KOSOVO: IL MINISTRO GUERINI AL CAMBIO AL VERTICE DI KFOR

KOSOVO: IL MINISTRO GUERINI AL CAMBIO AL VERTICE DI KFOR

ROMA\ aise\ - “La partecipazione italiana a K-FOR, di cui siamo il secondo paese contributore e di cui ci apprestiamo a detenere il Comando per l’11^ volta, 7^ consecutiva, è simbolo del forte legame con il Kosovo, Paese dove il nostro impegno è forte e solido da ormai 20 anni con cui abbiamo strette relazioni. L’Italia alla guida di KFOR è testimonianza importante e tangibile del grande apprezzamento che la leadership nazionale continua a riscuotere in seno all’Alleanza e da parte dei principali attori regionali”. Così il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ieri in Kosovo in occasione della cerimonia di avvicendamento al comando della missione Nato K-FOR (Kosovo Force) tra il Generale D. Lorenzo D’Addario e il Generale D. Michele Risi, che si è svolta nella base “Camp Film City”, sede del Comando K-FOR.
Cerimonia alla quale ha preso parte anche il Comandante del JFC di Napoli (Allied Joint Force Command Naples), Ammiraglio James Foggo, presente il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli.
Ad accogliere il Ministro a Pristina, per la sua prima visita ufficiale nella regione balcanica, l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Piero Cristoforo Sardi.
Durante la visita – riporta la Difesa – il Ministro Guerini ha avuto dei colloqui con le massime autorità del paese.
Con il Presidente del Kosovo, Hashim Thaçi, ed il Primo Ministro, Ramush Haradinaj, il Ministro ha richiamato la centralità strategica dell’area dei Balcani occidentali ed ha confermato la volontà dell’Italia di contribuire allo sforzo della Comunità Internazionale per la stabilità e la sicurezza nella regione, e di sostenere il processo di integrazione euro-atlantica dei Balcani: “Stato di diritto, lotta alla criminalità e al terrorismo, sono obiettivi da perseguire con determinazione per il consolidamento democratico del Kosovo”.
Successivamente, nella base “Camp Film City”, il Ministro ha incontrato il personale del Contingente nazionale al quale ha portato il saluto ed il ringraziamento del Governo e dell’intero Paese: “con il nostro approccio - solo nostro - che mette insieme grande professionalità e profonda umanità ed empatia, abbiamo saputo garantirci una vicinanza alla popolazione locale che guarda a voi, e quindi all’Italia, come degli amici fidati e sinceri. Il Kosovo è un Paese di grande interesse per l’Italia, per vicinanza geografica e per cultura ed il suo cammino verso una definitiva stabilità rappresenta un’opportunità significativa per tutti noi”.
“Ci è stato sempre riconosciuto un fondamentale ruolo di riferimento da parte di tutti i Paesi dell’area balcanica” ha affermato Guerini, sottolineando gli importantissimi obiettivi raggiunti in 20 anni di attività da KFOR. Da quelli più prettamente operativi, che hanno avuto un immediato impatto sulla popolazione locale in termini di sicurezza e libertà di movimento, a quelli di maggior respiro che, attraverso la cooperazione civile-militare, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale e alla tutela del patrimonio culturale del Paese.
“Oggi - ha aggiunto - sappiamo tutti che sussistono ancora questioni irrisolte e complesse nel Paese e nell’intera Regione balcanica, questioni di stabilità politica interna, di pace e sicurezza, di sviluppo umano integrato come valore aggiunto per il benessere dell’area. La normalizzazione del Paese richiederà ancora tempo e che purtroppo non mancheranno occasioni per rallentare o fermare questo processo virtuoso che voi ogni giorno alimentate. La missione di KFOR rimane perciò fondamentale per la sicurezza di una Regione per noi cruciale. Ecco perché l’Italia non verrà meno alle sue responsabilità e continuerà ad assicurare, con convinzione, il suo contributo”.
L’Italia è presente in Kosovo con una media di 500 militari nell’ambito della missione K-FOR (Kosovo Force). Dalla sua istituzione nel 1999, la missione ha subito progressive trasformazioni, mantenendo immutato l’obiettivo finale di un “Kosovo pacificato” concorrendo al mantenimento di un ambiente sicuro e contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile. (aise) 

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