“Un’isola multiculturale”: archeologia e Sicilia protagoniste all’IIC di Amsterdam

AMSTERDAM\ aise\ - “Un’isola multiculturale. L’archeologia in Sicilia durante i periodi Bizantini, Islamici e Normanni” è il titolo della conferenza che Joanita Vroom, professore di Archeologia dell'Eurasia medievale e della prima età moderna presso la Facoltà di Archeologia dell’Università di Leida, terrà giovedì 2 dicembre, alle ore 19.30, all'Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.
L’evento, ad ingresso libero, è organizzato dall’Istituto stesso insieme a Werkgroep Italië Studies (WIS) e si svolgerà in lingua olandese.
La Sicilia è famosa per i suoi siti archeologici antichi. I resti imponenti di Agrigento, Selinunte e Siracusa sono visitati annualmente da migliaia di turisti. Meno noto è il fatto che l’isola possiede anche importanti siti archeologici di epoca bizantina, islamica e normanna (circa VII/VIII secolo fino all’XI dopo Cristo). La cosa non deve sorprendere perché fino a non molto tempo fa questi periodi erano poco conosciuti agli stessi archeologi. Negli ultimi anni la ricerca ha fatto infatti progressi spettacolari riguardo alla conoscenza di queste eccitanti e cruciali fasi della Sicilia antica.
La conferenza di Vroom ha come obiettivo quello di fornire i dati sulle nuove acquisizioni. In primo luogo si parlerà degli scavi più rilevanti per la conoscenza di questo periodo “dimenticato” della storia archeologica. Successivamente si cercherà di dare un’immagine dei diversi destini dei nuovi abitanti bizantini e islamici in Sicilia nel periodo compreso fra il VII/VIII secolo e l’XI dopo Cristo sulla base della diffusione della loro ceramica. Si tratta di ritrovamenti di contenitori da trasporto (anfore), ma anche recipienti da cucina di uso quotidiano e raffinate stoviglie per le élite. Questa ceramica, rinvenuta tanto nei luoghi che fecero parte del Regno bizantino (330-1453) che negli insediamenti parte dell’Emirato islamico di Sicilia (827-1091) racconta la storia della compresenza di diverse culture sull’isola. I ritrovamenti gettano nuova luce sui mutevoli rapporti di potere ma anche sugli scambi commerciali, culturali e culinari e la Sicilia risulta in verità un’isola multiculturale al centro del Mediterraneo dove si incontrano tutti gli elementi della storia medievale e della cultura materiale. (aise)