A PECHINO SI APRE CICLO DI CONCERTI "L’OPERA PRIMA DELL’OPERA"

A PECHINO SI APRE CICLO DI CONCERTI "L’OPERA PRIMA DELL’OPERA"

PECHINO\ aise\ - "L’Opera prima dell’opera" è il ciclo di concerti che si è aperto a Pechino per presentare al pubblico cinese versioni precedenti di opere della tradizione italiana, come "Il Barbiere di Siviglia" di Giovanni Paisiello, che precede di 34 anni quella più celebre di Gioacchino Rossini.
Nella storia della lirica, molte fra le opere più famose ed amate dal grande pubblico hanno una versione precedente, spesso di grande valore artistico e storico. Nonostante molte di queste siano quasi del tutto sconosciute al grande pubblico, ebbero in realtà grande influenza nella realizzazione di quelli che noi oggi riconosciamo come grandi capolavori.
Per questo è nato il ciclo di concerti "L’Opera prima dell’opera", organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, in collaborazione con il National Centre for the Performing Arts (NCPA) e l’Accademia Musicale Chigiana.
Ad inaugurare "L'Opera prima dell'Opera" al National Grand Theatre di Pechino, il teatro più prestigioso di tutta la Cina, è stato appunto "Il Barbiere di Siviglia" di Giovanni Paisiello, in una coproduzione con l’Istituto Italiano di Cultura, che ha visto lavorare fianco a fianco i cantanti del prestigioso ente teatrale nazionale cinese e i giovani talenti della storica Accademia Chigiana.
Il concerto ha visto in scena alcuni dei nomi emergenti formati all'Accademia di musica senese quali Diego Savini (Figaro), Fiorenza Maione (Rosina), Alessandro Martinello (Bartolo), insieme al basso Ran Xiaoyu (Basilio) e al tenore Kou Jing (Conte di Almaviva). Ad accompagnare i cantanti Richard Baker al clavicembalo e gli archi del NCPA, con la partecipazione del primo violino Maria Diatchenko dell’Accademia Chigiana.
Sebbene più tradizionale rispetto alla versione rossiniana, l’opera di Paisiello attrae per la sua ricchezza melodica e per la coerenza teatrale con la vicenda narrativa tratta dalla commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. Prima di essere oscurata dalla versione di Rossini, che divenne una delle opere liriche più conosciute ed amate dei palcoscenici di tutto il mondo, l’opera di Paisiello ebbe grande successo sia di pubblico sia di critica.

Messa in scena per la prima volta il 15 settembre 1782 al Teatro dell'Ermitage, presso la corte imperiale russa di Caterina la Grande, a cui era dedicata, l’opera è un dramma giocoso, prima in 2 poi in 4 atti, su libretto di Giuseppe Petrosellini. Il successivo rifacimento di Rossini risale al 1816 e finì per relegare in un lungo oblio la versione di Paisiello.
La vicenda essenzialmente segue la commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, traducendone direttamente, in alcuni passi, i dialoghi. La versione di Paisiello e quella di Rossini si assomigliano molto, con qualche sottile differenza. Il libretto di Petrosellini mette un'enfasi maggiore sulle vicende amorose interessandosi meno degli aspetti comici.
Negli ultimi decenni del Novecento si è parzialmente recuperata l'opera, che ha avuto più di una esecuzione nei teatri italiani ed europei. La cavatina del Conte Saper bramate, tratta dall'opera, è stata utilizzata nel 1975 dal regista Stanley Kubrick, che l'ha inserita con una versione strumentale nella colonna sonora del film Barry Lyndon.(aise)


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