LE AFFINITÀ CULTURALI TRA ITALIA E SPAGNA ALL’IIC DI MADRID CON LA SCRITTRICE SOFFICI

LE AFFINITÀ CULTURALI TRA ITALIA E SPAGNA ALL’IIC DI MADRID CON LA SCRITTRICE SOFFICI

MADRID\ aise\ - Possiamo trarre conclusioni positive dall’isolamento globale che stiamo vivendo ormai da mesi? La scrittrice Caterina Soffici ne è convinta. Per arrivare a questa conclusione mette sul piatto la costante imprevedibilità e controversa realtà che caratterizza le relazioni umane davanti alle avversità, facendo riferimento al contesto in cui viviamo: la solitudine e il confinamento obbligato. Si concluderà la prossima settimana la campagna lanciata lo scorso 20 aprile dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, dal titolo “Un pensiero da pensare insieme tra Italia e Spagna”, per riflettere sulla quarantena e sulle affinità culturali e sociali dei due paesi.  Gli ultimi 5 video della campagna verranno pubblicati la prossima settimana, iniziando da Caterina Soffici lunedì 22 e chiudendo venerdì 26 con Chiara Montanari.
Soffici, autrice del contributo che sarà pubblicato lunedì, crede che questa complessa situazione avrà degli effetti positivi e produttivi per tutti coloro che usano la creazione per esprimersi e assimilare ciò che succede all’esterno. E la letteratura avrà quella giusta sensibilità per distillare gli elementi positivi senza cadere nella facile distopia, nelle realtà parallele, nella fantascienza e sarà in grado di assimilare i fatti e le sensazioni vissute. Lo spunto di riflessione dello scrittore Franco Michieli è il ricordo di una lontana esperienza giovanile immerso in piena natura.
L’inizio della pandemia e l’obbligo di #restareacasa a suo parere è un allontanamento dalla libertà, dalla terra e dal mondo ed è proprio questo allontanamento la causa dell’incomprensione che sentiamo verso le situazioni apparentemente inaudite che stiamo vivendo; allo stesso tempo è anche il motivo di una mancata conoscenza del modo in cui dovremmo vivere d’ora in poi. La virtualità in cui eravamo immersi prima del confinamento, non solo fisica ma anche e soprattutto esistenziale, per Micheli rappresenta la conferma di un distanziamento dalla natura –e dalla nostra stessa essenza-, tale da renderci incapaci di conoscere il significato delle sue reazioni e dei suoi avvisi. Paradossalmente a suo parere la stessa virtualità che ha sostituito la natura dovrà aprirci gli occhi, dovrà aiutarci ad uscirne e fuggirne. La stessa virtualità dovrà prenderci per mano per rincortrarci con la terra, per imparare di nuovo ad ascoltare il silenzio, la stessa negativa virtualità che dovrà suggerirci come agire in futuro per tornare ad essere liberi.
L’artista Monica Biancardi sottolinea la relazione tra la Spagna e il sud Italia e le numerose influenze che si rintracciano nella cultura, nelle tradizioni e, in modo evidente, anche nei dialetti meridionali. Nel mostrarci l’opera realizzata durante questi mesi di isolamento, la rappresentazione delle decisioni frammentate in Europa, l’artista sottolinea ancora una volta come il destino di entrambi i paesi, anche in questa tragica situazione, è di nuovo unito. Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio Tre, ricorda quello che considera il più grande libro mai scritto, il Don Chisciotte. La straordinaria umanità che trasmette il romanzo è, a suo parere, l’antidoto perfetto in questi mesi di confinamento e di solitudine; ed è grazie ai grandi maestri antichi e contemporanei che Sinibaldi pensa con ammirazione alla lingua e alla cultura spagnola. A chiudere il progetto “Un pensiero da pensare insieme tra Italia e Spagna. Un progetto video dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid” saranno le riflessioni di Chiara Montanari, ingegnere, scrittrice e coordinatrice di basi antartiche. Dalla sua esperienza fatta di situazioni estreme vissute nella base Concordia – stazione di ricerca scientifica italo-francese e quarta base permanente situata sull’altipiano antartico a 3300 m di altitudine- considera questa crisi, atipica e demolitrice, una grande opportunità per adattarci a un cambiamento accelerato dove tutto ciò che ci circonda si trasforma e deve essere ricostruito. L’estrema e incerta situazione che stiamo vivendo in qualche modo è simile al piccolo mondo di Concordia. Come affrontiamo e superiamo l’emergenza? Le risposte a questa domanda per Chiara Montanari sono due: possiamo sempre scegliere di superarla con coraggio o con il cuore rotto. E questa possibile dicotomia nella risposta al disastro la porta a una conclusione che apre un fascio di luce in mezzo a tanta oscurità. In base alla sua esperienza, nell’incertezza possiamo prosperare e affrontare il futuro con determinazione. (aise) 

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