Riutilizzo sociale dei beni confiscati: il modello italiano alle Nazioni Unite

VIENNA\ aise\ - Il direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, prefetto Bruno Corda, è intervenuto ieri, 16 giugno, alla tredicesima riunione del Gruppo di lavoro intergovernativo sulla prevenzione della corruzione delle Nazioni Unite presso il Centro internazionale di Vienna.
In questa occasione, riporta il Viminale, è stato presentato il modello italiano in materia di utilizzo istituzionale e sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, assolutamente unico a livello internazionale per volume e complessità.
Il prefetto Corda, in particolare, ha evidenziato il significato della restituzione dei beni confiscati, per l’utilizzo a fini sociali, alla comunità che ha subito la presenza del soggetto criminale, come quello del loro impiego per finalità istituzionali da parte degli enti statali e locali, segnalando tra l’altro la recente iniziativa, promossa dal ministro Lamorgese, di utilizzo di beni confiscati per l’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina.
La partecipazione del prefetto Corda si inserisce nell'ambito dei numerosi incontri tenuti dall’Agenzia con delegazioni internazionali, interessate all'esperienza italiana in materia di riutilizzo sociale dei beni confiscati. (aise)