"ALTISSIMI COLORI. LA MONTAGNA DIPINTA": IL CASTELLO GAMBA DI CHÂTILLON RINNOVA LA SUA COLLEZIONE

"ALTISSIMI COLORI. LA MONTAGNA DIPINTA": IL CASTELLO GAMBA DI CHÂTILLON RINNOVA LA SUA COLLEZIONE

AOSTA\ aise\ - Si è inaugurata l’11 luglio la seconda mostra della nuova stagione espositiva del Castello Gamba di Châtillon, in Valle d’Aosta: "Altissimi colori. La montagna dipinta: Giovanni Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso", in programma sino al 29 settembre.
Realizzata dall’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Valle d’Aosta in collaborazione con Casa Testori, la mostra prende spunto dalla presenza nella collezione del Castello Gamba di una piccola ma importante opera dello scrittore, critico d’arte e pittore Giovanni Testori (1923-1993).
Con l’intento di indagare il rapporto di Testori con la montagna, scenario della propria attività artistica e soggetto privilegiato di molti artisti lanciati dal Testori giornalista e critico militante, l’esposizione rappresenta un’occasione di scoperta, un viaggio attraverso le opere di cui Giovanni Testori amava circondarsi, a partire da un episodio chiave della sua vita: il suo primo articolo, pubblicato a soli 17 anni. L’inizio dell’attività critica di Testori riguarda, infatti, proprio un quadro di montagna: un capolavoro di Giovanni Segantini, Alpe di maggio (1891), di cui pubblicò uno studio preparatorio, passando poi ad altri suoi grandi amori: Gustave Courbet, l’artista rivoluzionario di cui vengono presentati due importanti dipinti; Willy Varlin, il geniale pittore zurighese che scelse di andare a vivere tra le montagne della Val Bondasca; Renato Guttuso, un siciliano che, stregato dalla vista del Rosa, scelse di fare della casa di Velate, a Varese, uno studio dove realizzare molte delle sue opere più celebri; Paolo Vallorz, artista trentino che, pur emigrando a Parigi, è sempre rimasto legato alla sua val di Sole, e Bernd Zimmer, pittore tedesco vivente, "scoperto" da Giovanni Testori e autore di quadri con montagne infiammate e visionarie.
La mostra è anche l’occasione per presentare un ciclo di fotografie del grande fotografo Pepi Merisio, scattate negli anni Settanta, durante la processione notturna che da Fontainemore portava al santuario di Oropa. Foto che Testori amava per la loro intensità e per la testimonianza di una civiltà montana legata alla propria tradizione.
Impegnato su diversi fronti, dalla critica d’arte al teatro, dalla narrativa alla pittura, Giovanni Testori fu tra i più importanti intellettuali italiani del Novecento. Romanziere e drammaturgo, nonché critico d’arte, in montagna aveva riscoperto la sua vocazione pittorica eleggendone gli scenari a soggetto di molti suoi dipinti, come nella serie di disegni e acquerelli eseguiti dalla fine degli anni Sessanta, in un’estate trascorsa a Gressoney e nelle alpi svizzere. Per la prima volta questo nucleo molto privato, che Giovanni Testori ha voluto tenere per sé e per la sua famiglia, viene presentato al pubblico in un allestimento straordinariamente suggestivo: la torre del Castello Gamba.
QUEL TRAMONTO DI TESTORI
L’opera di Giovanni Testori "Tramonto" (Actus tragicus) del 1967, nella collezione permanente del Museo, è un acquerello affascinante del ciclo dei tramonti dove il colore denso e colante dilaga su tutto il foglio, accentuando il senso di sfaldamento della materia.
Il prezioso dipinto posseduto dal Museo del Castello Gamba è fondamentale fin dal titolo e pone l’opera quasi a cerniera tra le due attività testoriane, quella teatrale e quella pittorica indicando in modo particolare una visione poetica della natura tipica dell’artista, capace di cogliere il rapporto tra dramma e partecipazione umana.
IL PROGETTO PER UN NUOVO MUSEO GAMBA
La mostra è parte del nuovo progetto del Castello Gamba– Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Regione che la Soprintendenza per i beni e le attività culturali ha lanciato per il 2019 e affidato alla curatela di Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, attraverso un piano di studio e valorizzazione della collezione del Museo, che daranno vita a studi scientifici, approfondimenti, focus ed esposizioni che pongono le basi di interventi negli anni a venire.
Ai due nuclei principali della collezione del Museo, le opere otto/novecentesche dedicate al paesaggio alpino e le opere di grandi maestri italiani del Novecento, si affianca un gruppo di opere di artisti contemporanei. Il lavoro di ricerca ha portato all’individuazione di un primo nucleo di opere meritorie di essere al centro di altrettanti focus di ricerca, al fine di fornire il materiale scientifico per tali azioni.
Grazie al proprio staff, in sinergia con il comitato scientifico e in collaborazione con studiosi di settore, Casa Testori ha selezionato le seguenti opere: Emilio Isgrò, Quel che è scritto, 1991; Giovanni Testori, Tramonto (Actus tragicus), 1967; Arturo Martini, Ercole (Anno XIV. Il leone di Giuda), 1936; Felice Casorati, Saint-Nicolas, 1926; Renato Guttuso, Distruzione di Sodoma, 1969; Mario Schifano, Colore locale; Collinare; Per vedere; Orizzontale; Vista interrotta, 1988; Lucio Fontana, Battaglia (Decorazione di soffitto), 1952.
Un percorso di valorizzazione avviato con la mostra dedicata a Emilio Isgrò, "I 35 libri dei Promessi Sposi cancellati", a cura di Davide Dall’Ombra, (6 aprile - 16 giugno 2019), e dedicata ora a Giovanni Testori, protagonista della mostra estiva del Castello Gamba. (aise)


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