COPENAGHEN: OMAGGIO A RODARI

COPENAGHEN: OMAGGIO A RODARI

COPENAGHEN\ aise\ -Leggere attraverso l’immagine. Omaggio a Gianni Rodari” è il nuovo progetto dell’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen dedicato al mondo della letteratura e dell’illustrazione, in collaborazione con la Biblioteca A. Baldini di Santarcangelo di Romagna. L’Istituto celebra così i 100 anni dalla nascita dello scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, attraverso una mostra virtuale di illustrazioni ispirate a una sua fiaba.
Tre illustratrici italiane – Maria Gabriella Gasparri, Manuela Mapelli e Barbara Savini – raccontano per immagini “La pianta Paolino”, una storia scritta da Gianni Rodari e tratta dalla raccolta “Fiabe lunghe un sorriso”, pubblicata postuma nel 1987.
Dal 30 giugno al 18 agosto, ogni martedì e giovedì, sui canali Facebook e Instagram dell’Istituto di Copenaghen, verrà pubblicata una nuova tavola illustrata, per un totale di quindici illustrazioni rivolte a tre diverse fasce di età, a dimostrazione di come una stessa fiaba possa essere interpretata in modi differenti a seconda dello stile personale dell’artista e del pubblico di lettori di riferimento. Ogni artista realizzerà cinque tavole illustrate: Maria Gabriella Gasparri si rivolgerà ai piccoli di 4-6 anni, Manuela Mapelli ai bambini di 7-10 anni e infine Barbara Savini ai lettori di 10-12 anni.
Oltre che da alcuni passi della fiaba e dalla descrizione dello stile delle tre artiste, le illustrazioni verranno accompagnate anche dalla presentazione del metodo Rodari.
Nato a Omegna nel 1920, Gianni Rodari è stato uno tra i più noti pedagoghi e scrittori di letteratura per l’infanzia italiani, le cui fiabe sono state tradotte in numerose lingue, tra cui danese, russo, inglese, spagnolo e tedesco. Tra le più note, si ricordano “Le avventure di Cipollino” (1951), “Fiabe lunghe un sorriso” (1949-1969), “Favole al telefono” (1962). Nel 1970, Rodari è stato l’unico autore italiano ad aver ricevuto il prestigioso premio internazionale Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia. Rodari ha inoltre fatto parte di quel gruppo di intellettuali impegnati socialmente per la ricostruzione culturale del paese nel secondo dopoguerra, credendo nell’efficacia di metodi pedagogici innovativi, attraverso cui crescere bambini liberi e dotati di un forte senso critico. Mentre le formule scolastiche di metà Novecento, ancora legate al periodo fascista, consideravano i bambini come “uomini in miniatura”, reprimendone l’immaginazione e la voglia di conoscere, il metodo di Rodari aveva al proprio centro l’elemento della fantasia. Fantasia non da intendersi come semplice fantasticheria, ma come metodo di ricerca e conoscenza personale, che nel bambino è particolarmente spiccato. Come afferma nella “Grammatica della fantasia” (1973), unico volume teorico dell’autore, l’immaginazione e il gioco sono mezzi per conoscere il mondo. La letteratura di Rodari mette infatti in relazione oggetti e aspetti della realtà che, nella logica comune, non hanno apparentemente legame: ascoltando o leggendo tali favole, il bambino può ampliare la sua fantasia, divertendosi. Nelle opere di Rodari, un aspetto rivoluzionario ed estraneo alla letteratura per l’infanzia precedente risiede nella nuova attenzione sociale che si riscontra nella scelta dei personaggi. A popolare le sue storie non sono infatti solo figure immaginarie, ma anche personaggi fino a questo momento esclusi, ovvero persone comuni appartenenti al mondo della quotidianità: re, regine e baroni vivono fantastiche avventure insieme a contadini, bambini, pasticceri e animali. La letteratura di Rodari ha sempre l’obiettivo di crescere i bambini secondo logiche di inclusività e pace, valori oggi più che mai attuali.
Maria Gabriella Gasparri, nata a Napoli, vive sulle colline vicino a Cesena. Ancora bambina, rimane affascinata dai dipinti impressionisti, che la portano a studiare illustrazione presso la Scuola Internazionale di Fumetto. Le sue opere, realizzate principalmente attraverso la tecnica digitale, si caratterizzano per i colori puri e intensi e per essere popolate da numerosi personaggi, creando una narrazione ricca di dettagli, in cui le forme della quotidianità e gli oggetti ordinari vengono modificati, stravolti, rivelandone la loro unicità. Fra i libri da lei illustrati, si ricordano Peter Schlemihls wundersame Geschichte (2016 – ELI Publishing), Sei sicuro? (2018 – Bertoni Editore), Da grande farò… (2019 – Editorale Scienza). Le sue opere sono state selezionate per la “Mostra Illustratori” della Bologna Children’s Book Fair nel 2018 e 2015.
Manuela Mapelli nasce nel 1980 a Milano, dove intraprende gli studi artistici. Fin da piccola, odia il grigiore cittadino e ama invece inventare e disegnare storie. Nel 2002 si trasferisce in Emilia Romagna per seguire la sua passione per il teatro di figura e frequentare il corso per burattinai professionisti presso "L'Atelier delle Figure" di Cervia (RA). Oggi vive a Cesena e realizza spettacoli di burattini e laboratori artistici con bambini e ragazzi, scrive storie e illustra libri per l'infanzia, ricorrendo principalmente alla tecnica digitale. Le sue illustrazioni presentano un mondo intimo, sereno, minuto, dipinto facendo uso di una tavolozza cromatica ridotta e mai banale. Fra i libri da lei scritti e illustrati si ricordano Casa Casina (2015 – Edizioni Corsare), opera che ha ricevuto una menzione al Premio Rodari nel 2016, Piccola scimmia (2018 – Edizioni Primavera) e Ci vorrebbe (2019 – Edizioni Primavera).
Barbara Savini nasce a Cesena, dove si diploma come grafica pubblicitaria. Inizia la sua carriera realizzando illustrazioni e grafiche per labels e prodotti made in Italy. Successivamente, decide di approfondire l’interesse verso l’illustrazione per l’infanzia e acquisire conoscenze e abilità specifiche. Si iscrive dunque alla scuola di illustrazione “Ars In Fabula” di Macerata, frequenta atelier di illustratori professionisti e partecipa a diversi concorsi a livello nazionale. Barbara Savini lavora principalmente con china e matite colorate. Nelle tavole da lei illustrate si nota una prevalenza della linea sul colore e una ricchezza dei dettagli, mentre le figure sembrano muoversi lentamente in un mondo silenzioso. Di Barbara Savini ricordiamo le pubblicazioni per la rivista “Illustrati” (Logos Editore), la partecipazione alla mostra collettiva Verso l’Infinito per il Festival del libro illustrato (Macerata, 2019) e la collaborazione con la scuola di illustrazione Ars in Fabula di Macerata. (aise)


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