GOVERNO DRAGHI: I MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

Governo Draghi: i Ministri senza portafoglio

ROMA\ aise\ - D’Incà, Colao, Brunetta, Gelmini, Carfagna, Dadone, Bonetti, Stefani e Garavaglia. Sono i titolari dei Ministeri senza portafoglio nominati da Mario Draghi per il suo nuovo Governo che nel week end ha prestato giuramento al Quirinale entrando ufficialmente in carica.
Federico D’Incà
, dunque, è stato confermato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento. Bellunese classe ’76, D’Incà, attivista del Movimento 5 Stelle dal 2010, si è laureato in economica all’Università di Trento lavorando poi, in qualità di analista di sistemi di gestioni informatica presso una società privata. In precedenza era stato caposettore in un’azienda di grande distribuzione organizzata e responsabile sistema qualità in una realtà di robotica e automazione. Politicamente è alla sua seconda legislatura. Dal 2013 è stato prima capogruppo del M5S alla Camera e poi Presidente del Gruppo parlamentare, per poi ricoprire il ruolo di Vice Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Nel 2018 è stato rieletto, ed è stato anche nominato Questore della Camera dei Deputati, fino al 2019, quando, il 5 settembre, è diventato parte del Governo Conte.
Al Ministero per l’innovazione tecnologica e per la transizione digitale, Draghi ha nominato Vittorio Colao. Manager d’eccellenza di origine calabrese, Colao è stato già a capo della Task Force istituita dall’ex Premier Conte per la redazione del Piano del Recovery Fund. Ha iniziato la sua carriera lavorando a Londra presso la banca d’affari Morgan Stanley. Poi, per dieci anni, negli uffici di Milano della società McKinsey & Company. Nel 1996 diviene direttore generale di Omnitel Pronto Italia (oggi vodafone Italia). Nel 2004 lascia Vodafone per diventare amministratore delegato di Rcs MediaGroup, incarico che ricopre fino al 2006, quando, in ottobre, torna in Vodafone come vice amministratore delegato a capo della divisione Europa, fino a diventare AD di Vodafone. Il 15 maggio 2018 Colao ha annunciato le sue dimissioni dal Vodafone Group Plc, e dal 2019 ha preso parte al comitato direttivo (Board of Directors) della società di telefonia wireless Verizon. Nell’aprile 2020, infine, è a guida della task force per la ricostruzione economica nella “Fase 2”.
Per Renato Brunetta, nuovo Ministro alla Pubblica Amministrazione, si tratta invece di un ritorno al Governo dopo l’ultima esperienza di nove anni fa (dal 2008 al 2011) con il Governo Berlusconi. Il settantenne veneziano è stato per anni capogruppo alla Camera di Forza Italia, per la quale è stato anche deputato al Parlamento Europeo. Brunetta, nella sua lunga carriera politica, è stato anche consigliere economico della presidenza del Consiglio con gli esecutivi di Craxi, Amato e Ciampi. È ricordato per la riforma che porta il suo nome tesa a “colpire i fannulloni” della Pubblica Amministrazione e premiere le “eccellenze”.
Anche per Maria Stella Gelmini, nominata Ministro per gli Affari Generali e le Autonomie, si tratta di un ritorno: dal 2008 al 2011 è stata infatti Ministro dell’Istruzione nel Governo guidato da Berlusconi. All’interno di Forza Italia dalla prima ora, Gelmini è stata prima assessore al Territorio della Provincia di Brescia, poi nel Consiglio Regionale e infine alla Camera dei deputati, nel 2005. Dal 2014 è membro del Comitato di Presidenza e coordinatrice della forza politica di centro-destra in Lombardia e, nel 2018, viene rieletta alla Camera sempre con Forza Italia, diventandone anche capogruppo.
Maria Rosaria Carfagna, vero nome di Mara Carfagna, è il nuovo Ministro per il Sud e la Coesione territoriale. Nata a Salerno nel 1975, si laurea in Giurisprudenza prima di volare a New York a studiare danza. Entra nel mondo dello spettacolo nel 1997. Di lei si ricordano anche le partecipazioni alle finali di Miss Italia. Nel 2006 entra in politica, venendo eletta alla Camera dei Deputati con Forza Italia e diventando coordinatrice nazionale di Azzurro Donna (per il quale si occupa di temi legati alle violenze di genere). Dal 2008 al 2011 è stata anche lei Ministra per le Pari opportunità, sempre durante il quarto Governo Berlusconi. È stata promotrice della legge che ha introdotto il reato di stalking. Rieletta nel 2018 sempre con Forza Italia, Carfagna viene eletta, con 259 preferenze, vicepresidente alla Camera dei Deputati.
Riconfermata nel governo, invece, ma questa volta in qualità di Ministro per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, in quota Movimento 5 Stelle. Era, nel Governo Conte Bis, Ministro alla Pubblica Amministrazione. Dadone, piemontese classe ’84 laureata in Giurisprudenza, è approdata per la prima volta al Ministero a soli 35 anni. La sua esperienza politica ha avuto inizio con l’elezione, nel 2013, alla Camera, a 29 anni, entrando poi nella commissione Affari Costituzionali della Camera, dove è stata anche capogruppo M5s. In questo anno abbondante di esecutivo segnato dalla pandemia, ha dovuto gestire il passaggio delle Pubbliche Amministrazioni allo smart working, istituendo il POLA (Piano organizzativo del lavoro agile), che dovrà essere adottato da ogni amministrazione pubblica entro il 31 dicembre di ciascun anno.
Una riconferma nell’esecutivo Draghi anche per Elena Bonetti, esponente di Italia Viva, che resta al Ministero per le Pari Opportunità. Le sue dimissioni, assieme a quella di Teresa Bellanova, sono state quelle che hanno aperto la crisi del Governo Conte. La matematica lombarda, già ricercatrice all’Università di Pavia e docente associato di analisi matematica, è entrata nella politica attiva nel 2017 con Matteo Renzi, nel Pd, quando l’attuale leader di Italia Viva, dopo aver vinto le primarie, la volle nella segreteria nazionale del partito. Nel 2018, però, si candida ad entrare in Parlamento, ma non risulta eletta. Alla sua prima esperienza da Ministro, nel governo precedente, è riuscita a far approvare il Family Act.
Erika Stefani è invece il nuovo Ministro per le Disabilità. Avvocata vicentina, è entrata in politica in quota Lega Nord alle amministrative del 1999 come consigliera del Comune di Trissino e dopo una lunga carriera è approdata in Parlamento nel 2013. A giugno del 2018 è stata nominata ministra per gli Affari regionali del primo Governo Conte (quello “gialloverde”). Ora si occuperà, sempre in quota Carroccio, del delicato tema delle disabilità.
Un altro leghista al Ministero del Turismo voluto da Mario Draghi (che prima faceva parte del MiBACT e per il quale sarà preposto un nuovo ministero con portafoglio): Massimo Garavaglia. Ex vice ministro all’Economia nel Conte 1, Garavaglia, lombardo classe ’68, è entrato a far parte del parlamento nel 2006, da deputato, per poi diventare un senatore nel 2008. Nel 2011 è stato nominato Presidente della Commissione Economia nella camera alta del parlamento italiano. Precedentemente è stato assessore regionale al Bilancio della giunta regionale lombarda, quando presidente era Roberto Maroni. (aise) 

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