algoritmi.
Ne è prova il recente accordo raggiunto nel quadro del dialogo sociale in Spagna, che prevede l’imminente inserimento nella legislazione spagnola dello status di dipendente per i lavoratori delle piattaforme di consegna a domicilio, con tutti i diritti e la protezione sociale che quello status comporta. La nuova regolamentazione introduce anche l’obbligo di informare su parametri, regole e istruzioni che incidono sul rapporto di lavoro, non solo delle persone impegnate nella consegna a domicilio ma in tutti i luoghi di lavoro dove si fa ricorso alla gestione algoritmica.
Analogamente, in Italia - anche in questo caso nel contesto del dialogo sociale - è stato recentemente firmato un protocollo tra i principali sindacati e l’associazione italiana dell’industria della consegna a domicilio per porre fine alla mancanza di tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali nel settore. Inoltre, in Italia si sperimenta per la prima volta un accordo a livello aziendale tra una piattaforma di distribuzione (Just Eat) e i sindacati, che adegua il modello organizzativo di una delle principali piattaforme di food delivery alla disciplina normativa e obbligatoria del contratto collettivo nazionale della logistica, aprendo un importante precedente per rafforzare le relazioni industriali nel settore della distribuzione attraverso piattaforme. L’accordo riconosce lo status di lavoratore dipendente ai lavoratori di quella piattaforma e quindi tutti i diritti individuali e collettivi ad esso associati.
Accogliamo quindi con grande favore il fatto che la Commissione Europea abbia iniziato a negoziare con i datori di lavoro e i sindacati una regolamentazione europea sui diritti relativi al lavoro ed alla protezione sociale per tutti i tipi di piattaforme che veda la trasparenza dell’algoritmo quale condizione per garantire la parità di trattamento dei lavoratori. Sia l’Italia che la Spagna parteciperanno attivamente a questo dibattito.
Dopo la pandemia, non si può che immaginare un’Europa impegnata a favore delle persone e del lavoro dignitoso in grado di combattere le diseguaglianze vecchie e nuove, un’Europa che promuova un’occupazione di qualità e una protezione sociale per tutti e non lasci indietro nessuno, in linea con il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. È ora che i governi, le istituzioni e le parti sociali agiscano per mettere il lavoro al centro delle politiche per la ripresa, assumendosi una piena responsabilità sociale, nel presente e nel futuro, perché dalla strada che imbocchiamo oggi non si potrà tornare indietro”. (aise)