Istanbul: l’Ambasciata presenta all’IIC le Missioni archeologiche italiane in Turchia

ISTANBUL\ aise\ - L’Ambasciata d’Italia in Turchia ha presentato al pubblico turco tutte le missioni archeologiche italiane in Turchia nel corso di un convegno, giunto ormai alla sua tredicesima edizione, che ha avuto luogo all’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul tra il 17 e il 18 novembre scorsi.
Presenti da decenni sul territorio turco, le missioni archeologiche italiane lavorano con entusiasmo e rigore scientifico, in stretta collaborazione con le istituzioni accademiche turche, per valorizzare l’ingente patrimonio archeologico presente in Anatolia.
Patrocinato dall’Ambasciata d’Italia ad Ankara e introdotto dall’Ambasciatore Giorgio Marrapodi assieme al Direttore dei Musei Archeologici di Istanbul, Rahmi Asal, il convegno ha visto alternarsi sul palco dei relatori tutti i Direttori delle Missioni archeologiche italiane che operano in Turchia, alcuni anche ininterrottamente da più di vent’anni.
Forti di un indotto economico rilevante per il tessuto sociale locale, anche in zone remote della Turchia, le missioni archeologiche italiane rappresentano da anni un punto di riferimento fondamentale per l’attività di promozione culturale italiana nel Paese, che l’Ambasciata d’Italia prosegue nel valorizzare ad ogni occasione come rilevante direttiva di sviluppo nei rapporti bilaterali, anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).
L’Ambasciatore Marrapodi ha posto l’accento su quanto oggi “Italia e Turchia sono unite da profondi legami a livello di società civili che nutrono una relazione bilaterale florida, su cui intendiamo continuare a puntare per favorire benessere e prosperità reciproci. Il vasto patrimonio non solo materiale ma anche di idee che caratterizza i nostri due Paesi dev’essere la base per un approfondimento in ogni direzione del nostro dialogo bilaterale”.
Il Direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Istanbul, Salvatore Schirmo, ha ricordato come “oggi gli archeologi italiani, insieme ai colleghi turchi, studiano e analizzano con profitto riconosciuto anche dalle più prestigiose riviste internazionali i principali periodi della storia dell’umanità: dalla preistoria al periodo classico, fino a quello bizantino”.
Nei loro interventi, gli archeologi hanno illustrato i principali risultati della ricerca scientifica sul campo emersi nel corso della stagione estiva. Si tratta di scoperte rese possibili grazie all’operato dei ricercatori in missione dall’Italia e alla profonda conoscenza del territorio e tecnica archeologica dei colleghi turchi, in un eccellente esempio di cooperazione culturale che si rinnova di anno in anno.
L’Italia è tra i Paesi che hanno maggiormente contribuito alla valorizzazione degli scavi archeologi in Turchia, anche grazie a proficue intese con le autorità locali e alla collaborazione con il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia. (aise)