MINISTRO AMENDOLA: PASSI AVANTI NEL NEGOZIATO CON L’UE

MINISTRO AMENDOLA: PASSI AVANTI NEL NEGOZIATO CON L’UE

ROMA\ aise\ -Nessuno si salva da solo”. È ancora questo il messaggio che il Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ha voluto rimarcare questa mattina durante l’intervista rilasciata a Uno Mattina, trasmissione in onda su Rai 1, dove ha parlato delle proposte fatte all’Unione Europea, in particolare sui Bond, fatte assieme a Francia e Spagna, del rapporto con gli altri paesi, come Germania e Olanda, meno colpiti dalla crisi economica, della capacità dell’Unione Europea di rispondere a questo momento drammatico, della manovra liquidità approvata lunedì, terminando infine sul rapporto tra i diversi partiti all’interno del Governo Conte e tra questo e le opposizioni.
Il ministro, prima di tutto, ha voluto specificare come l’Unione Europea stia facendo passi avanti sulle trattative, per le quali l’Italia sta continuando con le proposte fatte. I passi avanti riguardano il fondo per la ripresa fatto con la Francia ed altri paesi ancora, che “è finalmente entrato nel testo. Sono bond che mettono insieme le risorse necessarie per affrontare la crisi economica”. Questo, secondo Amendola, rappresenta “lo strumento più potente, non per unire i debiti ma per trovare risorse in un mercato che ormai è comune”.
Nessuno si salva da solo - ha sottolineato ancora il ministro -. Tutte le economie europee sono legate e dobbiamo far leva su questo per risollevare l’economia europea”.
Amendola si è soffermato poi riguardo i rapporti con Olanda e Germania, paesi nei quali c’è un dibattito aperto sull’Italia. “Molti si stanno accorgendo che la crisi economica, oltre che quella sanitaria, richiederà sforzi comuni”. Rimane sempre lo stesso il leitmotiv dell’intervento del ministro: nessuno si salva da solo. “Nessuno Stato - ha ribadito ancora - può pensare che con le sue manovre nazionali possa reggere l’urto della crisi economica così forte”.
E il nessuno si salva da solo è qualcosa che va avanti anche a livello di negoziato, dove “si stanno facendo passi in avanti. Prima - ha spiegato ancora Amendola - si discuteva solo di MES, invece ora c’è la Banca Europea per gli Investimenti, la Cassa Integrazione europea SURE, per la crisi nel mondo del lavoro”. Ma il ministro ha voluto anche sottolineare anche ciò che manca dal negoziato, che è il punto che Italia, Spagna, Francia e altri paesi pongono: “uno strumento di politica fiscale coordinata a livello europea”.
“Non è uno scontro tra Italia e Europa - ha evidenziato ancora Amendola -. Commissione, BCE e BEI hanno fatto passi avanti e proposte che ci permettono di sviluppare manovre economiche in Italia, ma quello che manca adesso è un accordo tra i 27 paesi per una politica fiscale comune, che ci permettano di fare un salto di qualità”.
“Questa crisi globale dimostra che per difendere interessi nazionali bisogna essere dentro un’alleanza. Da soli è complicato combattere le crisi. Sarebbe un’illusione e un danno quella di pensare di fare da soli”, ha aggiunto il ministro.
Riguardo il decreto liquidità approvato lunedì scorso, il ministro ha ribadito che è un modo per dare ossigeno alle imprese italiane. “Noi abbiamo previsto manovre che ad aprile, in una cabina di regia che comprende anche tutte le opposizioni, sceglieremo altre misure per il rilancio economico. Non solo con la liquidità, ma anche semplificando la burocrazia. Nessuno può essere lasciato da solo”, ha affermato.
Infine, ha parlato anche della situazione all’interno del governo, incentrando l’intervento anche su una valutazione del MES, ribadendo che si tratta di uno strumento “vecchio e inadeguato rispetto alla crisi in atto”. E questa è la linea “unita” del governo: “servono strumenti nuovi. Sappiamo quello che dobbiamo fare e lo proponiamo con una voce sola, senza divisioni di partito nel governo, per sostenere l’interesse nazionale, che, insieme alle scelte dell’Europa, devono andare in una direzione di forte cambiamento”. (aise) 

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