“Storia della Notte e Destino delle Comete”: Eugenio Viola ospite dell’IIC di Buenos Aires presenta il Padiglione Italiana alla Biennale di Venezia

BUENOS AIRES\ aise\ - Dietro invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e della Fondazione Andreani, arriva a Buenos Aires il curatore d’arte contemporanea Eugenio Viola che, in concomitanza con la 59ª Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia in programma sino al 27 novembre, presenterà il progetto espositivo da lui curato per il Padiglione Italia incentrato sull’istallazione ambientale “Storia della Notte e Destino delle Comete” dell’artista Gian Maria Tosatti.
L’incontro si terrà giovedì, 26 maggio, alle ore 18:30, presso il Salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura previa iscrizione gratuita a questo link.
“Storia della Notte e Destino delle Comete” è il titolo del progetto espositivo di Viola. Per la prima volta nella storia del Padiglione Italia, si presenta l’opera di un solo artista: Gian Maria Tosatti. Il curatore ha scelto di proporre un progetto che funzionasse come una potente esclamazione della contemporaneità, e che fosse in grado di restituire una lettura coraggiosa del presente e dare all’Italia una voce unica.
L’opera si presenta come un viaggio nel difficile equilibrio tra uomo e natura, sviluppo sostenibile e territorio, etica e profitto: ripartire dalla cultura e dall’arte come espressione dell’indole umana per tornare a vivere dopo un periodo avverso per la storia dell’umanità, cercando di cogliere la “correlazione tra epidemia e progresso”, come dice Viola nel catalogo della mostra, edito da Treccani: “…è scientificamente provato che esista una correlazione tra epidemie e progresso. Oggi si parla di spillover (salto di specie), per spiegare le epidemie più rovinose degli ultimi anni: Ebola, SARS, Aviaria, AIDS, COVID-19. Questi fenomeni ci ricordano quanto l’urbanizzazione e le conseguenze legate allo sviluppo antropogenico abbiano profondamente alterato gli ecosistemi su scala planetaria. Alla luce degli scenari attuali, in che modo possiamo tornare a riflettere sull’ambiente? Che tipo di dibattito pubblico possiamo incoraggiare sul paesaggio urbano e le ecologie sostenibili? Che ruolo può giocare l’arte nella costruzione di un mondo migliore all’indomani della crisi? E quali, infine, le sue reali potenzialità nell’operare cambiamenti all’interno del corpo sociale?”.
La grande installazione ambientale Soria della Notte e Destino delle Comete, pensata appositamente per occupare tutto lo spazio disponibile del Padiglione, presenta un impianto teatrale costituito da un prologo e due atti. Risiede in quella terra di mezzo tra scenografia teatrale e cinema, un teatro di posa dove oggetti abbandonati, macchine, suoni o silenzi trovano il loro posto, una precisa collocazione, e potrebbero essere "visti" anche se fossero indicati dalle sole parole. La sensazione è quella di essere stati catapultati in un’altra dimensione, sospesa tra realtà e finzione. L'opera obbliga lo spettatore, in un certo senso, a riconsiderare la storia dell'Italia, le scelte fatte, le teorie del progresso, i sogni infranti e a riflettere, infine, sulle conseguenze, sui cambiamenti in atto, sull'emergenza della crisi climatica, sul rischio di autodistruzione.
Eugenio Viola è nato a Napoli nel 1975, ma vive e lavora attualmente in Colombia, a Bogotà, dove è attualmente capo curatore del MAMBO - Museo de Arte Moderno de Bogotá. Dal 2017 al 2019 è stato Senior Curator del PICA – The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth, in Western Australia. Dal 2009 al 2016 è stato curatore al Museo MADRE di Napoli, dove, dal 2013, si è occupato dello sviluppo della collezione del museo. Ha qui co-curato le prime grandi mostre istituzionali in Italia di Boris Mikhailov e Francis Alÿs, un’installazione site-specific di Daniel Buren e le retrospettive dedicate a Vettor Pisani e Giulia Piscitelli.
Ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali, curando, tra le altre, antologiche dedicate a: Regina José Galindo (Frankfurter Kunstverein, Fancoforte, 2016); Karol Radziszewski (CoCA - Centre of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, 2014); Mark Raidpere (EKKM - The Contemporary Art Museum of Tallinn, 2013); Marina Abramović (PAC – Milano, 2012); Francesco Jodice (MSU - The Museum of Contemporary Art, Zagreb, 2011), ORLAN (MAMC - Musée d'art moderne et contemporain, Saint Etienne, 2007). Nel 2015 ha curato il Padiglione dell’Estonia alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Complessivamente, ha curato oltre 70 mostre in Italia e all’estero e oltre 50 tra cataloghi e libri, collaborando inoltre a numerose pubblicazioni internazionali.
Viola ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Salerno in “Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica” ed è studioso delle esperienze legate alla performance e al corpo. Su questo argomento, ha curato le monografie dedicate a Teresa Margolles (Edizioni MAMBO, Bogotà, 2019); Regina Jose Galindo (Skira, Milano, 2014); Hermann Nitsch (Edizioni Morra, Napoli, 2013); Marina Abramović, (Sole 24 Ore Cultura, Milano, 2012); ORLAN (Charta, Milano-New York, 2007).
Collabora da molti anni con la rivista americana Artforum e l’italiana Arte. Suoi scritti sono stati pubblicati anche su Flash Art, Segno, Exit Express, Arte e Critica, Enciclopedia Treccani e molte altre riviste italiane e internazionali. (aise)