Missioni internazionali: Tajani in Parlamento

ROMA\ aise\ - Con un riferimento alla parata del 2 giugno - che ha visto sfilare i militari italiani grazie ai quali “l’Italia porta nel mondo l’orgoglio di essere Nazione che si traduce in una politica estera fondata sulla costruzione paziente della pace e del dialogo”, ma anche alcuni consoli italiani all’estero, che “hanno assistito i connazionali bloccati a causa della guerra in Iran” – il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha iniziato il suo intervento di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato dove questa mattina è intervenuto insieme al Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla partecipazione italiana alle missioni internazionali.
Assicurato che la Farnesina ha “seguito fin da subito il caso dei due connazionali”, membri della Flotilla, “detenuti a Bengasi”, Tajani ha detto che di aver dato mandato ai diplomatici in Libia di “rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la loro rapida liberazione. Ci sono interlocuzioni in corso che hanno già portato al miglioramento delle loro condizioni di detenzione”, ha aggiunto Tajani.
L’Italia continua a “monitorare” lo scenario della crisi nel Golfo: di ieri una nuova riunione dell’Unità di crisi con gli Ambasciatori nella Regione per un aggiornamento operativo, ha detto il Ministro.
Il negoziato tra Usa e Iran portato avanti dal Pakistan “deve proseguire”, le “trattative sono difficili ma lo spazio per la diplomazia esiste ancora”, ha aggiunto Tajani secondo cui va “scongiurata” l’ipotesi di un Iran in possesso della bomba atomica, mentre serve il “pieno ripristino della navigazione nello stretto di Hormuz”.
Il Libano, ha detto ancora Tajani, “è un fronte sempre più critico. Gli sviluppi degli ultimi giorni sono molto preoccupanti. Le operazioni militari israeliane nel sud del Paese aumentano i rischi di escalation e allontanano la prospettiva della stabilità. Soprattutto, provocano nuove sofferenze tra la popolazione civile, con un numero crescente di vittime e sfollati”, ha aggiunto annunciando un nuovo pacchetto di aiuti a sostegno dei “villaggi cristiani del sud del Libano”.
Ricordato che a fine anno termina il mandato di Unifil, che vede impegnati mille soldati italiani, Tajani ha confermato la condanna agli attacchi israeliani contro le truppe Onu.
La stabilità della Regione dipende anche “da ciò che accade a gaza, in Cisgiordania e in Israele”. Ribadita la “ferma condanna per il terrorismo di Hamas”, Tajani ha sostenuto che “nessuna causa politica, nessun conflitto, nessuna rivendicazione possono legittimare il massacro di civili innocenti. Lo abbiamo detto più volte: il disarmo di Hamas è una priorità”.
Obiettivo restano “due Stati” che possano vivere “in sicurezza”. Per questo, ha proseguito, “diciamo che gli insediamenti illegali in Cisgiordania e le violenze dei coloni sono inaccettabili”.
Così come sono state “inaccettabili” le azioni di Israele contro la Global Sumud Flotilla, dopo le quali Tajani ha chiesto all’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kallas, di “portare all’attenzione del Consiglio una proposta di sanzioni contro il Ministro Ben Gvir. Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben Gvir nei confronti dell’Italia”, ha detto ancora Tajani riferendosi al fatto che, saputo di essere indagato a Roma per i fatti al porto di Ashdod, il Ministro israeliano ha detto: “non mi faccio intimorire, il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”.
Parole “inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro”, il commento di Tajani. “L’Italia è un paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà, la democrazia, è protagonista della pace e respingiamo al mittente qualsiasi offesa, qualsiasi tentativo di denigrare. Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore. Molti paesi hanno accolto con favore la nostra proposta di sanzionarlo a partire dalla Francia”, ha detto Tajani che di questo ha parlato anche l’omologo olandese. L’Italia è pronta anche a sostenere misure Ue contro i prodotti degli insediamenti illegali in Cisgiordania, ha aggiunto il Ministro.
A Gaza “la situazione umanitaria è una ferita aperta che scuote le coscienze di tutti. Oggi – ha aggiunto – l’Italia ha aderito ad una dichiarazione politica che richiama l’importanza di garantire accesso agli aiuti umanitari”. Israele, ha informato, ha dato “via libera” all’ingresso degli ultimi aiuti fermi in Giordania. Inoltre “manteniamo aperti i corridoi umanitari per gli studenti palestinesi”.
Quanto all’Ucraina, Tajani ha confermato che “la posizione italiana non è mai cambiata”, il sostegno a Kiev “resta una priorità del Governo. Sosteniamo ogni sforzo negoziale, in stretto collegamento con G7 e Ue per arrivare ad una pace giusta e duratura”, anche se, al momento, da Mosca non arrivano “segnali” incoraggianti.
L’Italia è “in prima linea” anche per la ricostruzione del Paese e negli aiuti alla popolazione, come dimostrato dall’ultimo pacchetto da 50 milioni stanziato dalla Cooperazione.
Il futuro di Kiev “è nell’Ue”, ma senza corsie preferenziali rispetto ai Paesi dei Balcani. (aise)