Questa Europa male amata: Paolo Rumiz all’IIC di Bruxelles

BRUXELLES\ aise\ - Il prossimo 24 novembre l’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles ospiterà “Questa Europa male amata”, incontro con Paolo Rumiz, promosso in collaborazione con l'Associazione Giuliani nel Mondo.
In questo incontro – a partire dalle 19.00 – Rumiz parlerà del proprio rapporto con l'Europa vissuto in una vita di frontiera, segnata da libri spesso dedicati al tema, in particolare Trans Europa Express, Il filo infinito e Canto per Europa e, parallelamente, come voce narrante dell'orchestra europea Esyo. Metterà in luce il grave vuoto narrativo che esiste nella Ue, incapace di rappresentare se stessa e creare appartenenza.
L’incontro si terrà in francese.
Paolo Rumiz (Trieste, 1947) ha scritto – in gran parte per l'editore Feltrinelli – più di venti libri, di cui molti dedicati all'esplorazione dei territori. Figlio di una delle frontiere più mobili d'Europa, deve ad essa – e al sogno di superarla – il registro della sua scrittura. Legge le mappe e i libri con la stessa avidità, e considera le scarpe altrettanto importanti dei bloc notes ai fini della narrazione. La sua passione – scrive il New York Times - è ascoltare le periferie senza voce.
Su “Il Piccolo” di Trieste e poi su “La Repubblica” ha rilanciato con successo il “Feuilleton” a puntate, sotto forma di storie di viaggio. Per “La Repubblica” ne ha realizzati quindici, a partire dal racconto di una traversata in bicicletta dall'Italia alla Turchia (anno 2001), fino alla storia della camminata sull'Appia antica, “ritrovata” dopo secoli di oblio. Come reporter ha seguito il crollo della Cortina di ferro, il conflitto jugoslavo, la nascita dei populismi, l'inizio dell'ultima guerra in Afghanistan e l'indebolirsi dell'Europa nel tempo delle migrazioni. Per anni ha prestato la sua voce all'orchestra sinfonica giovanile europea del maestro Igor Kuret, che rinasce ogni estate con nuovi talenti selezionati dentro e fuori l'Unione. Nel centenario della Grande guerra ha costruito col regista Alessandro Scillitani un corpo di dieci film basato su un viaggio su tutti i fronti d'Europa. E' stato tradotto in America, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Paesi dell'ex Jugoslavia.
Tra i riconoscimenti, il premio dei lettori de l'Express 2013 per “L'hombre d'Hannibal”, quello della Croce Nera austriaca (2016) per il lavoro sul primo conflitto mondiale, il Prix Nicolas Bouvier 2015 della rassegna letteraria “Etonnants voyageurs” per il libro “Il Ciclope” e infine, nel 2021, la Europa Medaille Kaiser Karl IV per il suo impegno in favore dell'unità europea. Trans Europa Express (2012); Morimondo (2013); Come cavalli che dormono in piedi (2014); nel 2015, La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna e Il Ciclope; Appia (2016); La regina del silenzio (2017); Il filo infinito (2019); Il veliero sul tetto. Appunti per una clausura (2020); Canto per Europa (2021). (aise)