L’appartenenza religiosa degli stranieri residenti in Italia: l’analisi della Fondazione Ismu

ROMA\ aise\ - Diminuiscono i musulmani e i cattolici, aumentano gli ortodossi. In base ai più recenti dati Istat disponibili dal 3 maggio, Alessio Menonna della Fondazione ISMU ha approfondito cifre e percentuali dell’appartenenza religiosa degli immigrati residenti in Italia che, al 1° gennaio, erano 5.035.643.
Per la sua analisi, Menonna, oltre all’Istat, fa riferimento anche ai tassi di afferenza alle singole appartenenze religiose desunte dalle survey ad hoc dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) del 2018 e del 2019, inserendo nel computo anche minorenni di qualsiasi età.
Ne emerge, scrive il ricercatore, “che gli stranieri musulmani residenti in Italia si possono stimare complessivamente in diminuzione dell’8,4% durante gli ultimi ventiquattro mesi fino al 1° gennaio 2021, scendendo a quest’ultima data al di sotto degli 1,4 milioni di unità. Similmente, anch’esso gruppo storico e con molte acquisizioni di cittadinanze negli ultimi tempi e meno nuovi flussi in ingresso, i cristiani cattolici residenti in Italia durante il 2019 e il 2020 sono diminuiti complessivamente dell’8,1%, portandosi a circa 855mila all’inizio del 2021; mentre al contrario sono nel frattempo aumentati gli ortodossi dell’8,3%, superando quota 1,6 milioni”.
Al 1° gennaio 2021, scrive ancora Menonna, “i cristiani copti si possono poi per il momento stimare in circa 32mila, gli evangelici in 164mila e il complesso di tutti gli altri cristiani in 152mila, per un totale di cristiani di ogni afferenza pari ad oltre 2,8 milioni, la maggioranza assoluta e precisamente il 56,2% del totale degli stranieri in Italia, più del doppio dei musulmani (pari a loro volta al 27,1%). In questo contesto negli ultimi ventiquattro mesi è cresciuta molto la componente ortodossa tra i cristiani e in termini relativi al 1° gennaio 2021 la maggioranza assoluta dei cristiani è di religione ortodossa (il 57,5%), quasi il doppio rispetto ai cattolici (il 30,2%); e poi minori sono le incidenze di evangelici (5,8%), copti (1,1%) e altri (5,4%)”.
RELIGIONE E GRUPPI NAZIONALI
I primi gruppi nazionali tra i musulmani sono nell’ordine i marocchini, gli albanesi, i bangladeshi e i pakistani, ma i primi tre gruppi nazionali rappresentano da soli più di metà degli islamici sul territorio nazionale. In termini relativi, invece, i musulmani costituiscono più del 95% del totale dei residenti tra marocchini (98,6%), bangladeshi (96,0%) e pakistani (95,6%), ma meno della metà (42,5%) tra gli albanesi.
Per quanto riguarda i cristiani cattolici sono invece necessarie quattro nazionalità per rappresentare più di metà del fenomeno migratorio in Italia: rumeni, filippini, peruviani e albanesi. Questi ultimi costituiscono l’unico gruppo nazionale che nelle prime quattro posizioni in graduatoria sia fra i collettivi più numerosi musulmani sia tra quelli cattolici, anche se in entrambi i casi con incidenze non di maggioranza assoluta all’interno della propria popolazione residente in Italia. Infatti, solamente il 17,5% degli albanesi sul territorio nazionale è di religione cattolica, quota simile a quella dell’altro gruppo est-europeo in graduatoria – i rumeni, al 16,7% – mentre invece fortemente prevalente è tale appartenenza religiosa tra i filippini (83,4%) e i peruviani (85,2%).
Tra i rumeni, invece, in particolare, è forte la presenza di cristiani ortodossi (pari al 73,8%, e cioè tre rumeni su quattro sono ortodossi), ed essi da soli rappresentano nettamente la maggioranza assoluta (per la precisione il 61,0%) degli stranieri di religione ortodossa residenti in Italia. Dietro a loro tutti collettivi pure est-europei, nell’ordine ucraini, moldovi, albanesi, russi, bulgari, polacchi, serbi, macedoni, bielorussi e cittadini della Bosnia-Erzegovina. Le massime incidenze di ortodossi all’interno dei singoli collettivi nazionali si registrano fra bielorussi (92,1%) e russi (91,4%); le minime fra albanesi (17,8%) e macedoni (19,7%).
Tra i cristiani copti, invece, la nazione più importante e che li rappresenta in maniera maggiore sul territorio nazionale è sicuramente l’Egitto. Seppure solamente poco più di un egiziano su dieci in Italia è copto, gli egiziani afferenti a tale religione rappresentano quasi i tre quarti della presenza complessiva dei copti sul territorio nazionale (per la precisione il 74,2%), nettamente davanti ad altri gruppi in questo caso tutti africani: nell’ordine ghanesi, eritrei, nigeriani e marocchini.
I cristiani evangelici hanno invece una composizione etnica più composita e sono formati principalmente da nigeriani e ghanesi (entrambi gruppi nazionali provenienti dall’Africa, con quote d’incidenza sul totale degli evangelici in Italia rispettivamente del 21,0% e del 14,8%), e poi da filippini e cinesi (9,7% e 8,5%), entrambi collettivi asiatici.
Gli altri cristiani, infine, risultano in maggioranza assoluta rumeni, nigeriani o ghanesi, mentre passando ai buddisti afferiscono a quest’appartenenza religiosa circa un terzo dei cinesi (il 34,1%) e degli srilankesi (il 36,5%), entrambi collettivi asiatici che rappresentano da soli rispettivamente il 62,5% – e cioè nettamente la maggioranza assoluta – e il 24,9% del totale dei buddisti stranieri in Italia, davanti agli indiani (8,7%).
Gli induisti, invece, sono davvero molto spesso (nell’83,8% dei casi) indiani, nonostante meno della metà degli indiani si dichiari di tale religione (il 48,6%); infatti, tra di loro, non è rara l’appartenenza religiosa sikh ed è anzi notevolissimo come quasi tutti i sikh (il 94,7%) siano di nazionalità indiana.
Altre religioni sono infine generalmente poco diffuse tra gli stranieri in Italia ma si registrano gruppi abbastanza consistenti di fedeli di altre confessioni ignote tra cinesi (circa 20mila persone) e ucraini (11mila, probabilmente di culti ortodossi autocefali non cristiani).
Atei o agnostici sono d’altra parte la maggioranza assoluta dei cinesi (il 53,3%, pari a circa 170mila unità), i quali da soli rappresentano quasi uno straniero su tre fra chi non dichiara alcuna religione davanti ai rumeni e agli albanesi entrambi con un’incidenza invece del 18,9%.
RELIGIONE E TERRITORIO

Per quanto riguarda i musulmani i gruppi nazionali più numerosi sono in provincia di Milano. Segue l’area di Roma e poi tutte province del Nord Italia e precisamente nell’ordine quelle di Brescia, Bergamo, Torino, Bologna e Modena. L’unica provincia del Sud dove è presente una quota superiore al 2% sul totale nazionale di musulmani stranieri è quella di Napoli.
Anche per quanto concerne i cattolici i territori provinciali con il maggior numero di fedeli stranieri al 1° gennaio 2020 sono quelli di Milano e di Roma, con a seguire in questo caso per importanza quantitativa nell’ordine le province di Torino, Firenze, Genova, Napoli, Brescia e Bologna.
Differentemente che fra musulmani e cattolici, invece, tra i residenti ortodossi la provincia di Roma supera – e nettamente – in numerosità quella di Milano, ed anzi quest’ultima è sopravanzata in graduatoria anche dalla provincia di Torino. Dalla quarta posizione in poi troviamo nell’ordine le province di Brescia, Padova, Napoli – anche in questo caso, come per musulmani e cattolici, primo territorio del Sud Italia – e poi di Bologna e Verona. (aise)