“L’EREDITÀ DEI CISTERCENSI”: IL DOCUMENTARIO DI ALESSANDRO MELAZZINI ALL’IIC DI MONACO

“L’EREDITÀ DEI CISTERCENSI”: IL DOCUMENTARIO DI ALESSANDRO MELAZZINI ALL’IIC DI MONACO

MONACO\ aise\ - L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ospiterà il prossimo 5 dicembre dalle 18.30 la proiezione del documentario “L’eredità dei Cistercensi”, per la regia di Alessandro Melazzini.
Al film - proiettato in lingua tedesca – seguirà una discussione, sia in italiano che in tedesco, con il regista Melazzini e Anna Maria Rapetti, professore associato di storia medievale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Nelle grandi Abbazie cistercensi laziali, la tradizione dell’artigianato locale si fonde con echi artistici della Borgogna, terra d’origine dell’ordine, spianando la strada alle forme che sarebbero state tipiche del gotico.
Superando i momenti di decadenza, quelli che oggi sono i monaci dell’Ordine di Santa Maria della Trappa, così chiamati dal nome dell’abbazia normanna di Notre-Dame de la Trappe, continuano a percorrere i corridoi di questi straordinari edifici sacri.
Il documentario di Alessandro Melazzini racconta l’eredità storico-artistica dei Cistercensi in Italia. Come sono arrivati i materiali della valle del Po all’Abbazia di Chiaravalle Milanese? Quanto c’è di Giotto nelle decorazioni essenziali delle chiese cistercensi?
Alessandro Melazzini è giornalista, produttore e regista italo-tedesco. Nato a Sondrio nel 1974, si è laureato in economia politica presso l’Università Luigi Bocconi di Milano e in filosofia alla Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg. Nel 1999 si è trasferito nella Repubblica Federale Tedesca e ha scelto Monaco di Baviera come la sua città. Cittadino italiano e tedesco, Melazzini è membro dell’Associazione documentaristi Tedeschi (AG DOK) e della Federazione Tedesca dei Giornalisti (DJV). È attivo dal 2003 come corrispondente culturale freelance e dal 2010 come regista e produttore di film documentari con la propria casa di produzione Alpenway Media GmbH. Di lui hanno parlato il Corriere della Sera e la Süddeutsche Zeitung. Per il suo impegno imprenditoriale come cittadino migrante il comune di Monaco di Baviera gli ha conferito il Premio Phönix.
Anna Maria Rapetti è professore associato di Storia medievale. Laureata presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1996. Ricercatrice dal 2002 di Storia medievale (MSTO/ 01) presso l'Università Ca’ Foscari, Dipartimento di Studi umanistici (prima Studi storici). Docente di Storia medievale, di Storia delle istituzioni medievali, di Esegesi delle fonti per la storia medievale, di Storia della chiesa medievale e dei movimenti religiosi, di Storia dell'ambiente e dei paesaggi rurali. Docente in master di I e II livello, per la Scuola di specializzazione per gli insegnanti superiori del Veneto, per il Tirocinio formativo attivo (TFA).
Membro del collegio del dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal medioevo all’età contemporanea, Università Ca’ Foscari, Dipartimento di Studi storici, del consiglio direttivo e del collegio didattico della Scuola Superiore di Studi Storici, Geografici, Antropologici del Veneto (Università Ca’ Foscari di Venezia-Università di Padova-Università di Verona). Già (2015-2017) coordinatrice del collegio didattico di Storia (laurea triennale) e di Storia dal medioevo all'età contemporanea (laurea magistrale), dall'ottobre 2017 presidente della commissione paritetica docenti-studenti del Dipartimento di Studi umanistici.
Principali ambiti di ricerca: storia del monachesimo medievale, con particolare attenzione ai movimenti religiosi come fattore di innovazione nei processi di evoluzione istituzionale del pieno medioevo. L’analisi dei fenomeni monastici e dei loro rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche e con la società, con particolare riferimento alle comunità di Venezia, costituisce uno dei campi di indagine privilegiati negli studi più recenti. Studia le istituzioni ecclesiastiche e monastiche italiane in prospettiva comparativa (X-XIII secolo); le strutture organizzative delle comunità monastiche, in particolare nell’Italia settentrionale tra XI e XIV secolo; il monachesimo veneziano, in particolare femminile, dalle origini al XIII secolo e i suoi rapporti con la società, l’aristocrazia e il potere politico. Altro campo di indagine è rappresentato dalla storia delle campagne dell’Italia settentrionale tra pieno e basso medioevo, con particolare riguardo alle trasformazioni del paesaggio rurale e dell’ambiente, all’evoluzione degli insediamenti e della proprietà fondiaria (IX-XVI secolo). (aise) 

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