“Il viaggio più lungo: gli ebrei di Rodi” all’IIC di Madrid per la Giornata della Memoria 2021

MADRID\ aise\ - Anche quest’anno, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, in collaborazione con Forma International e il Centro Sefarad-Israel, commemora la Giornata della Memoria, nel settantaseiesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ad opera delle truppe sovietiche, il 27 gennaio 1945.
Per l’occasione si terrà presso l’Istituto la proiezione del documentario “Il viaggio più lungo: gli ebrei di Rodi”, con la regia di Ruggero Gabbai, autori Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto e prodotto da Forma International.
La proiezione inizierà alle 18.00 e sarà accompagnata da una intervista in videoconferenza a Sami Modiano a cura di Ruggero Gabbai, nella quale parteciperanno la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Marialuisa Pappalardo e il Direttore del Centro Sefarad-Israel, Miguel de Lucas.
La proiezione sarà in versione originale con sottotitoli in spagnolo. Ingresso con prenotazione previa inviando nome, cognome e numero di telefono: iicmadrid@esteri.it. Alle ore 18.00 sui canali YouTube dell'IIC Madrid e del Centro Sefarad-Israel e sul sito web dell'IIC Madrid www.iicmadrid.esteri.it verrà trasmessa la videoconferenza con Sami Modiano.
“Il viaggio più lungo: gli ebrei di Rodi”
In seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale e all'entrata dell'Italia nel conflitto, anche l'isola fu teatro di scontri bellici, i più violenti dei quali si verificarono nell'autunno del 1943, quando in seguito alla caduta del governo fascista e alla proclamazione dell'armistizio l'8 settembre fra il nuovo governo italiano fedele al re Vittorio Emanuele III e le forze alleate anglo-americane, vi fu l'inizio dei combattimenti fra le truppe tedesche del generale Kleeman e quelle italiane. Gli aspri scontri nell'isola di Rodi e nel resto dell'arcipelago videro dopo qualche settimana la resa delle forze italiane sopraffatte dai nazisti, col controllo da parte di questi ultimi dell'intero Dodecaneso fino alla fine della guerra. Nel 1947, a seguito dei trattati di Parigi, l'Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia, come riparazione per l'aggressione militare condotta nel 1940-1941.
Per secoli l'isola di Rodi ebbe un'importante comunità ebraica. Si trattava soprattutto di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna e che parlavano il ladino. Durante la seconda guerra mondiale, fino all'estate del 1943 Rodi rimase sotto il controllo del governo fascista italiano, il quale, pur avendo emanato già nel 1938 le leggi razziali, di fatto non mise in pratica nessun atto violento verso la comunità ebraica, che non venne pertanto deportata nonostante le incessanti pressioni naziste. In seguito alla caduta del governo fascista e all'armistizio stipulato dall'Italia con gli Alleati, le forze naziste occuparono l'isola, procedendo poi nel 1944 all'arresto ed alla deportazione gli Ebrei, che ormai non potevano più godere della protezione italiana. Alla fine del conflitto, fra i pochi superstiti allo sterminio nei lager, solo alcuni decisero di far ritorno nell'isola. Essi aprirono in memoria il "Museo degli Ebrei di Rodi". Tra i superstiti Samuel Modiano tutt’ora in vita e ancora abilitante della Giuderia di Rodi.
Il film diretto da Ruggero Gabbai, si avvale per la parte autoriale di Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto. Si ripercorrerà la vicenda degli ebrei italiani dell’isola attraverso gli ultimi testimoni. I racconti sul luogo di Sami Modiano, Stella Levi e Albert Israel, attraverseranno la storia di questa comunità e i tragici eventi che la travolsero: la vita della comunità, la guerra, la deportazione verso il campo di sterminio di Auschwitz/Birkenau e la liberazione. Una vicenda tragica ma di uomini e donne che seppero restare umani grazie ai grandi valori di una tradizione millenaria. (aise)