NUOVA ATTENZIONE SULLE MANOVRE GEOPOLITICHE DELL'IRAN - DI DOMENICO LETIZIA

NUOVA ATTENZIONE SULLE MANOVRE GEOPOLITICHE DELL

ROMA\ aise\ - Torna a riaccendersi l'attenzione mediatica sul regime iraniano. In Italia, alcuni deputati hanno tenuto una conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati per non far cadere nel dimenticatoio la violazione dei diritti umani in corso in Iran, soffermando l'attenzione sull'importanza di intraprendere politiche per lo stato di diritto, prima degli accordi sul nucleare, poiché l'affermazione del diritto rappresenta l'unica garanzia di pace e di sicurezza per tutto il mondo del Medio Oriente. Hanno partecipato ai lavori, svoltisi nella giornata del 5 febbraio 2020, Giulio Terzi, già ministro degli Esteri e presidente del Comitato Globale per lo stato di diritto "Marco Pannella", Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino, il senatore Roberto Rampi, i deputati Renata Polverini, Alessandro Pagano, Federico Mollicone e Laura Harth del Partito Radicale.
Ad introdurre i lavori Elisabetta Zamparutti che ha dichiarato: "Trovo vergognoso che l'Altro Rappresentante della politica europea, Josep Borrell si rechi in Iran stringendo la mano ai rappresentanti delle istituzioni iraniane nonostante sia a conoscenza degli ultimi arresti, delle torture, della repressione del regime nei confronti dei manifestanti. Mentre Borrell teneva una conferenza stampa in Iran è fuoriuscita la notizia che il regime iraniano era a conoscenza dell'abbattimento dell'aereo ucraino e nostro compito è quello di continuare a denunciare il massacro del regime iraniano nei confronti del proprio popolo. Mentre in Iran le manifestazioni degli studenti continuano, il regime continua ad esercitare morte e repressione. Di tali tematiche all'Unione Europea non interessa nulla e noi sappiamo che l'affermazione dei diritti è l'unico modo per intraprendere cooperazione e collaborazione". Successivamente, il senatore Roberto Rampi ha dichiarato: "Dobbiamo essere coerenti con le nostre azioni. Nel giorno dei missili iraniani sull'ambasciata Usa in Iraq, tanti politici internazionali hanno dichiarato la loro solidarietà alle manifestazioni, ma nel giro di poche settimane siamo ritornati nuovamente alla normalizzazione dei rapporti. Può essere una priorità dell'Unione Europea quella di sostenere l'attuale regime che reprime i dissidenti? Non può essere questa la nostra priorità. Gli interessi economici hanno importanza, ma non possono essere distaccati dal rispetto del diritto, della sicurezza e dobbiamo dire con chiarezza all'UE di chiedere un cambio di regime. In Iran, con la forza del suo popolo e della sua diaspora, possiamo chiedere rapidamente un cambio di regime". Successivamente Renata Polverini ha dichiarato: "Il nostro paese e l'Unione Europea si preoccupa solo di quello che accade con l'accordo sul nucleare, dimenticando il massacro del popolo iraniano da parte del regime. Il ministro Di Maio continua a non far sentire la propria voce. Noi, invece, siamo qui per affermare la nostra solidarietà, insieme con Giulio Terzi, al popolo dell'Iran e alla dissidenza iraniana in Italia che continua a richiamare l'attenzione sulla violazione delle libertà e dei diritti in Iran". Nutrita è stata la relazione di Giulio Terzi che ha dichiarato: "Cosa rappresenta la visita di Borrell in Iran? Tale gesto rappresenta una legittimazione delle istituzioni iraniane nonostante i massacri e le torture messe in atto da una serie di personalità delle istituzioni iraniane. Borrell ha deciso di impegnarsi con l'Iran al fine di trovare opportunità e soluzioni alla crisi in atto nel Medio Oriente, ma come possiamo leggere dal comunicato stampa lanciato, sappiamo che la priorità dell'Europa resta quella dell'Accordo sul Nucleare. Procedure ottusamente burocratiche, destinate a concludersi con un nulla di fatto perché gli iraniani continuano a violare l'accordo sul nucleare. Ma la repressione in atto in Iran e le interferenze in altre regioni, interessano? A chi chiede tali spiegazioni, Borrell ha risposto di essere interessato solo all'accordo sul nucleare e non di poter intervenire sulle altre questioni, dimenticando tutto quello che in Iran sta avvenendo. Neanche un cenno dalle nostre istituzioni europee per quello che il regime sta attuando contro il popolo iraniano. Una vergogna istituzionale che giustifica gli orrori del totalitarismo clericale e fascista della repubblica islamica dell'Iran. L'appello che facciamo alle nostre istituzioni italiane e al ministero degli Esteri è di agire nelle sedi opportune, di portare l'attenzione alle sedi ONU di New York e di Ginevra. Agire rapidamente in Italia, in Europea e nel mondo per aprire una commissione d'inchiesta su quello che accade in Iran, sui massacri che sono accaduti con la complicità delle attuali istituzioni e chiedendo la liberazione dei prigionieri politici".
Sempre durante i lavori, il deputato Federico Mollicone ha dichiarato: "I diritti umani devono essere la priorità dei nostri rapporti internazionali. Dopo la rottura con gli Usa, l'Iran vuole avvicinarsi all'Unione Europea ma non possiamo accettare ricatti di democrazia in nome di interessi geopolitici, interessi che non possiamo garantire se i nostri partner sono istituzioni non democratiche, che esercitano la pena capitale, la repressione e lo stato di polizia. Chiediamo al nostro Presidente del consiglio e al ministro degli Esteri di ricordare l'importanza del loro ruolo e intervenire in maniera chiara contro la violazione dei diritti umani con il dovuto rispetto della millenaria tradizione culturale dell'Iran e in sostegno dell'amicizia del popolo iraniano. Bisogna avere la capacità di agire sull'urgenza dei diritti del popolo iraniano e l'Unione Europea può avere un ruolo importante".
Ha concluso i lavori Laura Harth del Partito Radicale che ha ribadito: "Non è accettabile lo stato dell'informazione e dei media su tali tematiche. Di quello che il rappresentante Borrell ha svolto in Iran i media diranno poco e male. Anche sui curdi possiamo dire lo stesso. Perché dei curdi in Iran non si parla? Perché delle minoranze etniche e religiose all'interno dell'Iran non si dice nulla? Il dipartimento di stato Usa ha inserito nuove sanzioni, agendo subito e documentando, con 88.000 video, foto e messaggi di cittadini iraniani, le violenze, le torture, la situazione all'interno delle carceri e le manifestazioni. Noi dobbiamo continuare a svolgere iniziative e conferenze su tali situazioni e dobbiamo chiedere all'Unione Europea di non ignorare anche le denunce che provengono dagli Usa, ricordando che sia i democratici che i repubblicani americani hanno approvato una risoluzione che riconosce la violazione dei diritti umani in Iran". (aise) 

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