ARNALDO POMODORO A PARIGI

ARNALDO POMODORO A PARIGI

PARIGI\ aise\ - La sede di Parigi della galleria Tornabuoni Arte presenta una mostra che documenta le origini del lavoro dello scultore Arnaldo Pomodoro (1926, Morciano di Romagna). La mostra, intitolata semplicemente “Arnaldo Pomodoro 1955-1965” e organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, si incentra su un decennio che rappresenta un periodo fondamentale della produzione dell’artista, presentando materiale d’archivio esclusivo e opere mai esposte prima.
Inaugurata l'11 aprile ed aperta al pubblico sino al 13 giugno negli spazi di Passage de Retz, al n.9 di rue Charlot, l’esposizione documenta in modo organico e compiuto la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro, quando, trasferitosi a Milano nel 1954, l’artista inizia a tessere le sue trame segniche in rilievo creando situazioni visive al limite tra bidimensione e tridimensione.
“Per me - racconta Pomodoro - è stato un periodo fittissimo di scambi intellettuali, l’incontro con Lucio Fontana e con i giovani milanesi che Enrico Baj e Sergio Dangelo avevano raccolto intorno alla rivista “Il Gesto” e quelli dell’“Azimuth” di Manzoni e Castellani, con i tedeschi di “Zero”, con Gastone Novelli e Achille Perilli e “L’Esperienza Moderna”. E insieme, con la generazione grande dell’architettura e del design che dibatteva in seno alle Triennali, da Gio Ponti a Ettore Sottsass”.
Nella mostra sono presentate, per la prima volta nel loro insieme, alcune delle opere più rappresentative del periodo 1955-1960: sono i bassorilievi in argento, piombo e bronzo composti con una fitta serie di segni leggeri e ritmici, un tracciato di nodi, punti e fili, come una sorta di scrittura arcaica e illeggibile.
“Lavoravo su fondi di velluto che sbiadivo con candeggine, con trucchi di acidi, con polvere di ferro, mescolandola e incollandola su tavole, su piani di cemento, un po’ come Klee che operava con una tessitura di garze, carte, acquarelli”.
È questa la ricerca che conduce Pomodoro alla consapevolezza del segno astratto come cellula plastica e che lo porta a realizzare le prime Colonne del viaggiatore, le Tavole e opere fondamentali come Luogo di mezzanotte, la Grande tavola della memoria e La macchina del tempo.
Con gli anni Sessanta dalla frontalità del bassorilievo nasce la complessità materica e spaziale della forma: è il momento della rottura formale. Pomodoro affronta la tridimensionalità dapprima curvando e modulando le superfici piane, per lavorare poi sulla struttura dei solidi euclidei (cubi, sfere, cilindri, dischi, coni, piramidi) corrompendoli da dentro con corrosioni e perforazioni fino a rivelarne l’interno misterioso e complesso. Nascono così La ruota, Il cubo, e la prima sfera, Sfera n. 1, esposte in mostra. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi caratteristica di tutta la vicenda successiva dell’artista.
La mostra comprende anche alcune opere più recenti, realizzate tra la fine degli anni Settanta e il 2010: le serie delle Aste cielari, delle Stele e dei Continuum.
Accompagna la mostra una pubblicazione monografica, a cura di Luca Massimo Barbero, che offre una nuova lettura dell’opera di Pomodoro, attraverso un’approfondita indagine storica e critica del decennio 1955-1965 e un ricco apparatoiconografico di documenti e materiali di archivio, messi a disposizione dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.
“È straordinario come un Maestro internazionalmente noto come Arnaldo Pomodoro - afferma Luca Massimo Barbero - riservi a un occhio contemporaneo una sorpresa inventiva che risale alle sue origini, alla nascita di un universo plastico totalmente originale. L’idea della mostra è proprio quella di uno scavo, di una sorta di ‘carotatura’ nel tempo dal 1955 al 1965 per poter approfondire la parte germinale del suo lavoro, radice di un pensiero che ha preso una forma universale”.
In occasione della mostra Arnaldo Pomodoro 1955-1965, la Fondazione Arnaldo Pomodoro è lieta di annunciare, a dodici anni dalla pubblicazione del Catalogo ragionato della scultura (Skira, 2007), il lancio del Catalogue Raisonné online che, a partire dalla scultura, affronterà progressivamente tutti gli altri ambiti dell'attività di Arnaldo Pomodoro: disegni, multipli, gioielli, grafiche, studi progettuali, arti applicate e progetti scenici. Il progetto si collega a livello internazionale con tutte le istituzioni e fondazioni che fanno parte del Catalogue Raisonné Scholar Association, impegnate in questo specifico campo di ricerca. (aise)


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