A SANGJIN PARK E NATALIE CRONH SCHMITT IL PREMIO FLAIANO INTERNAZIONALE D'ITALIANISTICA "LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO" 2020

A SANGJIN PARK E NATALIE CRONH SCHMITT IL PREMIO FLAIANO INTERNAZIONALE D

SEOUL\ aise\ - Segnalato dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, il prof. Sangjin Park si è aggiudicato il Premio Flaiano di Italianistica 2020 per il suo libro “La Divina Commedia: l’epica cantata da Dante” del 2019. Si tratta di un ex aequo, infatti il premio è stato ricevuto anche dalla studiosa americana Natalie Cronh Schmitt per il libro “Performing Commedia dell'Arte, 1570 – 1630”. in questo caso la segnalazione è giunta dall'Istituto Italiano di Cultura di Chicago.
Il prof. Park, insigne traduttore e professore ordinario presso l’Università degli studi stranieri di Busan in Corea del Sud, ha dedicato quasi tutta la sua vita di studioso alle opere di Dante Alighieri, del quale si accinge a pubblicare, presso la casa editrice Minumsa di Seoul, l’Opera Omnia in lingua coreana.
In questo libro Sang Jin Park cerca di analizzare gli aspetti orali della letteratura di Dante. Il libro inizia con la riaffermazione che Dante era uno scrittore che scrisse durante il periodo di transizione dalla “cultura della trascrizione”. In quel tempo, poche persone avevano la capacità di decifrare i testi pertanto Dante Alighieri prestò particolare attenzione al modo in cui i suoi libri venivano proposti al pubblico in trascrizione o attraverso la recitazione. Dante avrebbe voluto che la scrittura de La Divina commedia fosse immersa in una forma di “immagine acustica” anziché di “immagine visiva”, attraverso la quale il lettore riconoscesse le lettere con le orecchie invece che con gli occhi. Un’altra motivazione che giustifica la sua scelta di scrivere La Divina commedia in italiano volgare, considerato come una lingua diffusa nel popolo maggiormente rispetto al latino che era stata a lungo la lingua principale.
Questo libro propone una nuova lettura de La Divina Commedia dal punto di vista delle “lettere acustiche” basate sul suono, a differenza del passato in cui venivamo prese in considerazione solo le “lettere visive”. La lingua letteraria di Dante non è unilaterale o passiva; piuttosto, assume la forma di una recita della Divina Commedia che l’autore fa direttamente al lettore con la sua stessa voce. Pertanto, il lettore è invitato a intraprendere un viaggio verso l’aldilà sulla scena reale riprodotta dalla Divina commedia. Le “lettere acustiche” contribuiscono all’esistenza della Divina commedia come un testo letterario che continua ad essere ricostruito in modo tale che l’autore e il lettore si affrontino e si rispondano.
Impossibilitato a ritirare il premio a causa delle restrizioni stabilite per affrontare l’epidemia di Corona Virus, il professore ha potuto essere presente, così come la sua collega statunitense, attraverso un filmato.
Il premio è stato ritirato dal ministro plenipotenziario Stefano Queirolo Palmas della Direzione Generale Sistema Paese del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Culturale. (aise)


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