Conclusa la missione del sottosegretario Di Stefano in Indonesia

ROMA\ aise\ - È terminata in Indonesia l’ultima missione del sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, nel sud-est asiatico, che l’ha visto impegnato in una serie di incontri istituzionali e nella partecipazione al II Comitato Congiunto Italia-ASEAN.
L’Indonesia è un partner strategico per l’Italia nella regione dell’Indo-Pacifico. Oltre ad essere una democrazia, il Paese è, infatti, la prima economia dell’Asia Sud-orientale, il quarto Paese più popoloso al mondo e l’unico Stato membro dell’ASEAN che è anche membro del G20 e di cui esercita quest’anno la presidenza di turno. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2020, lo stock di IDE italiani in Indonesia è stato pari a 822 milioni di euro, con importanti imprese italiane attive nel Paese, soprattutto nel settore energetico. Inoltre, nel 2021, l’interscambio commerciale si è attestato a 3,4 miliardi di euro, in crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.
A Giacarta, il sottosegretario Di Stefano ha avuto, prima, riunioni di lavoro con il vice ministro delle Finanze dell’Indonesia, Suahasil Nazara, il vice ministro delle Imprese di Stato, Pahala Mansury, e il ministro del Commercio, Muhammad Lutfi, e, poi, con il ministro degli Esteri, Retno Marsudi. “Grazie a queste riunioni, abbiamo avuto modo di fare il punto sulle nostre relazioni bilaterali a quattro anni di distanza dalla mia visita del 2018 in Indonesia, l’ultima del Governo italiano”, ha dichiarato il sottosegretario.
Gli incontri sono stati incentrati su numerosi dossier, tra cui la Presidenza indonesiana del G20. “In un momento così complicato, non sarà semplice trovare un consenso tra tutti i Paesi e sedere con la Russia al tavolo dei lavori”, ha osservato Di Stefano. “Da parte mia”, ha spiegato, “ho confermato alla ministra degli Esteri Retno Marsudi l’impegno dell’Italia, come presidente di turno del G20 nel 2021, ad assistere l’Indonesia per trovare una soluzione a questo problema”.
Il sottosegretario ha, inoltre, valutato con i suoi interlocutori le opportunità per le imprese italiane nel Paese, in particolare, nei settori dell’energia e dei trasporti, e discusso delle nuove regole europee sull’importazione dell’olio di palma, di cui l’Indonesia è il principale esportatore a livello mondiale. Nelle parole del sottosegretario Di Stefano, “l’Indonesia è un perno del sud-est asiatico, una democrazia giovane e in forte sviluppo, con la quale l’Italia deve e può costruire di più”.
Manlio Di Stefano ha, infine, chiarito alle sue controparti che la normativa europea intende proteggere le biodiversità e gli ecosistemi fragili.
Il sottosegretario ha anche presieduto, insieme al vice segretario generale dell’ASEAN, Satvinder Singh, il Secondo Comitato Congiunto Italia-ASEAN. “Ho sempre creduto nel rapporto tra l’Italia e l’Associazione dei Paesi del Sud-est asiatico”, ha affermato il Di , continuando “sin dall’inizio del mio mandato, ho sostenuto la creazione di una piattaforma comune di dialogo con l’ASEAN, che conta dieci Stati membri, circa 600 milioni di cittadini ed un mercato in piena espansione”.
La riunione ha sancito la formale messa in opera del Partenariato di Sviluppo tra Italia ed ASEAN, avviato a settembre 2020 per rafforzare la cooperazione con un’organizzazione chiave della macro-regione dell’Indo-Pacifico, e permesso di valorizzare le numerose iniziative di capacity building già realizzate in tale ambito. Nel corso dell’incontro, le parti hanno adottato il documento programmatico “Practical Cooperation Areas” (PCA), che stabilisce le attività di collaborazione per il periodo 2022-2026.
“Oggi questa nostra collaborazione ha fatto un altro grande passo avanti perché, dopo mesi di lavoro con l’ASEAN e tutti i suoi Stati membri, abbiamo approvato l’elenco dei progetti da realizzare insieme nei prossimi cinque anni, con la partecipazione di tutte le istituzioni italiane”, ha dichiarato Di Stefano. I progetti prevedono corsi di formazione e addestramento in numerosi settori, come la sicurezza cibernetica, le politiche spaziali, il diritto internazionale, la protezione civile, ma anche programmi per la tutela degli ecosistemi fluviali e costieri, per la modernizzazione dei sistemi sanitari e per lo sviluppo delle energie rinnovabili. (aise)