Tirana: l’IIC racconta l’emigrazione italiana in Albania

TIRANA\ aise\ - Il 9 agosto 1991 circa 20 mila albanesi sbarcarono nella sponda pugliese del canale d’Otranto, stretti all’inverosimile nella nave dolce, la Vlora. Quanto accaduto 30 anni fa ha agito e mosso una intera generazione di italiani e può a ben diritto definirsi la prima grande ondata migratorio del secolo ventesimo. L’Istituto Italiano di Cultura di Tirana ha voluto dunque ricordare questa vicenda raccontando il fenomeno inverso, meno noto ma non per questo meno significativo e importante: l’emigrazione degli italiani in Albania.
All’artista italiano Stefano Romano che vive e lavora in Albania dal 2003 è stato chiesto di raccontare con gli strumenti a lui più congeniali il suo viaggio da Bari a Valona, un viaggio che con modalità differenti ma con motivazioni non antitetiche, è stato ugualmente carico di aspettative e di speranze. In Mostra (Galleria Alpha, Città vecchia) un apparato esperienziale composto da diversi elementi, in cui una delle installazioni ambientali occupa il centro dello spazio espositivo. Il suggestivo titolo Punto di rugiada prende inizio dalle ricerche dell’artista sui venti marini nel Canale d’Otranto che scopre, tra i vari dati giornalieri come la forza del mare, anche il punto di rugiada, cioè quello stato termo-dinamico in cui c’è un equilibrio tra liquido e vapore. Il viaggio di Stefano Romano ha la curatela Francesco Scasciamacchia e la ricerca storico-documentaristica di Davide De Notarpietro, fondatori dell’Associazione Culturale Cijaru (Otranto), che si propone attraverso progetti di arte contemporanea di ripristinare i legami storici e culturali di quest'area tra Ionio e Adriatico e della Puglia con le regioni balcaniche, greche, turche e più in generale il vicino Oriente.
Il programma completo prevede altre iniziative fra le quali Dell’incontrare azioni teatrali in strada del Teatro Koreja di Lecce. Si tratta di un intervento teatrale in strada (si sono scelte le strade della Città vecchia la sera di venerdì 6 e il nuovo Lungomare, sabato 7), una modalità semplice e diretta di portare arte e pensiero tra la gente, cercando i luoghi più differenti per caratteristica architettonica e storia, dove attori e musicisti delineano uno spazio all’aperto con pochi elementi e qui attraverso brevi testi, coreografie, musiche e azioni fisiche propongono al pubblico riflessioni e domande su temi che riguardano tutti, quali per esempio l’importanza della memoria, il ruolo del denaro nella nostra società, il senso di smarrimento nell’andare via dal luogo in cui si è nati.
E ancora una selezione di 19 immagini (Cortile della Galleria Alpha, Città Vecchia) fra le centinaia esposte fra giugno e luglio 2021 a Bari durante la prima edizione dell'evento multidisciplinare Futuro Arcaico Fest, un progetto a cura di FOLKLORE ELETTRICO (Marco Malasomma e Jime Ghirlandi) che mira in particolar modo a far conoscere alle nuove generazioni la tradizione, attraverso uno storytelling innovativo, al fine di costruire nuovi scenari di fruizione, di divulgazione dell’arte e del patrimonio.
La serata del 6 sarà chiusa da un live del pugliese Marco Malasomma e da un DJ set dell’albanese Iren. (aise)