L'OPERA GIOVANILE DI TINTORETTO E LE COLLEZIONI DELLA GALLERIA DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA: A BARCELLONA UNA CONFERENZA PROMOSSA DALL’IIC

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BARCELLONA\ aise\ - In occasione del V centenario della nascita del di Tintoretto, l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona ha organizzato domani, 25 settembre, una conferenza sul tema “L’opera giovanile di Tintoretto e le collezioni della Galleria dell’Accademia di Venezia”, nell’Aula Magna de la Facultat de Geografia i Història dell’università di Barcellona. Relatrice sarà Paola Marini, direttrice del Museo veronese. La conferenza inizierà alle 11.00.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia nascono 200 anni fa, nel 1817, come museo di modello napoleonico, sull’esempio del Musée du Louvre. Esse accolgono capolavori della pittura veneziana provenienti da chiese e conventi soppressi a cui successivamente si affiancano importanti donazioni e acquisti. In origine il loro scopo era di fornire strumenti per la formazione dei giovani artisti allievi della contigua Accademia di Belle Arti.
Il Museo è sito nella più antica Scuola grande di Venezia, la Scuola della Carità, e del complesso fanno parte anche il Convento dei canonici lateranensi, prima architettura realizzata da Andrea Palladio nella Serenissima e importanti testimonianze della museografia del XX secolo, grazie ai precoci interventi di Carlo Scarpa.
Il museo appartiene allo Stato italiano ed è stato reso autonomo, nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali da una riforma del 2014, a seguito della quale è stata nominata direttrice Paola Marini, tramite una selezione pubblica internazionale con oltre 1000 partecipanti.
Le Gallerie espongono una documentazione completa della pittura veneziana, dai polittici gotici a 15 dipinti di Giovanni Bellini, 3 di Giorgione, Tiziano, Veronese, Tintoretto, fino a Tiepolo, a sculture di Canova e quadri di Francesco Hayez. Ma anche opere di Bosch, Mantegna, Memling, e interi cicli narrativi come quelli di Vittore Carpaccio. Il Gabinetto Disegni e Stampe, tra i più ricchi del Paese, conserva tra gli altri 25 disegni di Leonardo Da Vinci, tra cui il celebre Uomo vitruviano.
Visitato da oltre 300.000 persone l’anno, soprattutto stranieri, è stato interessato da un grande restauro dell’intero pianterreno, concluso nel 2013, mentre è ancora in corso il restauro del primo piano.
In attesa di poter procedere al riallestimento della collezione permanente, l’attuale direzione ha espresso i suoi orientamenti – basati su una rigorosa ricerca accompagnata da un’ampia divulgazione e valorizzazione della pittura veneziana e dei suoi legami storici, tanto a livello locale quanto a livello internazionale – tramite un’importante serie di esposizioni temporanee.
In Cina, Giappone, Stati Uniti e Francia sono stati presentati il Rinascimento e il Seicento, in sede sono stati proposti il grande stampatore Aldo Manuzio, il pittore tardogotico Michele Giambono, la formazione e prima apertura al pubblico del museo in occasione del bicentenario, Giacomo Quarenghi, l’architetto italiano autore del rinnovamento di San Pietroburgo. Per la Biennale Internazionale d’Arte del 2017 si è tenuta la più importante mostra europea di Philip Guston, mentre per il 2019 sono attese iniziative su Leonardo e Georg Baselitz.
IL GIOVANE TINTORETTO
Nel cinquecentenario della nascita dell’artista a Venezia, Jacopo Robusti, detto Tintoretto, torna ad affascinare il pubblico in occasione della diffusa ed estesa celebrazione che tutta la città gli riserva con numerose iniziative, nell’ambito del progetto “Tintoretto 500”.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con la National Gallery di Washington, dedicano una grande mostra alla formazione dell’artista e al contesto fecondo in cui avviò la sua carriera pittorica, ideale preambolo della monografica organizzata a Palazzo Ducale, che proseguirà da marzo a giugno 2019 a Washington.
Attraverso le opere composte nel primo decennio di attività — dal 1538 al 1548 — è possibile seguire l’evoluzione dell’artista e la sua straordinaria capacità di declinare in modo originale e sperimentale le suggestioni ricevute dall’ambiente culturale veneziano, particolarmente prolifico di stimoli e sollecitazioni.
Tintoretto seppe legare la tradizione culturale veneta, rappresentata dalla lezione del grande Tiziano, con la cultura centro-italiana di matrice raffaellesca e michelangiolesca, conosciuta attraverso la presenza di artisti e dipinti, e la circolazione di stampe, disegni e bozzetti. Grazie alle opere provenienti da importanti musei, nazionali e internazionali — tra cui La conversione di san Paolo della National Gallery of Art di Washington e La contesa tra Apollo e Marsia di Hartford, esposti ora per la prima volta in Italia, la Disputa di Gesù nel tempio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, la Cena in Emmaus di Budapest e i soffitti provenienti da Palazzo Pisani a Venezia, ora alle Gallerie Estensi di Modena — la mostra ricostruisce il contesto artistico entro cui si muove il giovane pittore: da Giovanni Antonio Pordenone a Tiziano, da Sansovino a Michelangelo, da Francesco Salviati a Giuseppe Porta Salviati e Giorgio Vasari. Tintoretto, rielaborando suggestioni diverse, mette a punto un personale registro espressivo caratterizzato da una dialettica luce ombra molto accentuata, in funzione di un linguaggio di spiccata concitazione drammatica.
Il percorso espositivo culmina con il Miracolo dello schiavo del 1548, che testimonia la maturità espressiva raggiunta da Tintoretto a soli trent’anni, e che, per la sua rivoluzionaria novità, impose l’artista sulla scena veneziana.
Paola Marini (Verona, 1952) si laurea nel 1976 in lettere moderne, discutendo una tesi di storia dell’architettura, presso l’università di Bologna, dove si specializza nel 1987 in storia dell’arte medievale e moderna. Dal 1976 al 1980 collabora all’insegnamento di storia dell’architettura teatrale della stessa Università. Dal 1976 al 1982 lavora al Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio” di Vicenza. Dal 1987 al 1991 è responsabile editoriale delle pubblicazioni scientifiche del Centro. Conservatore dal 1982 del Civico Museo-Biblioteca-Archivio di Bassano del Grappa, dirige quell’istituto dal 1988 al 1993, organizzandovi importanti mostre, fra le quali nel 1992 quella su Jacopo Bassano 1510-1592, in collaborazione con il Kimbell Art Museum di Fort Worth, Texas che successivamente la ospita.
Dal 1993 è conservatore delle raccolte d’Arte Medievale e Moderna dei Civici Musei e Gallerie d’Arte di Verona. Dal 1997 al 2015 dirige il complesso dei Musei d’Arte e Monumenti del Comune di Verona. Dal 30 novembre 2015 è direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dove allestisce sette nuove sale e organizza le mostre dedicate a Aldo Manuzio, a Michele Giambono, al Bicentenario della prima apertura al pubblico del museo veneziano, al giovane Tintoretto. Dal 1998 tiene ad anni alterni l’insegnamento di Museografia e Museologia presso la scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Udine.
A Verona ha realizzato, oltre a centinaia di restauri, più di trenta fra mostre e convegni, progetti di ricerca, anche europei, ed editoriali, con importanti collaborazioni nazionali e internazionali: ad esempio Disegni veronesi (1994), Pisanello (1996) e Corot e l’arte moderna (2009-2010) con il Musée du Louvre; Miniature indiane della collezione Hodgkin (1997), Alessandro Turchi detto l’Orbetto (1999), Carlo Scarpa (2000), Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500 (2006-2007), Il Settecento a Verona Tiepolo Cignaroli Rotari la nobiltà della pittura (2011-2012), Paolo Veronese, la realtà dell’illusione (2014) in collaborazione con la National Gallery di Londra.
Nel 2015 porta a termine a Verona l’ampliamento del Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle e il restauro del Museo Archeologico al Teatro Romano.
È membro del Consiglio Scientifico del Centro Scientifico del Centro Internazionale di Studi dell’Architettura “Andrea Palladio”, del Comitato Nazionale Italiano del CIHA (Comité International d’Historie de l’Art), dell’Edizione nazionale degli scritti di Antonio Canova, del Direttivo di ANMLI (Associazione Nazionale Musei di Ente Locale e Istituzionale), della Commissione Musei della Regione del Veneto, del Comitato Paritetico per la conoscenza e la valorizzazione dell’opera di Carlo Scarpa, dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, del Consiglio della filiale di Verona della Banca D’Italia, del Comitato direttivo del Centro Laboratorio di analisi non invasive (LANIAC) dell’Università di Verona, dell’Ateneo Veneto. Dal 1997 al 2010 ha fatto parte del Consiglio d’indirizzo e della commissione Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. È stato segretario-tesoriere del Comitato Nazionale per le celebrazioni del V centenario della morte di Andrea Mantegna (1506-2006) e membro del Direttivo di ICOM Italia (2010-2013). È commendatore della Repubblica Italiana.
Nel 2015 riceve i premi Architetti Verona e 12 Apostoli.
Il 10 febbraio 2017 riceve la Laurea honoris causa in Discipline artistiche conferita dall’Università degli Studi di Verona, Verona, Polo Zanotto.
Il 17 dicembre 2017 viene nominata Accademico Olimpico Onorario per la Classe di Lettere e arti dell’Accademia Olimpica di Vicenza.
Il 23 marzo 2018 riceve il FIAC Excellence Award 2017, premio che la Foundation for Italian Arts and Culture riconosce a figure di spicco nella cultura italiana che operano in Italia e negli Usa.
I suoi studi vertono nel campo della storia della pittura, dell’architettura e della trattatistica architettonica dal XVI al XVIII secolo, con aperture all’arte contemporanea e alla museografia. (aise)