IN BRASILE SI PARLA DE "L'EVOLUZIONE DELLA SOCIETÁ NEI PROSSIMI DIECI ANNI" CON IL SOCIOLOGO DE MASI

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BELO HORIZONTE\ aise\ - Su invito del Consolato d'Italia a Belo Horizonte, degli Istituti Italiani di Cultura di San Paolo e Rio de Janeiro e della Casa Fiat di Cultura, il professore italiano, sociologo del lavoro e scrittore Domenico De Masi affronterà in un'intervista i cambiamenti della società, che arriverà trasformata nel 2030.
In una conversazione con la giornalista Daniella Zupo, De Masi presenterà la sua visione su tecnologia, tempo libero, lavoro, ecologia, cultura, demografia e il ruolo delle donne nella vita contemporanea.
L'evento intitolato "L'evoluzione della societá nei prossimi dieci anni" fa parte della 14a edizione della Primavera dei Musei e si terrà il 22 settembre dalle 14:00 alle 15:30, ora italiana, in diretta streaming sul canale YouTube della Casa Fiat di Cultura.
Per il professore italiano, il Covid-19 può essere interpretato come un tentativo estremo della natura di ricordare e insegnare agli uomini che sono esseri mortali e che l'homo sapiens non è saggio come pensa di essere. Un tentativo di insegnarci e ricordare che la salute viene prima della democrazia e la democrazia viene prima dell'economia; che le risorse del pianeta hanno un limite e che, invece di combatterci a vicenda, faremmo bene a unirci contro tre nemici comuni: il virus, il riscaldamento globale e le disuguaglianze. Quanto all'economia, il nuovo coronavirus ci ha insegnato l'importanza dell'intervento pubblico e la priorità del necessario sul superfluo.
De Masi, conoscitore di un Brasile che lo ricambia con grande affetto, offre la sua chiave di lettura da intellettuale sugli insegnamenti che possono essere tratti dalla pandemia di Covid-19 e sui grandi cambiamenti che attendono l'umanità, dal lavoro e didattica a distanza, al ruolo e futuro della donna. “La situazione inedita in cui ci siamo trovati ha ridefinito la relazione tra tempo e spazio. Prima potevamo muoverci liberamente, in aereo o in auto, ma non avevamo tempo, troppo assorbiti dai tanti impegni che ci impedivano di riflettere e pensare. Con l'arrivo della pandemia, improvvisamente non avevamo più spazio, eravamo imprigionati nelle nostre case, ma avevamo molto più tempo” spiega De Masi.
A conclusione dell'intervista registrata in italiano e presentata con sottotitoli in portoghese, De Masi si collegherà dal vivo per rispondere alle domande del pubblico.
Domenico De Masi è professore emerito di Sociologia del Lavoro presso l'Università “La Sapienza” di Roma, dove è stato Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione. È membro del comitato etico della Fondazione Veronesi. Ha fondato e diretto “S3.Studium”, società di ricerca e studio in scienze organizzative, “SIT - Società italiana telelavoro” e la rivista “NEXT. Strumenti per l'innovazione”. È stato dirigente e docente presso l'Iri Center for the Study of Corporate Management Functions (IFAP); Presidente di In / Arch (Istituto Italiano di Architettura) e AIF (Associazione Italiana Formatori). È autore di numerosi saggi su sociologia urbana, sviluppo, lavoro, organizzazione e macrosistemi. Ricordiamo, nella sua bibliografia: L’ozio creativo (Ediesse, 1995/Rizzoli, 2000), MappaMundi. Modelli di vita per una società senza orientamento (Rizzoli, 2014), Una semplice rivoluzione (Rizzoli, 2016), Il mondo è giovane ancora (Rizzoli, 2018), Lo Stato necessario (Rizzoli, 2020). (aise)


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