“Riviere”: le immagini di Valentina Vannicola in mostra all’IIC di Rio de Janeiro

RIO DE JANEIRO\ aise\ - Si è aperta ieri, 22 giugno, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro la mostra fotografica “Riviere” di Valentina Vannicola, organizzata dall’Istituto stesso e in programma sino al 22 luglio con ingresso libero.
“Riviere” è la ricostruzione della storia di un’isola e dei suoi abitanti. Commissionato dal Bellaria Film Festival, il lavoro è stato realizzato durante una residenza d’artista svolta nel 2014 da Vannicola sulla Riviera romagnola.
Prendendo spunto da un curioso e immaginato avvistamento di suo nonno Aquilino, Valentina Vannicola ricostruisce un luogo possibile teso tra realtà e finzione. Una mattina del settembre del 1991, i nonni paterni della fotografa presero parte ad una gita in barca a largo delle coste di Rimini. Quel giorno erano diretti nel punto dove 22 anni prima era stata bombardata dallo Stato italiano l’Isola delle Rose, una piattaforma in mezzo al mare progettata e dichiarata indipendente da un ingegnere bolognese. Mentre sono in mare aperto, Aquilino avvista qualcosa a largo, convinto che si tratti di un isolotto, lo comunica agli uomini di bordo che negano la possibilità che ve ne sia alcuno. L’uomo però rimarrà sempre fermo nella sua convinzione, così, la storia dell’avvistamento e la collegata questione dell’Isola delle Rose divengono la sua piccola ossessione.
“Riviere” è un omaggio a questa ossessione.
Nata a Roma nel 1982, Valentina Vannicola si laurea con una tesi in Filmologia presso l'Università La Sapienza di Roma e successivamente si diploma alla Scuola Romana di Fotografia. La sua intera pratica artistica è riconducibile al genere della staged photography.
Il suo lavoro è stato esposto in diverse gallerie e Festival in Italia e all’estero, tra cui: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e AuditoriumArte a Roma; Istituto Italiano di Cultura e Festival Head On a Sydney; Festival Circulation(s) a Parigi; Istituto Italiano di Cultura di Melbourne; Gallery Central di Perth; La Triennale di Milano; Palazzo Ducale a Genova; Espace André Malraux Herblay in Francia; Arte Fiera Bologna; Vienna Fair; Bassano Fotografia; Bellaria Film Festival; Galleria Al Blu di Prussia, Napoli; Galleria Wuderkammern, Roma; Urban Center di Rovereto; Mia Art Fair; CiternaFotografia-Festival; Fotografia Festival al Museo MACRO Testaccio di Roma; Centro italiano della fotografia d'autore a Bibbiena.
Nel 2011 ha pubblicato con la casa editrice Postcard L'Inferno di Dante, curato da Benedetta Cestelli Guidi. Nel 2020 ha lavorato ad un progetto nell’ambito della committenza “Universo Olivetti. Comunità come utopia concreta” di Museo MAXXI, Fondazione Adriano Olivetti e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nel 2021 L'Inferno di Dante è entrato nelle Collezioni di Fotografia del Museo MAXXI.
Il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui: Premio Combat prize, menzione speciale 2018; primo premio come miglior portfolio a Fotografia Europea 2017; Premio Fundación Ankaria / PHotoEspaña-Descubrimiento PHE, best portfolio, 2017; premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee finalista, 2012; premio Internazionale Limen Arte, 2010; secondo premio per il miglior portfolio al Festival Fotoleggendo, 2010.
Le sue immagini sono state pubblicate da diversi giornali periodici e quotidiani tra cui L'Espresso, D di Repubblica, Philosophie Magazine, Il Manifesto, Marie Claire, Zadig le mag, Insidart e Aracne. (aise)