“A PERFECT SHOP-FRONT”: KASPER BOSMANS INAUGURA LA PROJECT ROOM #13 ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO

“A Perfect Shop-Front”: Kasper Bosmans inaugura la Project Room #13 alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano

Kasper Bosmans, "Legend: A Perfect Shop-Front", 2020 (particolare). Courtesy dell'artista / Gladstone Gallery

MILANO\ aise\ - Dal 17 febbraio scorso al 14 maggio 2021, con la mostra “A Perfect Shop-Front” di Kasper Bosmans, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano presenta il primo appuntamento del nuovo ciclo espositivo delle Project Room, progetto “osservatorio” dedicato ai più recenti sviluppi del panorama artistico internazionale, affidato per il 2021 alla guest curator Eva Fabbris.
Nel suo lavoro Kasper Bosmans (Lommel, Belgio; 1990) associa temi socio-politici e contesti storico-culturali tra loro diversi in forme che attingono a repertori araldici, alla simbolica del folklore, alla tradizione del ready-made e alla storia della decorazione. Combinati secondo un’attitudine del tutto soggettiva, questi elementi si fondono in opere che raccontano e teorizzano delle mitologie insolite, nel tentativo di trovare nuovi modi di raccontare il sapere. Aneddoti provenienti da tempi e luoghi differenti vengono traslati in dipinti, installazioni e oggetti eleganti, arguti e ironici.
In occasione della Project Room #13 l’artista ha progettato un intervento complesso in cui gli elementi della sua pratica si legano ad alcune istanze strettamente contemporanee, come i disastri ambientali e le limitazioni fisiche determinate dalla pandemia. L’insieme delle opere innesca una dimensione di flanerie tutt’altro che disimpegnata, in cui lo spettatore incontra dei richiami alla coscienza politica in forme che prendono le mosse da un approccio radicale all’arte folk, tra concetto e storia dei materiali.
Un fregio dipinto a pavimento attraversa lo spazio della Fondazione: è un elemento decorativo e simbolico che trasforma l'ambiente in modo enigmatico. Intitolato Wolf Corridors & Stamp Forest (2020), evoca la relazione tra la rete di circolazione autostradale europea e le porzioni di natura che rimangono intrappolate dalle arterie dell’alta velocità, interferendo sulle abitudini migratorie di animali selvatici come i lupi, per i quali vengono artificialmente salvaguardate porzioni di foreste che ne continuino a permettere gli spostamenti. Pur bidimensionale, questo fregio influenza le traiettorie dei visitatori che attraversano lo spazio espositivo.
L’installazione A Perfect Shop-Front (2021) è concepita per questa mostra, a cui da il titolo. In una finestra/vetrina, che richiama quelle delle case tipiche dei Paesi Bassi, sono esposti degli oggetti legati alla storia politica e culturale degli Stati Uniti collezionati dall’artista: insieme al loro dispositivo espositivo, questi oggetti - libri, poster, fotografie… - creano un corto-circuito tra dimensione pubblica e privata, tra la politica e la microstoria raccontata dal singolo oggetto.
Una simile ambiguità è rappresentata da Vermiculated Rustication (2016), un wall-drawing che rappresenta un finto muro in pietra arricchito da un bugnato rinascimentale (motivo ripreso anche dal design milanese degli anni Ottanta), che visivamente evoca i piccoli tunnel scavati dai vermi nel suolo: un pattern che, alludendo a una dinamica organica di degrado, sembra contraddire la durezza della pietra.
La Project Room #13 conferma la predilezione di Bosmans per una declinazione installativa della scultura alla quale l’artista associa in tutte le sue mostre dei piccoli dipinti intitolati Legend (2020): composizioni allusive di simboli, motivi araldici, segni e codici che fungono da traccia narrativa in relazione alle opere tridimensionali.
Il percorso di mostra è completato dall’instruction piece Lazy Susan (2020).
La mostra progettata per la Fondazione è stata interamente concepita a distanza. Delegando ad altri la realizzazione dell’opera e il suo allestimento, l’artista ha applicato un metodo operativo che storicamente rimanda alla frangia dell’arte concettuale più vicina al Dada, aperto alla messa in discussione dell’autorialità fino al punto da poter abbracciare l’intervento del caso. Questa scelta si carica inoltre di un ulteriore significato legato alla contingenza odierna che rende difficili gli spostamenti fisici e i viaggi.
Per Bosmans, vicino a questa tradizione, l’idea di operare a distanza condividendo delle istruzioni significa anche porre l’accento sulle dinamiche di lavoro, sulla suddivisione dei ruoli e sulla catena di soggettività che concorrono alla “creazione“.
In occasione della Project Room, la Fondazione Arnaldo Pomodoro dedica una pubblicazione a A Prfect Shop-Front, contenente una conversazione tra Kasper Bosmans e Roger Hiorns sui temi della mostra.
Kasper Bosmans (Lommel, Belgio, 1990) vive e lavora tra Bruxelles e Amsterdam. Diplomato all’Higher Institute for Fine Arts di Gand (Belgio), Kasper Bosmans è conosciuto a livello internazionale come uno dei più promettenti artisti della sua generazione. La sua pratica, capace di abbracciare temi universali che sfuggono alle categorie del tempo e dello spazio, si serve di un linguaggio simbolico, fatto di segni e gesti che rimandano a un passato e presente storico, e fungono da strumenti di decodifica della realtà. Il suo lavoro è stato esposto in Europa e all’estero, in gallerie e istituzioni. Tra le mostre personali: Kasper Bosmans - Project Room #13 (Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano 2020), Kasper Bosmans: Four (Gladstone 64, New York 2020), Kunstintegratie Kasper Bosmans (In Frascati) (Papegaaistraat, Belgio 2018), De Veemarkt (Stad Lommel, Belgio 2018), Das Verflixte 7. Jahr (Fuerstenberg Zeitgenossich, Germania 2018), Chip Log (Gladstone Gallery, New York 2018), The Worlds and Days (De Hallen, Olanda 2017), Model Garden (Gladstone Gallery, Bruxelles 2016), Decorations (Witte de With Centre for Contemporary Art, Rotterdam 2016). Tra le mostre collettive: The Penumbral Age: Art in the Time of Planetary Change (Museum of Modern Art, Varsavia 2020), In the Presence of Absence: Proposals for the Museum Collection (Stedelijk Museum, Amsterdam 2020), Together (M HKA, Anversa 2020), Four Flags (Amsterdam 2020), Was Machen Sie um zwei? Ich schlafe (GAK, Brema 2020), Blood and Soil: Dark Arts for Dark Times (Contemporary Art Centre, Vilnius 2019), Young Artists in Europe: Metamorphosis (Fondation Cartier, Parigi 2019), Stories of Almost Everyone (Hammer Museum, Los Angeles 2018). Nel 2020 la casa editrice Walther König pubblica Dovetail, prima monografia dedicata all’artista. Nel 2021 Kasper Bosmans sarà protagonista di una mostra personale presso WIELS Contemporary Art Centre a Bruxelles. (aise)


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