Lezioni di libertà: a Brescia un progetto per l’inclusione delle detenute

Foto di Alberto Mancini

BRESCIA\ aise\ - Il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei e la Casa di Reclusione di Verziano lanciano “Victoria Lomasko. Lezioni di libertà”, un nuovo progetto ideato e progettato in collaborazione con ACT Associazione Carcere e Territorio O.d.V. – E.T.S. in occasione della mostra “Victoria Lomasko. The Last Soviet Artist”, inaugurata lo scorso 11 novembre negli spazi espositivi del Museo di Santa Giulia a Brescia.
Il progetto prevede la formazione di due detenute della casa di Reclusione di Verziano che saranno a disposizione in qualità di mediatrici culturali per aiutare il pubblico a comprendere meglio i contenuti e le ragioni della mostra, tutti i giorni, dalle 14.00 alle 18.00, fino all’8 gennaio.
La ricerca artistica di Lomasko permette di ricostruire in modo minuzioso la storia sociale e politica della Russia dal 2011 a oggi: dalle manifestazioni anti Putin che l'artista ha disegnato dal vivo con un tratto originale e immediatamente riconoscibile, alle rappresentazioni della "profonda Russia", quella dei dimenticati e marginali, che da sempre costituiscono i suoi soggetti preferiti.
Tra le opere esposte anche il reportage grafico “Lezioni di disegno nel carcere minorile” realizzato nel 2010 quando l’artista, in qualità di volontaria, tenne un corso di disegno nel carcere penitenziario per minori di Mojaisk. Non avendo a disposizione grande varietà di strumenti, i disegni vennero realizzati con i materiali più semplici e rudimentali: carta e matite nere. I partecipanti ai corsi di Victoria erano per lo più ragazzi detenuti con diversi gradi di istruzione, con i quali non poté impostare un lavoro continuativo.
Tutti i disegni sono ora raccolti al centro d’arte Reina Sofia di Madrid e sono inoltre pubblicati nel libro “Other Russias”, edito nel 2017 da Beccogiallo e presentato a Brescia lo scorso 12 novembre in un evento aperto al pubblico e realizzato in collaborazione con la Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura e Memorial Italia, grazie al quale l’artista ha vinto il Pushkin House Book Prize. Il libro, che non è mai stato pubblicato in Russia, ha avuto una gestazione di otto anni.
Proprio i contenuti, che sono stati selezionati per essere esposti nelle sale del Museo di Santa Giulia, hanno offerto lo spunto per l’elaborazione e sviluppo del progetto disegnato con la Casa di reclusione di Verziano.
Un’occasione di riflessione e azione per far emergere la propria personale visione del rapporto tra società ed individuo contribuendo al percorso di riabilitazione delle detenute.
In particolare il progetto si svilupperà in due momenti: in primis le due detenute verranno formate sui contenuti della mostra, attraverso un incontro a cura dei Servizi Educativi di Fondazione Brescia Musei e della curatrice della mostra Elettra Stamboulis; a seguire verrà proposto un momento di approfondimento, realizzato direttamente presso la Casa di Reclusione, che prevede una visita virtuale della mostra e un laboratorio “Dal mondo a me. Andata e ritorno”, un’occasione per tutte le detenute nella casa di reclusione per elaborare pensieri, idee ed emozioni.
La mostra “Victoria Lomasko. The Last Soviet Artist”, presentata nell'ambito del Festival della Pace di Brescia, rappresenta il terzo atto della ricerca, curata da Elettra Stamboulis, intrapresa da Fondazione Brescia Musei nel 2019 con la mostra di Zehra Dogan Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche, e proseguita nel 2021 con la personale di Badiucao La Cina non è vicina. Opere di un artista dissidente.
Lomasko è nata a Serpukhov, a 99 km a sud di Mosca, nel 1978. Il padre, operaio metalmeccanico di questa cittadina interamente dedita alla produzione industriale, agiva come artista provocatore in segreto, e forse questa tradizione di famiglia l'ha spinta ad operare sempre con uno sguardo fortemente impegnato e anticonformista.
Diplomatasi all'Università statale di Mosca in Arti Grafiche nel 2003, Lomasko intraprende da subito una strada non confortevole che mette insieme osservazione e azione, disegno documentario e performance, attivismo e impegno personale inteso come corpo dell'artista che non sfugge all'essere parte di un gruppo. Questo aspetto caratterizza in modo trasversale la biografia artistica di Lomasko che da marzo 2022 vive in Europa, dopo aver tentato fino all'ultimo di rimanere nel proprio paese per non interrompere il proprio ruolo di testimone. L’artista infatti fa parte di un movimento globale che utilizza il disegno come strumento di resistenza e cronaca. (aise)