IL MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE DI ROMA ARRIVA A SYDNEY: OLTRE LE FOTO E GLI OGGETTI

IL MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE DI ROMA ARRIVA A SYDNEY: OLTRE LE FOTO E GLI OGGETTI

SYDNEY\ aise\ - L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney ospiterà il 1° marzo un incontro dedicato al progetto di fondare anche a Sydney un Museo Laboratorio della Mente sul modello di quello già esistente a Roma.
L’evento avrà luogo dalle ore 18.00 nella sede dell’Istituto e vedrà la partecipazione del direttore del Museo, lo psichiatra Pompeo Martelli, e dell’antropologo Marco Salustri, responsabile del Servizio Educativo del Museo stesso.
Il progetto di fondare un Museum of the Mind nel luogo dove una volta sorgeva il Callan Park Hospital for the Insane (Rozelle) è portato avanti da TheMHS Learning Network e dal Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists (RANZCP), alcuni rappresentanti dei quali parteciperanno all’incontro. Fra questi Vivienne Miller MA, direttore della TheMHS Conference e co-coordinatrice del Sydney Mind Museum, Arts and Neuroscience Precinct Steering Group.
Il Museo è stato istituito a Roma allo scopo di offrire al cittadino un nuovo modo di leggere e di percepire il disagio psichico, proponendosi come mediatore e interprete di un rinnovato senso di comunità che trova proprio nell'istituzione museale un punto di riferimento. Sarà compito dei relatori presentare l’esperienza di questo originale Museo che si colloca pienamente nel Servizio Sanitario Nazionale italiano e nella prospettiva della psichiatria sociale e di comunità italiana.
Psicoterapeuta, psicologo clinico ed etnopsichiatra, Pompeo Martelli è stato direttore del Museo Laboratorio della Mente sin dalla sua fondazione nel 2000, dopo aver lavorato fra il 1981 e il 1988 all’Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà. Fra il 2000 e il 2002 è stato docente di Psichiatria Culturale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e fra il 2002 e il 2008 è stato docente di Psicologia e Antropologia Medica presso l’Università La Sapienza di Roma.
Martelli è autore e co-autore di articoli, capitoli e libri sulla riabilitazione e il recupero dei malati di mente, sui sistemi sanitari pubblici legati alla salute mentale, sulla deistituzionalizzazione, sulla salute mentale degli aborigeni e delle comunità remote, sulla psichiatria interculturale, la storia della psicoanalisi, la prevenzione e la promozione della salute mentale. Ha tenuto conferenze ed offerto consulenze sui servizi dedicati alla salute mentale in Olanda, Belgio, Grecia, Portogallo, Spagna, Canada, USA e Australia.
Marco Salustri ha conseguito nel 2006 una laurea in Antropologia presso l’Università La Sapienza di Roma e nel 2013 un Master come Curatore museale e di eventi d’arte contemporanea; nel 2016 si è specializzato in Beni Demoetnoantropologici presso l’Università degli Studi di Perugia. Fra il 2014 e il 2018 ha curato le seguenti mostre tenutesi presso il Museo Laboratorio della Mente: Safe-Keeping (Custodia) di Sarah Bennett (Gran Bretagna) (2014), Cultural Dislocations and Hybridity di Jaswant Guzder (Canada) (2017), Nel corpo della città di Gea Casolaro (Italia) (2018). Dal 2015 lavora per il Servizio Educativo del Museo Laboratorio della Mente.
Salustri è autore e co-autore di articoli, capitoli e libri sul tema dello stigma psichiatrico, la deistituzionalizzazione, l’emigrazione e la salute mentale, la prevenzione e la promozione della salute mentale, l’arte prodotta dalle persone ai margini della società, la museologia, la museografia e gli ambienti virtuali. (aise)