PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA: CONTE IN SENATO

PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA: CONTE IN SENATO

ROMA\ aise\ - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato oggi pomeriggio in Senato per “condividere” con il Parlamento la decisione del Governo di prorogare al 15 ottobre lo stato di emergenza, deliberato il 31 gennaio scorso, in relazione all’epidemia di coronavirus.
La proroga del termine – che scade il 31 luglio prossimo, è stata discussa nel Consiglio dei Ministri di questa mattina. Essa, ha ricordato Conte, è prevista dal codice di protezione civile e costituisce il presupposto per “l'attivazione di poteri” volti ad affrontare la situazione con “tempestività ed efficacia”, il più importante dei quali è il potere di ordinanza, che consente di emanare norme in deroga all'ordinamento vigente.
La pandemia, ha annotato il Premier, non è un evento puntuale ma un “processo in evoluzione, seppure oggi contenuto e circoscritto”; se non fosse prorogato lo stato di emergenza cesserebbero di avere effetto 38 ordinanze (quattro all'esame della Ragioneria) e provvedimenti attuativi (da cui dipendono ad esempio l'allestimento di strutture per persone positive, le attribuzioni dell'Istituto superiore di sanità, il numero verde e la centrale operativa remota per la ricerca di posti letto), cesserebbero inoltre la funzione di coordinamento della Protezione civile, la funzione del comitato tecnico scientifico, l'operatività del commissario che si sta occupando dei dispositivi di protezione e degli allestimenti per l'ordinato avvio dell'anno scolastico.
La proroga, per il Governo, “appare scelta tecnicamente obbligata” anche per rinnovare le misure contenute dei decreti 19 e 33.
Dal punto di vista sanitario, ha detto Conte, il comitato tecnico scientifico ha evidenziato che “il virus continua a circolare” e che la situazione internazionale resta “preoccupante”; in base al principio di “precauzione, adeguatezza e proporzionalità”, dunque, è bene “mantenere un cauto stato di guardia per intervenire tempestivamente”.
“Non è intenzione del Governo drammatizzare o alimentare paure ingiustificate”, ha assicurato il premier, che ha tenuto a ribadire co e la proroga “non leda l'immagine del Paese”, al contrario serve a “mantenere in efficienza le strutture che hanno reso il Paese più sicuro”.
L’invito al Parlamento è stato, dunque, quello di “attenersi ai profili tecnici e giuridici della decisione, anziché attribuire alla proroga significati impropri, come la volontà di alterare l'ordinaria dialettica democratica”.
La proroga, ha ribadito Conte, “non è la fonte di legittimazione per l'emanazione di DPCM”, perché “il potere del Presidente del Consiglio si radica infatti nella normativa di rango primario, che dovrà differire i termini dei decreti già adottati e confermare le misure precauzionali minime”.
L'indirizzo del Governo, che ha acquisito anche il parere dell'Avvocatura dello Stato, è di “limitarne l'estensione ad ottobre”, il 15 del mese, per la precisione, ma l'Esecutivo “è comunque disponibile a interloquire con le Camere”.
La cessazione dello stato di emergenza, ha concluso, “determinerebbe l'arresto del sistema di protezione e prevenzione costruito in questi mesi. Per questo confido in una decisione parlamentare che vada oltre la dialettica tra maggioranza e opposizione”.
Il premier replicherà l’intervento domani mattina alla Camera. (aise) 

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