“We Love Art. Vision and Creativity Made in Italy” in mostra a Berlino

BERLINO\ aise\ - Si inaugura il 25 agosto presso la galleria CLB di Berlino (Prinzenstraße 84.2) la mostra collettiva “We Love Art. Vision and Creativity Made in Italy”, nella quale otto artiste e artisti italiani under 35 esplorano il rapporto tra arte, industria e società nell’Italia contemporanea.
Frutto di un progetto originale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, l’iniziativa ha stimolato il dialogo fra creatività artistica e produzione industriale, valorizzando il fenomeno del mecenatismo culturale d’impresa nell’Italia contemporanea.
In mostra fino al 25 settembre lavori inediti di otto giovani artiste e artisti italiani emergenti, selezionati dai curatori Ludovico Pratesi e Marco Bassan e abbinati ad altrettante aziende partecipate da Fondazione CDP: Open Fiber, Terna, Eni, Webuild, CDP Immobiliare, Snam, Tim, e Ansaldo Energia.
Due fondamentali esperienze di dialogo tra creatività artistica e produzione industriale hanno ispirato “We Love Art: Civiltà delle Macchine e Sculture nella città”.
La prima, una celebre rivista fondata nel 1953 da Leonardo Sinisgalli, espresse per molti anni l’interazione tra arte e tecnica in un momento in cui l’industria chiamava a raccolta l’arte e la cultura per raccontare i processi di cambiamento sociale durante il miracolo economico degli anni Sessanta attraverso le “visite in fabbrica”.
La seconda esperienza, la mostra “Sculture nella città. Spoleto 1962”, è considerata una pietra miliare nella storia dell’arte del Novecento. Ideata e curata nel 1962 da Giovanni Carandente per il Festival dei Due Mondi, rappresentò uno dei primi esempi di dialogo e interazione tra industria e arte contemporanea. In quell’occasione, molti tra i più grandi artisti di quegli anni, come David Smith, Alexander Calder, Beverly Pepper, Lucio Fontana, Nino Franchina ed Ettore Colla realizzarono opere in metallo nelle diverse officine italiane dell’industria siderurgica Italsider.
I loro lavori furono esposti all’aperto nel centro storico di Spoleto e alcuni di essi oggi sono parte integrante della collezione della Galleria d’Arte Moderna di Spoleto.
Recuperando queste suggestioni e rinnovandole nell’attuale contesto economico e artistico, “We Love Art. Vision and Creativity Made in Italy” ha creato le condizioni grazie alle quali ogni artista ha potuto realizzare la propria creazione in stretta sinergia con una delle aziende coinvolte nel progetto: attraverso le visite e i sopralluoghi in fabbrica, è stata favorita la nascita di un fertile legame tra gli artisti e le aziende. L’interazione con le imprese, il valore che ogni artista ha attribuito all’esperienza e i motivi ispiratori dell’opera generati dall’incontro degli artisti con il mondo della fabbrica, il significato del rapporto tra arte e impresa vissuto nell’individualità e unicità di ogni artista, sono stati narrati in modo emozionante nel video che accompagna la mostra, realizzato da PRC Srl.
Con la mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, la capitale tedesca è l’ultima tappa di un ampio itinerario espositivo che ha toccato le città di Seoul, Chongqing, New York, Città del Messico e Il Cairo, realizzato di volta in volta con il sostegno delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura delle città in cui la mostra è approdata. Alla fine della circuitazione internazionale le otto opere d’arte entreranno a far parte della collezione permanente della Fondazione Cassa Depositi e Prestiti a Roma.
I curatori
Ludovico Pratesi, curatore e critico d’arte, è critico del quotidiano La Repubblica. Insegna Didattica dell’arte allo IULM di Milano e dirige la Fondazione Guastalla per l’arte contemporanea. Dal 1994 al 2000 è stato corrispondente culturale del quotidiano francese Le Monde.
Marco Bassan, formatosi come ingegnere gestionale al Politecnico di Milano, studia i diversi modelli di contaminazione tra arte e impresa. Fondatore e curatore di Spazio Taverna a Roma, ha lavorato a Zurigo nello studio Holzer Kobler. Nel 2017 con il progetto Digital Unconscious, ha partecipato alla XXI Triennale di Milano.
Gli artisti
La mostra comprende i lavori di Benni Bosetto, Giulia Cenci, Tomaso De Luca, Lulù Nuti, Amedeo Polazzo, Alice Ronchi, Giulio Saverio Rossi, Namsal Siedlecki.
La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, in collaborazione con Farnesina, Cdp e CLB Berlin.
Per partecipare alla inaugurazione, il 25 agosto alle 19.00, occorre prenotarsi su Eventbrite. (aise)