“LUCA GIORDANO IN SPAGNA 1692-1702”: NICOLA SPINOSA A LISBONA CON L’IIC

“LUCA GIORDANO IN SPAGNA 1692-1702”: NICOLA SPINOSA A LISBONA CON L’IIC

LISBONA\ aise\ - In occasione dell’esposizione dell’opera “La resa dell’elettore di Sassonia a Carlo V” di Luca Giordano, messa a disposizione dall'Ambasciata di Spagna in Portogallo ed esposta presso il Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona, domani, 15 gennaio, alle 18.30 Nicola Spinosa, già Soprintendente del Polo Museale di Napoli, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona interverrà al Museo con la conferenza “Luca Giordano in Spagna 1692-1702”.
Luca Giordano, dopo gli inizi giovanili in chiave naturalista, nel 1653 si apre alla sperimentazione, con esiti di straordinaria bellezza pittorica, affermandosi quale maggiore esponente del barocco a Napoli e in Italia. Per questa sue qualità ottiene prestigiosi incarichi a Roma e a Venezia, e grazie anche a costanti rapporti di committenza e di collaborazione con i Viceré di Napoli, nel 1692 è chiamato in Spagna da Carlo II d’Asburgo per interventi di decorazione a fresco nel Real Monastero di San Lorenzo all’Escorial, cui seguiranno altri importanti lavori.
Grazie a questi importanti interventi, Luca Giordano assume il ruolo di protagonista della scena artistica spagnola, risultando esemplare anche per le nuove generazioni di pittori locali, comprese quelle che si sarebbero formate, come nel caso di Francisco Goya, nella seconda metà del Settecento.
Nicola Spinosa, nato a Napoli nel 1943, è stato dal 1969 al 1983 ispettore e poi direttore storico dell’arte presso la Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico e del polo museale di Napoli, di cui dal 1984 al 2009 è stato nominato dirigente. Da Soprintendente ha curato dal 1985 al 2000, i nuovi allestimenti dei Musei di Capodimonte, della Certosa di San Martino e della Villa Floridiana, destinando Castel Sant’Elmo a sede del nuovo Museo del Novecento a Napoli, della Biblioteca di Storia dell’Arte e di varie mostre temporanee d’arte moderna e contemporanea.
È stato docente di Storia delle arti applicate presso l’Università della Calabria e di Storia del Collezionismo presso l’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli. Ha promosso o diretto il restauro, tra gli altri, dell’Arco di Alfonso d’Aragona a Castelnuovo, degli affreschi e dei ‘rami’ di Domenichino, Lanfranco, Ribera e Stanzione nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, dei due dipinti del Caravaggio con Madonna della Misericordia nella chiesa del Pio Monte e con Flagellazione della chiesa di San Domenico Maggiore esposta a Capodimonte.
Ha pubblicato numerosi saggi e curato diverse mostre realizzate dalla Soprintendenza in Italia e all’estero dal 1979 al 2009, tra le quali, quelle sulle arti a Napoli nel Sei, nel Sette e nell’Ottocento, su vari pittori attivi a Napoli dal Sei al Novecento (Caravaggio, Ribera, Cavallino, Lanfranco, Gargiulo, Traversi, Gigante, Morelli, Gemito, Warhol, Beuys, Bourgeois), sul vedutismo napoletano dal Quattro all’Ottocento, sul barocco da Caravaggio a Vanvitelli. (aise) 

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