ALL’IIC AMBURGO SI VA ALL’OPERA CON IL FALSTAFF DI VERDI

ALL’IIC AMBURGO SI VA ALL’OPERA CON IL FALSTAFF DI VERDI

AMBURGO\ aise\ - Nuovo appuntamento con la rassegna “SoloOpera” all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo che mercoledì prossimo, 22 gennaio, ospiterà la conferenza di Volker Wacker (Direttore del laboratorio di opera lirica presso l’Opera di Amburgo) sull’opera ultima di Giuseppe Verdi, il Falstaff, con esempi musicali e video.
La conferenza inizierà alle 18.30 in Istituto. L’ingresso é gratuito, ma occorre registrarsi scrivendo a events@iic-hamburg.de.
Ispirato a “Le allegre comari di Windsor” e all’“Enrico IV” di William Shakespeare, le vicende del “Falstaff” ruotano attorno ai grotteschi tentativi dell’omonimo protagonista, corpulento, spesso in preda ai fumi dell’alcol, di sedurre due giovani e ricche donne, Alice Ford e Meg Page.
Scoperte le intenzioni del protagonista, le due donne, piuttosto divertite, organizzano la propria vendetta ai danni di Falstaff, ignare della burla che i rispettivi mariti stanno già progettando per lui. Allo scherzo progettato dalle donne se ne aggiungono altri, assottigliando il confine tra burla e realtà: “Tutto il mondo è burla”!
Sebbene intenzionato a terminare la sua carriera con la tragedia shakespeariana L’Otello, Verdi nascondeva una vecchia ferita, mai rimarginatasi: la sua seconda opera Un giorno di regno, fu un fallimentare tentativo di portare in scena una opera comica. Frustrato dal risultato ottenuto, il giovane compositore si dedicò a ben altre opere, lasciando scoperto il nervo della “commedia”, a cui non era riuscito a dare il giusto contributo. Infine, molto abilmente, i suoi sodali lo orientarono verso un’ultima ambientazione shakespeariana, in particolare, a un giullare gentiluomo, dedito al buon cibo, al buon vino e alle belle donne: il Falstaff.
Tuttavia, i toni dell’opera verdiana sono lontani da quelli soliti della commedia. L’attrice Eleonore Duse riassunse, in una lettera al librettista Arrigo Boito, la propria impressione sull’opera: “Com’è triste la tua commedia”. (aise) 

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