STORIE DEI NOSTRI EMIGRATI NEL NUMERO DI GENNAIO DEL MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO PER L’ESTERO

STORIE DEI NOSTRI EMIGRATI NEL NUMERO DI GENNAIO DEL MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO PER L’ESTERO

PADOVA\ aise\ - Il jazzista molisano a New York, lo scienziato napoletano di Helsinki, il consigliere comunale calabrese di Stoccolma. Sono alcune delle storie dei nostri emigrati raccontate nel numero di gennaio del "Messaggero di sant’Antonio" per l’estero.
"Qui non conta chi sei, ma cosa sai fare". Luca Santaniello, batterista molisano a New York, sintetizza così la sua esperienza nella capitale mondiale del jazz, che gli sta regalando un fiume di emozioni e opportunità da quando, nel 2001, è arrivato negli Stati Uniti. Nell’articolo "Batteria a ritmo di jazz" di Nicola Nicoletti, il jazzista originario di Campobasso racconta al "Messaggero di sant’Antonio" la sua vita musicale oltreoceano, dal suo incontro iniziale ad Harlem con Rahn Burton, genio dell’organo Hammond, alle successive collaborazioni con i leggendari sassofonisti Benny Golson e Lee Konitz o con il virtuoso del contrabbasso Ron Carter.
Dalla periferia di Napoli a Helsinki, dove dirige, a soli 44 anni, un intero dipartimento e un centro di ricerca universitari. È la storia del professor Vincenzo Cerullo, scienziato impegnato nell'ambito delle nuove terapie immuno-oncologiche, raccolta da Luisa Santinello in "Uno scienziato a Helsinki". "Immigrato, non parlavo una parola di finlandese! Eppure l’Università di Helsinki ha creduto in me. Quando mai in Italia capita una simile opportunità? A differenza del nostro Paese, la Finlandia vanta un sistema meritocratico e una mentalità elastica", ricorda Cerullo, felice di abitare in una nazione dalla qualità di vita altissima, dove "la famiglia viene prima di tutto. Così quando si lavora si rende il doppio". Parola di scienziato!
"La maggiore differenza tra il fare politica in Italia e in Germania? Il modo in cui funzionano i partiti. Per esempio, in Germania, anche da appena tesserati, ci si sente già parte di un qualcosa, perché si vota da subito per leader, programma ed eventuali alleanze di governo". A parlare è Luigi Pantisano, nato a Waiblingen da genitori calabresi e ora consigliere comunale di Stoccarda. Nell’articolo "Quando la politica unisce" Andrea D’Addio intervista anche Federico Quadrelli originario di Lucca e ora impegnato politicamente in Germania: "Qui senti di avere davvero la possibilità di cambiare le cose – racconta Quadrelli –. E quando ami la politica è questo ciò che conta di più"". (aise)


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